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giovedì 26 luglio 2012

La staticità dei soffi previsti

Sai che succede quando conosco qualcuno?
Niente.
Nella stragrande, noiosissima, maggioranza dei casi, tutto permane in uno stato di normalità grigiastra, senza fremiti o scintille ad alterare la staticità del mondo. E non c'è niente di più palloso di un mondo statico.
Poi ci sono quelle volte... poche, flebili, secondarie al punto da risultare sorvolabili.
Sono come un soffio nell'uragano, indistinguibili dal resto. Non fosse che hanno la capacità di sconvolgermi come mille uragani non potrebbero mai fare.

Quando conosco qualcuno, allora, succede che mordo via un pezzo di me e lo do a lui. Brucia, ma non riesco a non farlo. Gli do me di parole, di pensieri, me di canzoni e di progetti, di concerti visti e da vedere, di storie scritte e da scrivere. Me di cioccolata e lacrime. Di demoni e sorrisi timidi. Me di momenti con lui.
Non succede mai che io resti scissa da lui, senza mordere a mia volta una parte di lui e amalgamarla alla parte di me. Come bile, squarcia il tessuto di un mondo che ora trema, freme. La staticità bigotta e mortifera del mondo sembra esser finalmente persa, per sempre.
Sembra.

Finchè la staticità non esige il suo salato scotto e lui se ne torna a riempire lo sguarcio di grigio che ha lasciato nel tessuto del mondo. A me resta solo l'impronta del fremito, un ricordo troppo scialbo per sovrastare il rinnovato grigiore.
Ecco qual è il mio dannato errore. Potessi tenermi distante, potessi non fondermi, potessi non fidarmi del suo tremito, allora tutto tornerebbe normale e quando lui si ritira, io potrei ricucirmi alla perfezione, senza lasciar squarci.
Io per lui sono solo soffio tra i tanti che compongono il suo uragano. Getta dentro ognuno di essi  la sua testa e respira a caso, senza distinguerne le diverse fragranze. Un soffio vale l'altro, è così che la sua trama può restare sempre statica e grigia, pur aspirando un po' di tutti i soffi. Elimana il soffio che turbina troppo, la staticità è nel grigiore dei soffi previsti.

Ecco cosa devo imparare a fare. Non dare me, non assaporare lui, ma tenere a portata di mano qualche soffio stantio, in cui gettare la testa e respirare, per ossigenare i polmoni e sopravvivere. Senza il gusto di un afrore dolce, senza il tremito di uno squarcio anomalo.
Come fa lui...


mercoledì 28 settembre 2011

mercoledì 31 agosto 2011

Conversando con gli allocchi

"E te come va?"
"Ma si ma va bene sai ho finito di lavorare oggi... Qui che di dice?"
"Tutto ok e a te come va?"
"Mmmm sì...bene bene,ma vedo che ci sono delle novità"
"E sì sai ...ma  ate come va?"
"(Sigh!) Bene bene....mi sono trovata benissimo nelle altre sedi"
Facce estremamente sosprese, si scambiano sguardi perplessi, da interpretare come si vuole io sono indecisa tra:"cavoli si è trovata bene lì in quei manicomi e con quella gentaglia" e "lei??? Ce la siamo scotolata noi e si è trovata bene lì!!!"
Nella mia testa: "Sì fottiti befana isterica,mi sono trovata benissimo lì anche se voi vi siete liberati di me come di un peso morto perchè lì ci sono persone meravigliose molte più di qui di certo e avete fatto benissimo a liberarmi di me altrimente sarei morta in mezo a tanti silenziosi scimuniti a parte quei quattro decenti che hanno la sfiga di dovervi soppartare."
Risposta effettiva: "Eh sì, benissimo mi è spiaciuto anche andare via ma andrò a trovarli spesso."
"Mmmmm"
"...Sì... ora vado a salutare gli altri"
"Ciao"

Avevo quasi dimenticato quanto può essere pesante parlare con un muro....

La differenza si vede quando c'è

In questi due mesi di lavoro mi sono sucesse molte cose, ho attaversato talmente tanti stati d'animo, alcuni addirittura inediti, che potrei scriverci su un decalogo completo di questi comprensivo di misure di gestione per ognuno di essi.
Non farò niente di tutto questo. Ma una cosa la voglio dire. Su tre sedi in cui ho lavorato in due mi sono trovata benissimo, non in quella del mio paese. Tranne che per tre o quattro di loro che sono persone bellissime che spero di risentire, gli altri sono degli emeriti coglioni. Ripeto: emeriti coglioni. E stupidi.
Ricordo come cercassi di stabilire un legae,di arlare di spiegarmi di ESSERE e come loro a malapena ti rispondevano, per non considerare quelli che ti guardavano come fossi caduta dalla luna e fossi una inutile palla al piede. Ripeto solo poche di queste persone mi hanno lasciato qualcosa e non ho intenzione di perderle. Gli altri si fottano.
Nonostante tutte le scomodità che lavorare fuori sede mi ha comportato, sono felice che mi abbiano trasferita perchè ho potuto conoscere bella gente che mi ha arricchito e fatta crescere in tutti i sensi.
Ed è indicativo che tra tutta questa bella gente, del mio paese ce ne sarà al massimo una. Molto indicativo...

domenica 21 agosto 2011

La più grande cazzata mai raccontata

"La religione detiene il record per la più grande cazzata mai raccontata. Pensateci: la religione ha convinto la gente che c'è un uomo invisibile che vive in cielo, che guarda tutto quello che fai, ogni min...uto di ogni giorno! E l'uomo invisibile ha una lista speciale di dieci cose che non vuole che tu faccia, e se fai una qualunque di queste dieci cose, lui ha un posto speciale pieno di fuoco e fumo e fiamme e torture e angoscia dove farti vivere e soffrire e bruciare e soffocare e urlare e piangere per tutti i secoli dei secoli fino alla fine del tempo... Però ti ama... ti ama e ha bisogno di SOLDI! Ha sempre bisogno di soldi. È onnipotente, perfetto, onnisciente e immensamente saggio, ma per qualche motivo non ci sa fare con i soldi. La religione incassa miliardi di dollari, quelli non pagano tasse, e hanno sempre bisogno di un po' di più. Ora ditemi se non è una gran bella stronzata."

George Carlin

Terrore dai cieli

"Chiuso lo spazio aereo su Madrid durante la visita del Papa. Si temono attacchi dall'alto dei cieli."

www.spinoza.it

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite




Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...

Parla di me....

martedì 16 agosto 2011

Il mio ferragosto

Me ne sto a casa oggi, sghignazzando di soddisfazione perchè sta per piovere e tutti i cicisbei derelitti che avevano deciso di passare ferragosto a smangiucchiare in spiaggia, compresa la mia nutrita accozzaglia di parentame e cuginame, scapperanno come gnu inseguiti da iene non appena scenderanno le prime gocce d'acqua, compresa la mia nutrita accozzaglia di parentame e cuginame, per andare a rifuggiarsi sotto pergole come gattini bagnati, contriti, a urlare contro il cielo che con la sua pretesa di sostenere la vita e alleviare la siccità imperante, ha osato, manigoldo, alterare la loro perfetta giornata di niente facens identica a mille altre giornate di niente facens estivo, tranne per il fatto che tutti saranno impegnati nello stesso niente facere, la stessa ora, lo stesso giorno. Ah, ovviomente compresa la mia nutrita accozzaglia di parentame e cuginame.

Per il resto sorseggio coca cola ghiacciata e mi sn preparata pranzo a base di tre tipi di gelato diverso: vaniglia con caramello fuso, gelato con brownies in pezzetti e crema con zuccherini e scaglie di pistacchio. Probabilmente vomiterò dopo, ma ne sarà valsa la pena.

Dure realtà

Pare che io abbia la "profondità di un cucchiaino". Il che non è detto non sia vero, ma proviene da una testa di fricassea che non sa niente di me nè delle altre cose del mondo.
L'ingrato insulto è seguito a un mio commento su una citazione tratta da un libro.
Mi diverte troppo questa cosa che credo continuerò a imbastire spiegazioni sul perchè ho criticato la citazione da loro tanto amata, finchè non si piegheranno sulle loro gambette e non realizzerannno senza ombra di dubbio che loro non sono profonde come credevano, ma che illimitatamente profonda è la loro stupidità, quella sì.
Ma forse sono così stupide che non capiranno mai quanto sono stupide e continueranno a sentirsi solo estremamente e incomprensibilmente - per i normali- profonde.
Nessuno potrà dirmi che comuqnue, non ci abbia provato io, a metterle di fronteal la dura realtà...

domenica 31 luglio 2011

Attenti alle idi di luglio

Sabato 30 luglio, potete anche non credermi, ma è da sempre un giorno infausto. Invece di arricciare il naso, o impegnarvi a essere incorporei e inesistenti,  si' voi che leggete, dovreste listare a nero questo giorno sul vostro calendario, o selezionare una suoneria-allarme sul vostro cell che si attivi tra un anno e vi ricordi di andarci piano, perchè è il 30 luglio.
La ragione astrale di cotanta sfiga concentrata in queste 24 ore mi sfugge, ma si sa, io di astralismo non me ne occupo.
Posso però concedere la mia esperienza alle masse affinchè ne traggano il maggior beneficio possibile. Un po' come la fedeltà di quei martiri le cui storie riverberano nelle novene cattoliche, complete delle atroci torture da essi tenacemente subite e narrate fin nei dettagli più torbidi, quanto più sadicamente possibile. Si trastullano i cattolici nel leggere di gente sgozzata. Più atrocemente sono crepati questi poveracci, più loro si sentono spinti a pregarli e a cantarne la gloria sempiterna. E' una cosa che dà da pensare...
Ecco io sono un martire della sfiga del 30 luglio e mi sacrifico affinchè i fedeli possano godere dei benefici che codesta conoscenza conferisce loro e onorarmi baciando le mie reliquie. E non preciso quale recisa parte del mio corpo e fluido corporale annesso rappresenterebbero le mie reliqie, che è meglio.

Per farla breve, perchè ho sonno, ieri sono stata costretta a salire in quel di Arcavacata per restituire in biblioteca un cavolo di libro che non sono riuscita a rinnovare via internet perchè un minchione non meglio precisato, lo ha prenotato. Ora, chi diavolo prenota un libro di poesie per l'estate? Nessuno solitamente tant'è vero che questa beneamata silloge era intonsa da chissà quanti secoli, a dormire industurbata in biblioteca, prima che me ne appropriassi. Ma a chi non poteva fare altro che andare storto? A me!!!! Che domande!
Perchè mister "ehi-guarda-che-non-leggi-solo-tu-in-tutta-l'-unical" ha deciso di materializzarsi proprio adesso e richiedere la copia in prestito. Se scopro chi è lo ammazzo. O la ammazzo, ma il mio intuito femminile-influenzato abbondantemente dalla mia latente libido insoddisfatta, credo- tende a visualizzarlo più come un lui che non come una lei. Un lui che legge poesie di poeti ribelli spagnoli? Chi è? Un dio? Conoscendo la media del MaschioUnical, è più probabile che sia Hulk che cerca di attirare una qualche falena in gabbia. Magari sono io la falena chissà... La mia vita riverberrebbe di interesse non indifferente in questo caso, ma sarei costretta a non ucciderlo. E visto che mi ha creato un bel po' di problemi non so proprio se mi va. Rinuncio quindi volentieri alla prospettiva di un'intrigante caccia alla femmina (IO) tramite libro di poesie spagnole da parte di un atipico MaschioUnical altrimenti detto "Hulk", che vuol stritolarmi come una falena dopo avermi ingabbiata, e lo ammazzo. E non ne parliamo più.

Dunque mi armo di pazienza e spreco la mia mattinata libera per salire all'Università col caldo asfissiante, l'autobus semivuoto e la prospettiva quantomai certa di un ingorgo stradale da ultimo week end di luglio sulla Salerno- Reggio Calabria.
Università vuota. Non pressochè vuota o circa-perlomeno-quasi vuota. Vuota vuota. Silenzio d'ovatta, vento che fischia attraverso gli intersizi delle ringhere. C'ero stata altri sabati, con poca gente a godermi l'università tutta per me, ma mai l'ultimo sabato di luglio. "Tutta per me" è diventata un'espressione talmente letterale da farmi paura. Potevo vedere tutta la lunghezza del ponte davanti e dietro di me. Non c'era nessuno! Nè nei cubi nè altrove. E ho avuto paura perchè quando non ci sono studenti e insegnanti e gente con fiori in mano come andassero in un cimitero, l'università diventa dimora di branchi di cani selvaggi, corvi graccianti e altri imprecisati uccelli che si alzano in stormo non appena sentono un rumore, topi con pifferai e quant'altro. Mi sono dunque fiondata verso la biblioteca tra il terrore di essere violentata o sbranata da una muta di cani rabbiosi o uccisa da Il Corvo redivivo, e l'atroce dubbio che, visto che di anima umana non vi era ombra, magari anche la biblioteca era stata invasa da fauna suburbana o peggio. E il peggio sarebbe se fosse stata "chiusa". Perchè qualora fosse stata chiusa sarei dovuta risalire a Cosenza e non ho tempo e in più la mora sarebbe incrementata.
E siccome è il 30 luglio sbataboom: bibioteca chiusa e un misero annuncio ad avvertire i fantasmi che sarebbe stata aperta fino a fine luglio tutto il giorno tranne il sabato solo mezza giornta. Una speranza ha brillato fievolissima, finchè non noto una postilla minuscola che avverte: "tutti i sabati di luglio mezza giornta TRANNE sabato 30 luglio". Ecc'appunto.

Mattinata sprecata, biglietto sprecato e in più non ho neanche potuto soddisfare le mie rinate necessità letterarie e prendere nuovi libri dalla biblio come pregustavo.
Ho gironzolato per negozi aspettando mezzogiorno, mi sono sparata un bignè alla crema e lampne, ho comprato un regalo e mi sono imbarcata rischiando di arrivare tardi a lavoro perchè ovviamete l'autostrada era intasata da turisti nordici che riscoprono l'amore per il sud solo in agosto. Filistei.

Ero meglio se non ci andavo a lavoro vista la catastrofe che sarebbe seguita da lì a tre ore. Ma ci sono andata e la catastrofe ha avuto agio di realizzarsi bella bella. Ma non ne parlerò perchè me ne vado a leggere un po' cercando nella mia libreria qualche volume dimenticato.

Solo vi avviso: "Attenti alle idi di luglio".

P.S.: Sì grazie al ciuco, so benissimo da me che il 30 luglio c'entra con le idi come i cavoli a colazione, ma dire "Attenti alla fine di luglio" non trasmette la stessa mastodontica impressione di tragico storico.

sabato 23 luglio 2011

Sangue&Rubini

Io ho un rossetto rosso,
e non ho paura di usarlo.

Io ho delle scarpe rosse,
e non ho paura di metterle.

Io ho un vestito rosso rosso,
e non paura di indossarlo.

E poi?
E poi ballerò il tango col vento, su una nuvola che è zucchero filato.
Che sa di caramello, che sa di miele, che sa di cannella....

Caro individuo che stai googlando i miei dati su internet

Caro individuo che stai googlando i miei dati su internet,
avevo seriamente pensato di chiudere questo blog quando ho scoperto che TU sta ricercando le mie tracce su internet. Tramite google e mio indirizzo e-mail.

Poi ho cambiato idea, prima di tutto perchè sono riuscita a risalire a chi lo ha fatto, e ooi perchè mi sono resa conto che non me ne frega un cazzo. Se TU mi leggi o non mi leggi, non mi cambia un'acca sputata.
Quindi scrivo questo post, affinchè tu sappia, sì..... tu, la persona che mi cerca su internet, che qualora dovessi sentirti furba e tutta ringalluzzita per essere riuscita a rintracciarmi con tale mezzucci da adolescente stalker bipolare, be' sappi che non solo non sei furba, ma che sei anche moooolto ignorante perchè non sei riuscita a prevedere che io potessi accorgermene. Oltre che drammaticamente patetica, ma vabbè. Questo credo che sotto sotto lo sappia anche TU. E sappi anche, e soprattutto, che non mi hai recato danno o offesa alcuni nel farlo e che anzi mi sento lusingata e ben ben felice nel sapere che sono degna di ricerche. E se scriverò-ho scritto-sto scrivendo mai, per divertimento e per scempio qualcosa su di TE e TU te ne dovessi accorgere, sarà molto, ma mooooolto meglio! Così puoi leggere un sincero, gratuito e incensurato parere sulla tua persona. E scoprire che non sei una bella persona. E forse, magari...magari, riuscire anche a trarne vantaggio e a migliorarti. Magari.

Sinceramente
Dafne

Lou Reed che canta di me

Un Gitano mi disse:
"Dimmi se il testo non è perfetto per te!".
E poi citò:
"...there is only one good thing in a small town: YOU HATE IT...and you know you want to leave".
E poi suonò:

domenica 10 luglio 2011

Viola e Rosa

Viola non ha niente di speciale in mano, nessun artefatto o idea o propaggine del proprio corpo o di un corpo altrui che possa consentirle di rendere importante questo momento.
Viola accuccia il volto tra le dita. Riempie lacune. Lacune di libertà, che scorge tra le sbarre delle mani. Di nostalgia di baci piccanti. L'odore del sangue non lo sente. Neanche se schiaccia il naso contro i polsi stretti. Neanche se respira forte. Solo un residuo dolce e vellutato di Pink Sugar, rialchemizzato dalle fragranze della sua pelle.

Viola ammira l'incrocio di vene coperto dalla sottile pelle dei polsi. Percorre il loro cammino con un dito, stuzzicando tremori d'altre vite. Grossi letti di fiumi ramificano i suoi polsi. Pulsano. Sono come enormi animali lineiformi nati solo per custodire ciò che hanno all'interno.

Viola si chiede di che colore tingerebbe la sua pelle bianca il suo sangue. Se rompesse gli argini di un fiume, se tagliasse in due quell'essere custode, cosa si riverserebbe fuori? La renderebbe più bella?

Viola ha sempre desiderato essere Rosa. Ma lei non è Rosa. E' viola. Può mascherarsi da rosa, ma resta viola. Può far finta di essere rosa, ma continuando a sapere che è viola. Può essere Rosa solo se smette di essere Viola.

Viola ha indossato un abito rosa, poche ore fa. Bianco, di velo, tulle e merletti, con fiori digradanti in tutte le tonalità di rosa. Ha indossato poi, il bracciale dello stesso colore e quello con fiori di velo bianchi. E le sabot confetto. Ha lasciato che i capelli di cioccolato cadessero ribelli, in onde, boccoli e spuma. Ha ridisegnato il contorno degli occhi. Ha inumidito le labbra. Ha impreziosito il petto.

Viola ammira il rifelsso di viola. Il riflesso di viola è rosa. A viola piace quel riflesso. Perchè non è viola. Solo nello specchio, il viola può essere davvero rosa, con tutto ciò che questo comporta, ed esserne fiero.

Rosa guarda leziosa Viola dal suo lato dello specchio. Non capisce neanche lei perchè Viola sia così viola. Rosa è rosa come può capirlo? Rosa è la più bella del suo giardino. E' perfetta. Non sbava, Rosa. E se sbava, va bene così. Tornerà più rosa di prima. Non più viola. Rosa deve affrattersi ora. Non può perdere tempo a pensare a Viola. E' sabato sera, Rosa deve uscire con amici. E torna nelle profondità del suo specchio, a vivere da Rosa, lasciando immobile il suo riflesso, che un po' sbeccatamente, prova a imitarla. A essere un po' rosa.

Viola è ancora innuvolata nel suo abito di tulle quando trilla il telefono. Risponde come Rosa a una telefonata attesa, perchè nella vita di una Rosa, il sabato sera la chiamata è scontata. "Rosa siamo noi stiamo per partire, ma siamo pieni in auto, c'è qualcuno che può accompagnarti a S.". Ros...ola cerca un senso: "Ma avevate detto che passavate a prendermi...Possono accompagnarmi ma poi al ritorno nessuno può venire a prendermi visto che faremo tardi. Posso tornare con voi?". "E...no non c'è posto". R...iola: "Non importa allora, non posso venire. Sarà per un'altra volta. Buona serata". "Oh. Ok".

Viola è seduta sul letto. Toglie i bracciali collane e orecchini. Affoga le sabot confetto tra le nuvole di tulle. Tutto quel rosa.... Ma una rosa non può morire così. Vio...sa afferra il telefonino. Ancora scotta. Le ustiona la guancia mentre parte il segnale di chiamata inoltrata. "Pronto, ehi ciao". Vi...osa: "Ciao ma quando arrivi, ti sto aspettando da un'ora su msn". "Oh mio dio, sono un'idiota!". Viol...sa: "Ti sei scordato. Sei fuori?". "Sì". Viola: "Sì, sei un'idiota".

Viola ha graffiato via la matita dagli occhi. Ha lasciato che il vestito rosa le scivolasse addosso e cadesse scomposto sul pavimento. Ora è una nuvola sgonfia, accortocciata sotto ai suoi piedi.

Viola guarda lo specchio. Rosa è sparita con passi di danza. C'è solo Viola senza più rosa.

Viola ha ingabbiato il volto tra le mani. Ha odorato i suoi polsi. Ha segnato col dito i rami dei fiumi. Pulsano azzurri di rosso sangue.

Viola abbassa le mani. I polpastrelli accarezzano i tasti. Detta il tempo con gli occhi di fuoco e ballano le dita la sola danza che conoscono, di lettere e punti.

Viola è viola. E fa la sola cosa che una viola può fare in un giardino di rose. Scrive: "...Può essere Rosa solo se smette di essere Viola. E c'è un solo modo per non essere davvero, mai più Viola. Troncare i fiumi.".

venerdì 8 luglio 2011

Espletamenti facebookiani

Espletamento affettivo del rapporto tra sorelle lontane su facebook:

M.L.: "♥ Cincypincy, quando ti vedrò ti morderò tutte quelle gambette cicciottose. Non vedo l'oraaaaaaaaaaaaaaa"
S.L.: " Devi vedere quanto manchi tu a meeeeeee. La mia gioia sei!"
M.L: "Ti prego però fa attenzione a quello che dici con gli zii...evitiamo i casini dell'altr'anno"
S.L: "Sìsìsìsìsì solo te e me dancing under the star's sky come quando eravami bimbe...."
A.L. :" E a me ignoratemi sempre eh! Cmq "Dancing under the stars's sky" puoi usarlo come tema per il tuo compleanno S. Ve la ricordate la festa per il 19nnovesimo compleannoi di M.?! C'ho messo un mese a organizzarla!! E lei? Lei come sempre "a nuotare in mari di perle per raggiungere quell'orizzonte che tracciai in un sogno"
M.L.: " :,))))) Ma io ti amooooooooooo sei la persona più incredibile dell'universo....che ancora dopo anni cita frasi scritte da me su diari scolastici......il mio unico e soloamore siete voi!"
S.L.: "Io la festa la voglio a tema Hello Kitty non cazzeggiamo... non vedo l'ora che arriviate vite mie!"
A.L: "Che schifo Hello Kitty è una caduta di stile per noi. Ci penso io alla tua festa"
M.L.: "Ehhh allur ahahahah♥♥♥"

Ovviamente la conversazione è sapientemente rimescolata, ma abbastanza fedele. Diciamo che ho lavorato sull'originale, ecco. Il senso traspare.
Un tantino di pateticume di troppo, ma invidio la serenità che gli hanno costruito i genitori. Sì le invidio. Io le invidio un sacco. E non mi vergogno ad ammetterlo. Soprattutto una delle tre. Perchè non è stupida ed è raro nel suo paese trovarne una non stupida. Ha le mie passioni, ma le sfrutta, senza perdersi per strada a lottare con insicurezze e demoni come me, convinta di saperci fare, convinta di essere brava perchè tutti glielo ripetono fin da quando è nata. Quindi lei non è sbagliata. Lei è giusta e bella e il mondo è tutto suo. E lei lo vive e respira e lo ama. E il mondo ama lei.
Ecco la lezione tratta da una conversazione su fb (e poi dicono che non è educativo fb...miscredenti!): "Ama il mondo che il mondo ti amerà. Odialo e riceverai solo odio". Qualcuno potrebbe obiettare: me se è prima il mondo a odiare me, che faccio? Allora puoi odiarlo tranquillamente.

Conversazione sempre meglio di tante altre merdate di facebook. Davvero leggo delle corbellerie così inquietanti che devo segnarmele sennò me le scordo e poi trascriverle dando vita a una specie di rubrica sull'autostima... qualcosa come: "Sentiamoci più intelligenti di questi decerebrati".

Altro tipo di espletamento. L'espletamento del niente unito ad altro niente che si traveste di tutto.
La fortunata è una mia ex compagna delle elementari, super laureata e tutto, ma che pare attivata da  stimolazioni quotidiane pari a quelle ottenute guardando un frammento di muro bianco tutto il giorno,tutti i giorni e ascoltando solo i rutti di Barney dei Simpson.

Le sue frasi preferite, da riciclare, come commento alle foto delle amiche ( e ho guardato solo una decina di foto, perchè mi ero rotta delle solite pose idiote...pensa un po' il resto!):
"Tesò sei stupenda."
 "Amò quanto sei bella"
 "Sei una stella amò"

A inizio estate: "Oh ragazzi!!! Si ricominciaaaaa!!! Questa estate sarà più super vedrete!!!!"
No, niente di incredibilmente "super" questa estate: è che ricominciano solo ad andare negli stessi locali che frequentano tutti, come ogni estate a fare niente ma "è super!".

Prototipo conversazione tipo sulla sua bacheca:
"Sono senza parole...."
"Perchè tesoro?"
" Così :))))"

No, ti suggerisco io: "Perchè non hai niente in testa e le parole vengono da lì."
Ecco se qualcuno le avesse scritto così, Facebook avrebbe avuto il ruolo educativo tanto decantato.

domenica 3 luglio 2011

(Odi et) amo: l'estate

Motivi per amare l'estate:
  1. Il cielo è terso, si vedono più stelle e le costellazioni sono maggiormente distinguibili se sei così fortunato da trovare un luogo abbastanza buio per godertele;
  2. Il punto 1 + lo sciame delle Perseidi il giorno di San Lorenzo 
  3. Il punto 1 + il punto 2 + i desideri che puoi esprimere se vedi le stelle cadenti.
Colonna sonore per questo post: