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mercoledì 10 ottobre 2012

La piacevole droga del capirsi


 Gentile signora(e), 
dal momento della nostra straordinaria conversazione, non ho pensato a null'altro. Non mi è stato dato di frequente come poeta, né forse dato di frequente a esseri umani, di incontrare un'affinità così immediata unita a un'intelligenza tanto arguta. Scrivo col senso dell'impellente necessità di continuare la nostra intera conversazione, e d'impulso, mosso dall'impressione che voi siate rimastao colpita(o) quanto me dalla nostra staordinaria  Io sento so con una certezza che non può esser frutto di follia o illusione, che voi e io dobbiamo parlare ancora.
 Non posso far a meno di sentire, anche se forse non è che un'illusione indotta dalla piacevole droga del capirsi, che anche voi dovete condividere la mia impazienza, che un'ulteriore conversazione sarebbe reciprocamente profittevole, che ci dobbiamo incontrare. Non posso non penso di potermi sbagliare nel credere che il nostro incontro sia stato interessante anche per voi, e che per quanto possiate tenere alla vostra solitudine, mi è lecito sperare che sia possibile indurvi a variare i vostri giorni quieti con un intrattenimento informale.
Sono certo(a) che comprenderete

- Possession -



venerdì 1 giugno 2012

Tredici suicidi

Frances e Courtney, Sarò al tuo altare altare. Per favore Courtney, tira avanti, per Frances, per la sua vita perché la sua vita sia molto più felice senza di me. TI AMO. TI AMO.
Kurt Cobain, musicista 8 Aprile 1994

- ”Arrivederci a tutti!”
Le ultime parole saltando dalla nave da crociera Orizaba (il suo corpo non fu mai più ritrovato)
Hart Crane, poeta, 27 April 1932

- “Ai miei amici. Il mio lavoro è fatto. Perché aspettare?
George Eastman, inventore, 14 March 14, 1932

- Quando tutto l’utile è esaurito, quando si è sicuri di una morte inevitabile e imminente, è il più evidente diritto umano scegliere una morte rapida e semplice al posto di una lenta e dolorosa.
Charlotte Perkins Gilman, scrittrice, 17 agosto 1935

- ” E ora, in linea con la politica di Canale 40 di portarvi sempre le ultime notizie sanguinose a colori, state per assistere a un’altra esclusiva, un tentativo di suicidio..
Chris Chubbuck, che è riuscito nel tentativo il 15 luglio del 1974

- Non preoccuparti, non è carica
Terry Kath, musicista rock, morto il 23 gennaio 1978 mentre giocava alla roulette russa

- Hanno provato a uccidermi, li ho preceduti!
Vachel Lindsay, poeta, 4 Dicembre 1931

- Deve finire. Non c’è rimasta speranza. Sarà in pace. Nessuno ha niente a che fare con questo. La mia decisione è definitiva.
Freddie Prinze, comico, 29 gennaio 1977

- Caro mondo, ti sto lasciando perché sono annoiato. Mi sento di aver vissuto abbastanza. Ti sto lasciando senza preoccupazione in questa dolce vasca. Buona fortuna.
George Sanders, attore inglese, 25 aprile 1972

- ”Il campionato è finito.” Niente più giochi, niente più bombe. Niente più comminate. Niente più divertimento. Niente più nuoto. 67, sono 17 anni oltre i 50,. 17 di più di quelli di cui avevo bisogno e volevo. Noioso. Sono sempre stronzo. Non diverto nessuno. 67. Stai diventando avido. Recita la tua vecchiaia. Questo non farà male.
Hunter S. Thompson, author, 20 febbraio 2005

- A Harald, possa Dio perdonarti e perdonarmi, ma preferisco togliermi la vita insieme al nostro bambino, prima di mostrarlo con vergogna o di ucciderlo, Lue.
~~ Lupe Velez, attrice, 23 dicembre 1944

- Non credo che le persone debbano togliersi la vita senza profonda e attenta riflessione durata un lungo periodo di tempo.
Wendy O. Williams, artista punk rock , 6 aprile 1998

- Sono sicura che diventerà matta ancora. Sento che non possiamo attraversare un atro di questi brutti periodi. E che non mi riprenderi questa volta. Comincio a sentire le voci.
Virginia Woolf, scrittrice 28 marzo 1941

venerdì 17 febbraio 2012

Una tempesta per respirare

... dopotutto il sonno è dei giusti. Come può albergare da queste parti?
C'è solo uno stanco sfarfallìo che ha il fruscio della carta scomposta, dei quaderni dentuti, dei fogli infiniti, tritati in un ammasso sbilenco e bloccati nell'attimo prima del loro frantumarsi, come in un sospiro prima della tempesta. Se un solo foglio cadesse, si porterebbe dietro ogni altro elemento di questo mondo fasullo, in un effetto domino devastante. E' un ambiente troppo incerto e precario, non può essere accettato dall'universo, saldo e preciso. Il primo alito lo sbriciolerà, e tutto il valore delle parole incise sui fogli che lo compongono, tutto quel peso d'inchiostro e aspettative, e speranze, e storie, svanirà.
E respirare - finalmente respirare! - coinciderà col morire.



E' troppo tardi, anche per la camomilla ormai gelida, anche per le stelle, anche per i Cure, anche per bruciare...
Tennessee Williams scrisse: " "Viviamo tutti in una casa che brucia. Nessun vigile del fuoco da chiamare. Nessuna via d'uscita. Solo la finestra del piano di sopra da cui guardare fuori mentre il fuoco divora la casa con noi intrappolati, chiusi dentro."
No. Brucia chi respira. Ma qui non c'è ossigeno. Solo il niente, un attimo prima della tempesta.

mercoledì 28 dicembre 2011

Il maleficio della farfalla

Prologo assolutamente eccezionale a mio avviso, del dramma entomologico "El maleficio de la mariposa" di un grande poeta Federico Garcìa Lorca.


"Signori, la commedia alla quale state per assistere è modesta e inquietante. È la povera commedia di chi, volendo graffiare la luna, graffia invece il proprio cuore. L’amore, allo stesso modo in cui attraversa con i suoi inganni e i suoi tradimenti la vita dell’uomo, nel nostro caso attraversa una sperduta prateria popolata d’insetti, dove, molto tempo fa, la vita era pacifica e serena. Gli insetti erano contenti, preoccupati soltanto di bere in tutta tranquillità le stille di rugiada e di educare i loro figlioli nel santo timore dei loro dèi. Si amavano per consuetudine e senza affanni. L’amore passava di padre in figlio come un vecchio, prezioso gioiello ricevuto dal capostipite direttamente dalle mani di Dio. Con la stessa tranquillità e certezza del polline dei fiori che si consegna al vento, essi si godevano l’amore sotto l’erba umida. Ma un giorno… ci fu un insetto che volle andare oltre l’amore. Si lasciò incantare da una visione immensamente lontana dalla sua vita… Forse aveva letto con non poca difficoltà un libro di versi abbandonato sul muschio da uno di quei pochi poeti che sogliono passeggiare per i campi, restando intossicato da frasi del tipo «ti amo, donna crudele». Ecco perché io vi supplico, tutti quanti, di non lasciare mai libri di versi sui prati, perché potreste provocare una tremenda desolazione fra gli insetti. La poesia che si chiede perché cadono le stelle è assai nociva alle anime non ancora sbocciate… È superfluo dirvi che il povero animaletto innamorato ne morì. Ma è che la Morte ama camuffarsi da Amore! Quante volte l’enorme scheletro munito di falce che vediamo ritratto sui libri di preghiere assume sembianze femminili per ingannarci e aprirci le porte della sua ombra! Si direbbe che il piccolo Cupido sovente dorma nelle vuote orbite del suo teschio. E in quante antiche fiabe un fiore, un bacio o uno sguardo svolgono il medesimo atroce compito del pugnale! Un vecchio silfo dei boschi, fugito da un libro del grande Shakespeare, che se ne va per i prati reggendo con delle stampelle le sue ali avvizzite, raccontò al poeta questa storia occulta una sera d’autunno, quando ormai le greggi si erano allontanate e adesso il poeta ve la ripete avvolta nella propria malinconia. Ma prima di incominciare, voglio rivolgere a voi la stessa preghiera a lui rivolta dal vecchio silfo quella sera d’autunno, quando le greggi si erano ormai allontanate. Perché sentite tanta ripugnanza verso certi insetti lindi e lucenti che si muovono graziosamente in mezzo all’erba? E perché a voi uomini, ricolmi di peccati e incorreggibili vizi, ispirano tanto ribrezzo i buoni vermiciattoli che se vanno tranquillamente a spasso per i prati sotto il sole nei tiepidi mattini? Che ragione avete per disprezzare quel lato minore della Natura? Se non amerete profondamente la pietra e il verme non entrerete nel regno dei Cieli. Anche il vecchio silfo lo disse al poeta: «Ben presto verrà il regno degli animali e delle piante; l’uomo si dimentica del suo Creatore, mentre l’animale e la pianta si trovano assai vicini alla sua luce; di’, o poeta, agli uomini che l’amore nasce con uguale intensità a tutti i livelli di vita; che il medesimo ritmo della foglia mossa dal vento lo ha la stella lontana e che le stesse parole della fronte nell’oscurità le ripete sul medesimo tono il mare; di’ all’uomo di essere umile, perché tutto è uguale nella Natura!». Non disse altro il vecchio silfo. Ora, seguite la commedia. Forse vi farà ridere che questi insetti parlino come tanti piccoli uomini, come degli adolescenti. E, se da essa trarrete una qualche profonda lezione, andate nel bosco a ringraziare il vecchio silfo con le stampelle, in una sera tranquilla, quando le greggi si siano allontanate."

domenica 21 agosto 2011

La più grande cazzata mai raccontata

"La religione detiene il record per la più grande cazzata mai raccontata. Pensateci: la religione ha convinto la gente che c'è un uomo invisibile che vive in cielo, che guarda tutto quello che fai, ogni min...uto di ogni giorno! E l'uomo invisibile ha una lista speciale di dieci cose che non vuole che tu faccia, e se fai una qualunque di queste dieci cose, lui ha un posto speciale pieno di fuoco e fumo e fiamme e torture e angoscia dove farti vivere e soffrire e bruciare e soffocare e urlare e piangere per tutti i secoli dei secoli fino alla fine del tempo... Però ti ama... ti ama e ha bisogno di SOLDI! Ha sempre bisogno di soldi. È onnipotente, perfetto, onnisciente e immensamente saggio, ma per qualche motivo non ci sa fare con i soldi. La religione incassa miliardi di dollari, quelli non pagano tasse, e hanno sempre bisogno di un po' di più. Ora ditemi se non è una gran bella stronzata."

George Carlin

Ancora sul Papa e sulla sua effettiva utilità su questo pianeta

" Meglio un santo morto che un coglione vivo." [cit.]

Terrore dai cieli

"Chiuso lo spazio aereo su Madrid durante la visita del Papa. Si temono attacchi dall'alto dei cieli."

www.spinoza.it

martedì 16 agosto 2011

Dure realtà

Pare che io abbia la "profondità di un cucchiaino". Il che non è detto non sia vero, ma proviene da una testa di fricassea che non sa niente di me nè delle altre cose del mondo.
L'ingrato insulto è seguito a un mio commento su una citazione tratta da un libro.
Mi diverte troppo questa cosa che credo continuerò a imbastire spiegazioni sul perchè ho criticato la citazione da loro tanto amata, finchè non si piegheranno sulle loro gambette e non realizzerannno senza ombra di dubbio che loro non sono profonde come credevano, ma che illimitatamente profonda è la loro stupidità, quella sì.
Ma forse sono così stupide che non capiranno mai quanto sono stupide e continueranno a sentirsi solo estremamente e incomprensibilmente - per i normali- profonde.
Nessuno potrà dirmi che comuqnue, non ci abbia provato io, a metterle di fronteal la dura realtà...

venerdì 29 luglio 2011

Ho toccato un puntino debole?

Non potrebbe toccare i miei puntini neanche se volesse. Anzi neanche ne ho di puntini.
La prego di considerarmi come privo di puntini, liscio, come le parti intime di Big Jim. E a proposito, per questo paragone deve ringraziare mio figio Jack che toglie i pantaloni ai suoi bambolotti lasciandoli in pose provocanti sul mio appendiabiti, cosa ...che mi disturba alquanto e che mi fa uscire di casa nervoso e meno disposto a sopportare i buffoni, il che mi riporta direttamente a lei, il buffone. Ho finito di sopportarla quindi vada via. Se ne vada, prima di cominciare a scrivere un libro dal titolo: "Aiuto, un grosso dottore mi sta malmenando", la vera storia di Lester Edrick.

By COXXXXXXXXXXXXXY

Questo libro varrà mai i 18 euro che costa? O è solo fuffa ben orchestrata?

"Come gli occhi della civetta, ci sono pensieri che non sopportano la luce piena. Non possono nascere che di notte, dove la loro funzione è la stessa della luna, necessaria a smuovere maree di senso in qualche invisibile altrove dell’anima"

Accabadora - Michela Murgia

sabato 23 luglio 2011

Lou Reed che canta di me

Un Gitano mi disse:
"Dimmi se il testo non è perfetto per te!".
E poi citò:
"...there is only one good thing in a small town: YOU HATE IT...and you know you want to leave".
E poi suonò:

venerdì 8 luglio 2011

Espletamenti facebookiani

Espletamento affettivo del rapporto tra sorelle lontane su facebook:

M.L.: "♥ Cincypincy, quando ti vedrò ti morderò tutte quelle gambette cicciottose. Non vedo l'oraaaaaaaaaaaaaaa"
S.L.: " Devi vedere quanto manchi tu a meeeeeee. La mia gioia sei!"
M.L: "Ti prego però fa attenzione a quello che dici con gli zii...evitiamo i casini dell'altr'anno"
S.L: "Sìsìsìsìsì solo te e me dancing under the star's sky come quando eravami bimbe...."
A.L. :" E a me ignoratemi sempre eh! Cmq "Dancing under the stars's sky" puoi usarlo come tema per il tuo compleanno S. Ve la ricordate la festa per il 19nnovesimo compleannoi di M.?! C'ho messo un mese a organizzarla!! E lei? Lei come sempre "a nuotare in mari di perle per raggiungere quell'orizzonte che tracciai in un sogno"
M.L.: " :,))))) Ma io ti amooooooooooo sei la persona più incredibile dell'universo....che ancora dopo anni cita frasi scritte da me su diari scolastici......il mio unico e soloamore siete voi!"
S.L.: "Io la festa la voglio a tema Hello Kitty non cazzeggiamo... non vedo l'ora che arriviate vite mie!"
A.L: "Che schifo Hello Kitty è una caduta di stile per noi. Ci penso io alla tua festa"
M.L.: "Ehhh allur ahahahah♥♥♥"

Ovviamente la conversazione è sapientemente rimescolata, ma abbastanza fedele. Diciamo che ho lavorato sull'originale, ecco. Il senso traspare.
Un tantino di pateticume di troppo, ma invidio la serenità che gli hanno costruito i genitori. Sì le invidio. Io le invidio un sacco. E non mi vergogno ad ammetterlo. Soprattutto una delle tre. Perchè non è stupida ed è raro nel suo paese trovarne una non stupida. Ha le mie passioni, ma le sfrutta, senza perdersi per strada a lottare con insicurezze e demoni come me, convinta di saperci fare, convinta di essere brava perchè tutti glielo ripetono fin da quando è nata. Quindi lei non è sbagliata. Lei è giusta e bella e il mondo è tutto suo. E lei lo vive e respira e lo ama. E il mondo ama lei.
Ecco la lezione tratta da una conversazione su fb (e poi dicono che non è educativo fb...miscredenti!): "Ama il mondo che il mondo ti amerà. Odialo e riceverai solo odio". Qualcuno potrebbe obiettare: me se è prima il mondo a odiare me, che faccio? Allora puoi odiarlo tranquillamente.

Conversazione sempre meglio di tante altre merdate di facebook. Davvero leggo delle corbellerie così inquietanti che devo segnarmele sennò me le scordo e poi trascriverle dando vita a una specie di rubrica sull'autostima... qualcosa come: "Sentiamoci più intelligenti di questi decerebrati".

Altro tipo di espletamento. L'espletamento del niente unito ad altro niente che si traveste di tutto.
La fortunata è una mia ex compagna delle elementari, super laureata e tutto, ma che pare attivata da  stimolazioni quotidiane pari a quelle ottenute guardando un frammento di muro bianco tutto il giorno,tutti i giorni e ascoltando solo i rutti di Barney dei Simpson.

Le sue frasi preferite, da riciclare, come commento alle foto delle amiche ( e ho guardato solo una decina di foto, perchè mi ero rotta delle solite pose idiote...pensa un po' il resto!):
"Tesò sei stupenda."
 "Amò quanto sei bella"
 "Sei una stella amò"

A inizio estate: "Oh ragazzi!!! Si ricominciaaaaa!!! Questa estate sarà più super vedrete!!!!"
No, niente di incredibilmente "super" questa estate: è che ricominciano solo ad andare negli stessi locali che frequentano tutti, come ogni estate a fare niente ma "è super!".

Prototipo conversazione tipo sulla sua bacheca:
"Sono senza parole...."
"Perchè tesoro?"
" Così :))))"

No, ti suggerisco io: "Perchè non hai niente in testa e le parole vengono da lì."
Ecco se qualcuno le avesse scritto così, Facebook avrebbe avuto il ruolo educativo tanto decantato.

Alla ricerca di un lavoro estivo sulle coste ioniche

Pare che "Alla ricerca di un lavoro estivo sulle coste ioniche", fosse la sceneggiatura su cui lavorava Spielber nel 1976. Ma a metà lavoro si rese conto che, piuttosto, stava venedo fuori la sceneggiatura perfetta per un film di fantascienza, con alieni e dialoghi assurdi.
Così nacque: "Incontri ravvicinati del terzo tipo".

1) Corpulento tipo bukoskiano, con bottiglia di wisky semivuota annessa (alle 9.30 del mattino!), stravaccato in iniquo modo sul bancone del bar, in un lido diroccato e semivuoto:
"Ehm... mi scusi, volevo chiederle se cercate qualcuno per un lavoro estivo?"
"Blehashleisyah."
"Come scusi?"
"Glushimanmek brabr"
"..."
"...ROnf..."
"Tutto chiaro. Grazie e arrivederci."
"Sgnip"

2) Donna di mezza età, magra con un chiodo con un prendisole macero, guarda tremante una tipa che ciancia accalorata al telefono:
"Mi scusi "
"Sì?"
"Salve, sa indicarmi un responsabile? Sto cercando un lavoro estivo mi chiedevo se voi..."
"No"
"No non c'è nessun lavoro o nessun responsabile?"
"Sì. No".
"C'è qualcun'altro con cui posso..."
"No no"
"Allora ne è certa: no"
"No"
"Ok no, grazie".

3) Donna. Sui 55. Capelli super piastrati, super mechati, super ossigenati. Fondotinta spesso 20 centimetri, ombretto blu pesante, eye liner che cola per l'afa. Fischianti labbra a canotto rosso-bordeaux-viola.
"Salve mi hanno indicato lei come referente. Cercate qualcuno per un lavoro estivo di qualsiasi tipo?"
"Cossssa? No ho capitttto"
"Avete un posto come cameriera o barista o qualsiasi cosa? Eventualmente lascio il curriculum"
"Oh signorinaaaa, ma è l'1 luglio! Ohohoho no no ormai siaaaaamo al cuuumpleto"
"Eh sì signò, c'ha ragione anche lei"
"Grazie lo stesso, buon lavoro"
"Preeegoo"

4) Marmocchia sui 15 anni mi suqadra come avessi la lebbra.
"Ciao mi puoi indicare un responsabile con cui possa parlare"
"Il lido è di mio padre, puoi dire a me"
"Mmmm...okkkey. Volevo fare domanda per un lavor..."
"No, siamo già aposto. Grazie e arrivederci"
"Magari proprio arrivederdci no, ma prego."

5) Vecchio sdentato barbone sul lungomare:
"Signorina bella cosa fa tutta sola soletta sotto il sole scottante?"
"Per ora niente, a breve vorrei stendere un pezzo di cartone accanto al suo se non le spiace e vivere in strada"
"Non mi spiace la strada è di tutti... benvenutaaaa!"
"Ehhhh consolante. Grazie"

giovedì 30 giugno 2011

Cercando perle nella Bibbia

Ne ho trovto diverse tra il tragicomico e il vomitoso spinto. Ma questa bene o male le batte tutte. Non mi scomoderò a scriverla, non vorrei inficiarmi ancora gli occhi e poi rende meglio se visualizzata per intero, tra le sacre pagine del vetusto tomo e la sua puzza di polveroso sacrilegio d'altri tempi.
Levitico 15, 19.
Se volete sapere che c'è scritto, andate a cercarvelo. Sennò, attaccatevi al tram.

venerdì 17 giugno 2011

Che io non voglia esserlo?

 
 
"La libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo"
 
 
James Mark Baldwin

giovedì 2 giugno 2011

StanleyKubrickLover

Non riesco più a condividere i video di youtube, ma se potessi farlo, posterei la scena finale di Full metal jacket, in cui i marines camminano tra le fiamme e le macerie del Vietnam cantando la canzone Viva Topolin e Joker conclude:
"I miei pensieri vanno di nuovo ai capezzoli eretti, alle eiaculazioni notturne, ai sogni bagnati di May Jane figarotta, alle fantasia dell'immensa scopata al ritorno a casa. Sono proprio content di essere vivo, tutt d'un pezzo, prossimo al congedo. Certo vivo in un mondo di merda, questo sì. Ma sono vivo. E non ho più paura."

Credo di aver visto questo film tipo una ventina di volte...

François Truffaut

«mi misi a leggere i libri degli adulti (...). Arrivato a tredici o quattordici anni comprai, a cinquanta centesimi al pezzo, quattrocentocinquanta volumetti grigiastri, Les Classiques Fayard, e mi misi a leggerli in ordine alfabetico (...), senza saltare un titolo, un volume, una pagina»

«ma avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»

«avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»

Grazie alla comune passione per la letteratura e per il cinema, tra Lachenay e Truffaut nasce un'amicizia che durerà tutta la vita:«l'incomprensione che i suoi genitori manifestavano per lui era simile a quella dei miei. Ciascuno di noi non aveva che l'altro a far le veci della famiglia (...) Se non ci fossimo incontrati e sostenuti a vicenda, certamente ci saremmo avviati entrambi su una brutta strada»

Sembra la mia storia, solo che io non ho oncontrato nessuno come me, nessuno con cui sostenersi a vicenda, condividere le stesse passioni, covare un'amicizia che durerà tutta la vita....altro piccolo insignificante cammeo nella mia inutile esistenza.

mercoledì 1 giugno 2011

Morto quel primo sogno, diventò donna

"Sapeva che Dio straccia ogni sera il vecchio mondo e ne crea uno nuovo prima dell' alba.
Era meraviglioso vederlo prender forma con il sole ed emergere dalla polvere grigia della creazione. Le persone e le cose familiari l' avevano lasciata sola e allora, appoggiata al cancello, scrutava la strada fin dove scompariva. Ora sapeva che il matrimonio non produce l' amore. Morto quel primo sogno, Janie diventò donna".

I loro occhi guardavano Dio - Zola Neale Hurston

domenica 29 maggio 2011

Conversazioni edificanti e affettuose sorellanze

"Ehi sorella, visto che sei qui usciamo una sera? Ci facciamo un giro o andiamo in spiaggia insieme."
"No. Sono venuta qui per studiare così esco a Roma"
"Sì ma io sono qui non a Roma, usciamo insieme."
"No. Meglio uscire a Roma."

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"Ehi sorella sai che..."
"Sono impegnata non mi rompere"

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"Ehi sorella, ma tu che ne pensi"
"....."

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"Ehi sorella vuoi venire con me a Cosenza martedì?"
"No"

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"Ehi sorella le hai misurate poi quelle t-shrt e canotte?
"No ma che vuoi? Di che ti impicci"

Love&writers

Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e comlpementari, hanno compreso di essere fatte l'una per l'altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli... E' questo l'amore che tu ispiri in me...

Victor Hugo ad A. Foucher - 1821