Cosa fare della propria vita quando si finiscono glie sami universitari? basterà la tesi a colmare l'ansiogeno vuoto che questi lasciano? O è un' ansia troppo remissiva quella della tesi, per competere con quella degli esami, più rapace, onnicomprensiva e salace con tutto il pot pourri che si porta appresso di inadeguatezze e vuoti cosmici?
Non lo so ancora.
Mo' ci provo a vivere qualche giorno senza ansia da esami universitari e poi, poi vi dico....
Blog senza censure. Metto a nudo me stessa come se un Grande fratello tenesse puntate le sue telecamere nella mia anima ribelle, punk e borderline. Scriverò ogni dettaglio, più o meno sordido che sia, della mia vita che odora di libri, salsedine, peonie e torta al cioccolato, dove caos e autodistruzione lottano contro la morale dei benpensanti e dove fioriscono universi alternativi sotto un cielo di lamponi. Mi svendo raccontandolo, che interessi a qualcuno o no. And fuck everything else.
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lunedì 23 luglio 2012
mercoledì 31 agosto 2011
Prossime incombenze
Filosofia della mente. (Brrrr si èalzato un ventogelido al solo nominarlo come quando si pronuncia il nome di Colui che non deve essere nominato)
Uscire con le due amiche che mi hanno tirato il pacco a luglio (This is immaginifica cronaca dell'evento)
Uscire con due colleghe i lavoro.
Andare all'unisperando di non aver combinato grosso guaio con il prestito interbibliotecario.
Farmi contatto facebook per tenermi in contatto con un po' di gente.
Wow...rileggendo sembra quasi abbia una fita sociale. Quasi...
Uscire con le due amiche che mi hanno tirato il pacco a luglio (This is immaginifica cronaca dell'evento)
Uscire con due colleghe i lavoro.
Andare all'unisperando di non aver combinato grosso guaio con il prestito interbibliotecario.
Farmi contatto facebook per tenermi in contatto con un po' di gente.
Wow...rileggendo sembra quasi abbia una fita sociale. Quasi...
domenica 31 luglio 2011
Attenti alle idi di luglio
Sabato 30 luglio, potete anche non credermi, ma è da sempre un giorno infausto. Invece di arricciare il naso, o impegnarvi a essere incorporei e inesistenti, si' voi che leggete, dovreste listare a nero questo giorno sul vostro calendario, o selezionare una suoneria-allarme sul vostro cell che si attivi tra un anno e vi ricordi di andarci piano, perchè è il 30 luglio.
La ragione astrale di cotanta sfiga concentrata in queste 24 ore mi sfugge, ma si sa, io di astralismo non me ne occupo.
Posso però concedere la mia esperienza alle masse affinchè ne traggano il maggior beneficio possibile. Un po' come la fedeltà di quei martiri le cui storie riverberano nelle novene cattoliche, complete delle atroci torture da essi tenacemente subite e narrate fin nei dettagli più torbidi, quanto più sadicamente possibile. Si trastullano i cattolici nel leggere di gente sgozzata. Più atrocemente sono crepati questi poveracci, più loro si sentono spinti a pregarli e a cantarne la gloria sempiterna. E' una cosa che dà da pensare...
Ecco io sono un martire della sfiga del 30 luglio e mi sacrifico affinchè i fedeli possano godere dei benefici che codesta conoscenza conferisce loro e onorarmi baciando le mie reliquie. E non preciso quale recisa parte del mio corpo e fluido corporale annesso rappresenterebbero le mie reliqie, che è meglio.
Per farla breve, perchè ho sonno, ieri sono stata costretta a salire in quel di Arcavacata per restituire in biblioteca un cavolo di libro che non sono riuscita a rinnovare via internet perchè un minchione non meglio precisato, lo ha prenotato. Ora, chi diavolo prenota un libro di poesie per l'estate? Nessuno solitamente tant'è vero che questa beneamata silloge era intonsa da chissà quanti secoli, a dormire industurbata in biblioteca, prima che me ne appropriassi. Ma a chi non poteva fare altro che andare storto? A me!!!! Che domande!
Perchè mister "ehi-guarda-che-non-leggi-solo-tu-in-tutta-l'-unical" ha deciso di materializzarsi proprio adesso e richiedere la copia in prestito. Se scopro chi è lo ammazzo. O la ammazzo, ma il mio intuito femminile-influenzato abbondantemente dalla mia latente libido insoddisfatta, credo- tende a visualizzarlo più come un lui che non come una lei. Un lui che legge poesie di poeti ribelli spagnoli? Chi è? Un dio? Conoscendo la media del MaschioUnical, è più probabile che sia Hulk che cerca di attirare una qualche falena in gabbia. Magari sono io la falena chissà... La mia vita riverberrebbe di interesse non indifferente in questo caso, ma sarei costretta a non ucciderlo. E visto che mi ha creato un bel po' di problemi non so proprio se mi va. Rinuncio quindi volentieri alla prospettiva di un'intrigante caccia alla femmina (IO) tramite libro di poesie spagnole da parte di un atipico MaschioUnical altrimenti detto "Hulk", che vuol stritolarmi come una falena dopo avermi ingabbiata, e lo ammazzo. E non ne parliamo più.
Dunque mi armo di pazienza e spreco la mia mattinata libera per salire all'Università col caldo asfissiante, l'autobus semivuoto e la prospettiva quantomai certa di un ingorgo stradale da ultimo week end di luglio sulla Salerno- Reggio Calabria.
Università vuota. Non pressochè vuota o circa-perlomeno-quasi vuota. Vuota vuota. Silenzio d'ovatta, vento che fischia attraverso gli intersizi delle ringhere. C'ero stata altri sabati, con poca gente a godermi l'università tutta per me, ma mai l'ultimo sabato di luglio. "Tutta per me" è diventata un'espressione talmente letterale da farmi paura. Potevo vedere tutta la lunghezza del ponte davanti e dietro di me. Non c'era nessuno! Nè nei cubi nè altrove. E ho avuto paura perchè quando non ci sono studenti e insegnanti e gente con fiori in mano come andassero in un cimitero, l'università diventa dimora di branchi di cani selvaggi, corvi graccianti e altri imprecisati uccelli che si alzano in stormo non appena sentono un rumore, topi con pifferai e quant'altro. Mi sono dunque fiondata verso la biblioteca tra il terrore di essere violentata o sbranata da una muta di cani rabbiosi o uccisa da Il Corvo redivivo, e l'atroce dubbio che, visto che di anima umana non vi era ombra, magari anche la biblioteca era stata invasa da fauna suburbana o peggio. E il peggio sarebbe se fosse stata "chiusa". Perchè qualora fosse stata chiusa sarei dovuta risalire a Cosenza e non ho tempo e in più la mora sarebbe incrementata.
E siccome è il 30 luglio sbataboom: bibioteca chiusa e un misero annuncio ad avvertire i fantasmi che sarebbe stata aperta fino a fine luglio tutto il giorno tranne il sabato solo mezza giornta. Una speranza ha brillato fievolissima, finchè non noto una postilla minuscola che avverte: "tutti i sabati di luglio mezza giornta TRANNE sabato 30 luglio". Ecc'appunto.
Mattinata sprecata, biglietto sprecato e in più non ho neanche potuto soddisfare le mie rinate necessità letterarie e prendere nuovi libri dalla biblio come pregustavo.
Ho gironzolato per negozi aspettando mezzogiorno, mi sono sparata un bignè alla crema e lampne, ho comprato un regalo e mi sono imbarcata rischiando di arrivare tardi a lavoro perchè ovviamete l'autostrada era intasata da turisti nordici che riscoprono l'amore per il sud solo in agosto. Filistei.
Ero meglio se non ci andavo a lavoro vista la catastrofe che sarebbe seguita da lì a tre ore. Ma ci sono andata e la catastrofe ha avuto agio di realizzarsi bella bella. Ma non ne parlerò perchè me ne vado a leggere un po' cercando nella mia libreria qualche volume dimenticato.
Solo vi avviso: "Attenti alle idi di luglio".
P.S.: Sì grazie al ciuco, so benissimo da me che il 30 luglio c'entra con le idi come i cavoli a colazione, ma dire "Attenti alla fine di luglio" non trasmette la stessa mastodontica impressione di tragico storico.
La ragione astrale di cotanta sfiga concentrata in queste 24 ore mi sfugge, ma si sa, io di astralismo non me ne occupo.
Posso però concedere la mia esperienza alle masse affinchè ne traggano il maggior beneficio possibile. Un po' come la fedeltà di quei martiri le cui storie riverberano nelle novene cattoliche, complete delle atroci torture da essi tenacemente subite e narrate fin nei dettagli più torbidi, quanto più sadicamente possibile. Si trastullano i cattolici nel leggere di gente sgozzata. Più atrocemente sono crepati questi poveracci, più loro si sentono spinti a pregarli e a cantarne la gloria sempiterna. E' una cosa che dà da pensare...
Ecco io sono un martire della sfiga del 30 luglio e mi sacrifico affinchè i fedeli possano godere dei benefici che codesta conoscenza conferisce loro e onorarmi baciando le mie reliquie. E non preciso quale recisa parte del mio corpo e fluido corporale annesso rappresenterebbero le mie reliqie, che è meglio.
Per farla breve, perchè ho sonno, ieri sono stata costretta a salire in quel di Arcavacata per restituire in biblioteca un cavolo di libro che non sono riuscita a rinnovare via internet perchè un minchione non meglio precisato, lo ha prenotato. Ora, chi diavolo prenota un libro di poesie per l'estate? Nessuno solitamente tant'è vero che questa beneamata silloge era intonsa da chissà quanti secoli, a dormire industurbata in biblioteca, prima che me ne appropriassi. Ma a chi non poteva fare altro che andare storto? A me!!!! Che domande!
Perchè mister "ehi-guarda-che-non-leggi-solo-tu-in-tutta-l'-unical" ha deciso di materializzarsi proprio adesso e richiedere la copia in prestito. Se scopro chi è lo ammazzo. O la ammazzo, ma il mio intuito femminile-influenzato abbondantemente dalla mia latente libido insoddisfatta, credo- tende a visualizzarlo più come un lui che non come una lei. Un lui che legge poesie di poeti ribelli spagnoli? Chi è? Un dio? Conoscendo la media del MaschioUnical, è più probabile che sia Hulk che cerca di attirare una qualche falena in gabbia. Magari sono io la falena chissà... La mia vita riverberrebbe di interesse non indifferente in questo caso, ma sarei costretta a non ucciderlo. E visto che mi ha creato un bel po' di problemi non so proprio se mi va. Rinuncio quindi volentieri alla prospettiva di un'intrigante caccia alla femmina (IO) tramite libro di poesie spagnole da parte di un atipico MaschioUnical altrimenti detto "Hulk", che vuol stritolarmi come una falena dopo avermi ingabbiata, e lo ammazzo. E non ne parliamo più.
Dunque mi armo di pazienza e spreco la mia mattinata libera per salire all'Università col caldo asfissiante, l'autobus semivuoto e la prospettiva quantomai certa di un ingorgo stradale da ultimo week end di luglio sulla Salerno- Reggio Calabria.
Università vuota. Non pressochè vuota o circa-perlomeno-quasi vuota. Vuota vuota. Silenzio d'ovatta, vento che fischia attraverso gli intersizi delle ringhere. C'ero stata altri sabati, con poca gente a godermi l'università tutta per me, ma mai l'ultimo sabato di luglio. "Tutta per me" è diventata un'espressione talmente letterale da farmi paura. Potevo vedere tutta la lunghezza del ponte davanti e dietro di me. Non c'era nessuno! Nè nei cubi nè altrove. E ho avuto paura perchè quando non ci sono studenti e insegnanti e gente con fiori in mano come andassero in un cimitero, l'università diventa dimora di branchi di cani selvaggi, corvi graccianti e altri imprecisati uccelli che si alzano in stormo non appena sentono un rumore, topi con pifferai e quant'altro. Mi sono dunque fiondata verso la biblioteca tra il terrore di essere violentata o sbranata da una muta di cani rabbiosi o uccisa da Il Corvo redivivo, e l'atroce dubbio che, visto che di anima umana non vi era ombra, magari anche la biblioteca era stata invasa da fauna suburbana o peggio. E il peggio sarebbe se fosse stata "chiusa". Perchè qualora fosse stata chiusa sarei dovuta risalire a Cosenza e non ho tempo e in più la mora sarebbe incrementata.
E siccome è il 30 luglio sbataboom: bibioteca chiusa e un misero annuncio ad avvertire i fantasmi che sarebbe stata aperta fino a fine luglio tutto il giorno tranne il sabato solo mezza giornta. Una speranza ha brillato fievolissima, finchè non noto una postilla minuscola che avverte: "tutti i sabati di luglio mezza giornta TRANNE sabato 30 luglio". Ecc'appunto.
Mattinata sprecata, biglietto sprecato e in più non ho neanche potuto soddisfare le mie rinate necessità letterarie e prendere nuovi libri dalla biblio come pregustavo.
Ho gironzolato per negozi aspettando mezzogiorno, mi sono sparata un bignè alla crema e lampne, ho comprato un regalo e mi sono imbarcata rischiando di arrivare tardi a lavoro perchè ovviamete l'autostrada era intasata da turisti nordici che riscoprono l'amore per il sud solo in agosto. Filistei.
Ero meglio se non ci andavo a lavoro vista la catastrofe che sarebbe seguita da lì a tre ore. Ma ci sono andata e la catastrofe ha avuto agio di realizzarsi bella bella. Ma non ne parlerò perchè me ne vado a leggere un po' cercando nella mia libreria qualche volume dimenticato.
Solo vi avviso: "Attenti alle idi di luglio".
P.S.: Sì grazie al ciuco, so benissimo da me che il 30 luglio c'entra con le idi come i cavoli a colazione, ma dire "Attenti alla fine di luglio" non trasmette la stessa mastodontica impressione di tragico storico.
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sabato 23 luglio 2011
Sorvolando
Diciamo che sto cercando in tutti i modi di non pensare che comunque ieri,l'esame di Filosofia della mente è saltato.
Certo la scusa del lavoro è ora belle bella a portata di mano ed è senza dubbio più sostaziale rispetto a quelle che mi sono comporta precedentemente per evitare di affrontare le mie titubo-paure e dare gli esami all'università.
Ma è solo una scusa perchè con uno sforzo avrei potuto darlo.
La prospettiva della laurea si allontana ulteriormente ordunque e con essa anche la mia libertà. E tutti gli dei del mondo sanno quanto mi serva...
Quindi? Quindi settembre e devo darli entrambi i moduli a settembre. E non so come farò a studiare collavoro e i parenti che arriveranno come le orde barbariche e mi massacreranno.
Come le orde barbariche...
Certo la scusa del lavoro è ora belle bella a portata di mano ed è senza dubbio più sostaziale rispetto a quelle che mi sono comporta precedentemente per evitare di affrontare le mie titubo-paure e dare gli esami all'università.
Ma è solo una scusa perchè con uno sforzo avrei potuto darlo.
La prospettiva della laurea si allontana ulteriormente ordunque e con essa anche la mia libertà. E tutti gli dei del mondo sanno quanto mi serva...
Quindi? Quindi settembre e devo darli entrambi i moduli a settembre. E non so come farò a studiare collavoro e i parenti che arriveranno come le orde barbariche e mi massacreranno.
Come le orde barbariche...
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mercoledì 6 luglio 2011
People always leave
Non credo che riuscirò a sedermi al prossimo esame.
Non trovo più neanche un senso per vestirmi o alzarmi...sono solo stanca. Non posso più vivere così. Non so dove pescare altre cartucce, l'aria in questa casa è diventata irrespirabile e ovunque anche se esco, vedo tra la gente solo vampiri con occhi rossi e luminosi pronti a sbranarmi. E ho paura davvero di non farcela stavolta.
Stanca di essere l'unica realmente in grado di provare affetto disinteressato, stanca di inseguire amici perchè mi mancano e sentirmi dire che è lo stesso è per loro e crederci, dannazione, crederci perchè sai credi di conoscerli e vuoi dannatamente bene loro proprio perchè loro ti hanno consentito di conoscerli nonostante siano persone così stupende.
E ti accorgi che non è così: non li conosci. Loro non ci sono mai stati, hanno solo parlato con te, così, come parlano con il postino, per riempire un vuoto momentaneo. Colmato ciò di quel che di meglio e più abbordabile può offrire la ditta, sono scomparsi quasi con noia. Di nuovo. E di nuovo e di nuovo.
Nessuno che neanche ti manda un sms per sbaglio.
E tutte quelle stupide scuse che tirano in ballo che sono impegnati e neanche trovano il tempo per uno squillo. E tu? E tu gli credi,perchè sono persone così meravigliose loro che non ti mentirebbero mai. Ti vogliono bene quanto tu ne vuoi a loro eh. Poi passano i mesi e pare strano che nemmeno trenta secondi per un sms trovano. E ti ritrovi a leggere coglionate che scrivono su anobii o altrove e guarda! Allora il tempo c'è. E lì,pugno al cuore.
Che ti dicono tutti accorati "Sì, vale anche per me, anche io voglio continuare a sentirti!" E tu a cercare allora di capere dove sta il problema e a d accertarti di non caderci ancora: "Ma ne sei sicuro? Pensaci magari...". E loro "sì sì sì sicuro". E tu "ok ^-^ *_*".
E poi? :'((((
Shhhhhh. Silenzio.
Tu scrivi un messaggio ogni tanto, quasi col timore di disturbarli...
Ogni tanto qualcuno ti risponde e poi? Niente. Il nulla proprio.
Ma quale cazzo è il problema?
Se non mi vuoi parlare basta dirlo!
Se io dico che sono un'amica per qualcuno poi mi comporto da tale ma non perchè devo, perchè è una conseguenza spontanea! Se non voglio essere tuo amico io solitamente lo dico e poi? E poi basta, amen. Invece mi sento solo imbottire di scuse idiote tipo "non ci penso proprio a mandare sms" - "eh ma meglio sentirsi su skype" e io povera fessa "va bene, come vuoi, sentiamoci su skype, fammi uno squillo quando vuoi parlare" e lui "si va beeeeene".
........ Sò passati due mesi dal MIO ultimo messaggio.
Ma cazzo, dì che non mi vuoi sentire e basta così, ma quante palle ci vogliono a essere un tantino veri? Troppe mi sa.
Non trovo più neanche un senso per vestirmi o alzarmi...sono solo stanca. Non posso più vivere così. Non so dove pescare altre cartucce, l'aria in questa casa è diventata irrespirabile e ovunque anche se esco, vedo tra la gente solo vampiri con occhi rossi e luminosi pronti a sbranarmi. E ho paura davvero di non farcela stavolta.
Stanca di essere l'unica realmente in grado di provare affetto disinteressato, stanca di inseguire amici perchè mi mancano e sentirmi dire che è lo stesso è per loro e crederci, dannazione, crederci perchè sai credi di conoscerli e vuoi dannatamente bene loro proprio perchè loro ti hanno consentito di conoscerli nonostante siano persone così stupende.
E ti accorgi che non è così: non li conosci. Loro non ci sono mai stati, hanno solo parlato con te, così, come parlano con il postino, per riempire un vuoto momentaneo. Colmato ciò di quel che di meglio e più abbordabile può offrire la ditta, sono scomparsi quasi con noia. Di nuovo. E di nuovo e di nuovo.
Nessuno che neanche ti manda un sms per sbaglio.
E tutte quelle stupide scuse che tirano in ballo che sono impegnati e neanche trovano il tempo per uno squillo. E tu? E tu gli credi,perchè sono persone così meravigliose loro che non ti mentirebbero mai. Ti vogliono bene quanto tu ne vuoi a loro eh. Poi passano i mesi e pare strano che nemmeno trenta secondi per un sms trovano. E ti ritrovi a leggere coglionate che scrivono su anobii o altrove e guarda! Allora il tempo c'è. E lì,pugno al cuore.
Che ti dicono tutti accorati "Sì, vale anche per me, anche io voglio continuare a sentirti!" E tu a cercare allora di capere dove sta il problema e a d accertarti di non caderci ancora: "Ma ne sei sicuro? Pensaci magari...". E loro "sì sì sì sicuro". E tu "ok ^-^ *_*".
E poi? :'((((
Shhhhhh. Silenzio.
Tu scrivi un messaggio ogni tanto, quasi col timore di disturbarli...
Ogni tanto qualcuno ti risponde e poi? Niente. Il nulla proprio.
Ma quale cazzo è il problema?
Se non mi vuoi parlare basta dirlo!
Se io dico che sono un'amica per qualcuno poi mi comporto da tale ma non perchè devo, perchè è una conseguenza spontanea! Se non voglio essere tuo amico io solitamente lo dico e poi? E poi basta, amen. Invece mi sento solo imbottire di scuse idiote tipo "non ci penso proprio a mandare sms" - "eh ma meglio sentirsi su skype" e io povera fessa "va bene, come vuoi, sentiamoci su skype, fammi uno squillo quando vuoi parlare" e lui "si va beeeeene".
........ Sò passati due mesi dal MIO ultimo messaggio.
Ma cazzo, dì che non mi vuoi sentire e basta così, ma quante palle ci vogliono a essere un tantino veri? Troppe mi sa.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
E' come nella canzone di di De Andrè, Il Cantico dei drogati.
Come potrò dire a mia madre che ho paura? Cantano i dannati di Faber.
Gran parte del problema però, per me, è proprio lei.
Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa io faccia o non faccia, comunque per lei sbaglio, comunque lei noterà e soprattutto mi farà notare, che sono io sempre e comunque, il problema. Dalle cose più stupide alle cose più serie, da quando ho ricordo. Non c'è scampo per me.
I miei guai al liceo? Sono io sbagliata, non importa se dopo di me tutta la sezione ha cambiato scuola, no io sbaglio.
Non ho trovato lavoro nonostante l'abbia cercato per un mese? Sono io che non so.
Ho lavato i piatti pieni di incrostazioni di tutte le sue stupide torte? Ma non importa, come se non avessi lavato niente meglio non lavare almeno... Perchè lei ha notato solo che io non ho pulito la macchinetta del caffè per giorni perchè non riuscivo ad aprirla era stretta troppo e oggi l'ha fatto notare a mio fratello e io le ho detto che ho provato e non ci sono riuscita e lei ha alzato il sopraccicllio e ha detto "si si, certo" come a dire "ehhh come no...la solita bugiarda, in realtà tu non fai mai niente".
Io sono andata da sola a turtte quelle lauree dei miei cugini anche se non volevo, anche se lo sapevo che sarebbero state una tortura per me. E ora che non posso andare a quella di mio cugino a Roma, perchè devo studiare, non va bene! Io sono cattiva egoista e invento scuse per non andare. Non importa se loro non sono venuti senza ragione alle altre lauree e ci sono andata io, da sola, importa solo che io non vada a questa.
Ed è meglio non toccare il tasto università....
Sono giorni che non riesco a leggere, a studiare, fare altro che non sia piangere.
Ogni volta che comincio a studiare perdo il controllo, divento apatica e tutto diventa nero e comincio a tremare.
Non so spiegarlo. E' come aver paura di qualcosa, ma non di qualcosa di concreto. E' più qualcosa che non puoi sfuggire, non puoi estirpare perchè ce l'hai dentro. Perchè sei tu.
Non importa niente di te. A nessuno. Tua sorella e tuofratello con cui cerchi continuamente di instaurare un discorso, ti ignorano, ti insuletano o ti dicono di andartene.
Allora perchè andare avanti? Perchè studiare? Perchè mangiare? Perchè piangere ancora e ancora, dopo tutti questi anni se senti la mancanza di qualcuno nonostante questo qualcuno chiaramente non ha mai davvero ricambiato amicizia, affetto o che altro nei tuoi confronti?
Come potrò dire a mia madre che ho paura? Cantano i dannati di Faber.
Gran parte del problema però, per me, è proprio lei.
Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa io faccia o non faccia, comunque per lei sbaglio, comunque lei noterà e soprattutto mi farà notare, che sono io sempre e comunque, il problema. Dalle cose più stupide alle cose più serie, da quando ho ricordo. Non c'è scampo per me.
I miei guai al liceo? Sono io sbagliata, non importa se dopo di me tutta la sezione ha cambiato scuola, no io sbaglio.
Non ho trovato lavoro nonostante l'abbia cercato per un mese? Sono io che non so.
Ho lavato i piatti pieni di incrostazioni di tutte le sue stupide torte? Ma non importa, come se non avessi lavato niente meglio non lavare almeno... Perchè lei ha notato solo che io non ho pulito la macchinetta del caffè per giorni perchè non riuscivo ad aprirla era stretta troppo e oggi l'ha fatto notare a mio fratello e io le ho detto che ho provato e non ci sono riuscita e lei ha alzato il sopraccicllio e ha detto "si si, certo" come a dire "ehhh come no...la solita bugiarda, in realtà tu non fai mai niente".
Io sono andata da sola a turtte quelle lauree dei miei cugini anche se non volevo, anche se lo sapevo che sarebbero state una tortura per me. E ora che non posso andare a quella di mio cugino a Roma, perchè devo studiare, non va bene! Io sono cattiva egoista e invento scuse per non andare. Non importa se loro non sono venuti senza ragione alle altre lauree e ci sono andata io, da sola, importa solo che io non vada a questa.
Ed è meglio non toccare il tasto università....
Sono giorni che non riesco a leggere, a studiare, fare altro che non sia piangere.
Ogni volta che comincio a studiare perdo il controllo, divento apatica e tutto diventa nero e comincio a tremare.
Non so spiegarlo. E' come aver paura di qualcosa, ma non di qualcosa di concreto. E' più qualcosa che non puoi sfuggire, non puoi estirpare perchè ce l'hai dentro. Perchè sei tu.
Non importa niente di te. A nessuno. Tua sorella e tuofratello con cui cerchi continuamente di instaurare un discorso, ti ignorano, ti insuletano o ti dicono di andartene.
Allora perchè andare avanti? Perchè studiare? Perchè mangiare? Perchè piangere ancora e ancora, dopo tutti questi anni se senti la mancanza di qualcuno nonostante questo qualcuno chiaramente non ha mai davvero ricambiato amicizia, affetto o che altro nei tuoi confronti?
giovedì 30 giugno 2011
My new clueless
1) Ovviamente non sono stata contattata da nessuno, quindi la prospettiva del salvifico lavoro estivo si fa sempre più remota. Anzi, sono praticamente in procinto di alzare la manina e fare "cia, ciao" per salutarla definitivamente. Eppure, il secondo colloquio al McDonalds lasciava ben pregire, anche perchè non vedo altra ragione per perdere/far perdere ulteriore tempo, se è praticamente inutile visto che non è stato nè chiesto nè detto niente di nuovo rispetto al primo colloquio. Ora, a meno che dietro la catena del McDonalds non si celi la CIA.... Be' comunque, dare la mia disponibità 24 ore su 24 e quella per lavorare praticamente tutte le notti, pare non sia bastato. Che altro vogliono? Lo so io, lo so. Ho saputo che un pezzo forte riccosfondatoposseditorediappaltiterriniemembrodellagiuntacomunale, ha messo, come dire, "una buona parola" affinchè venisse contattata una tizia che neanche si era sforzata di alzare il culo per mandare un curriculum e fare richiesta, no, alla principessina hanno addirittura telefonato a casa per scongiurare una sua collaborazione. E in quanto principessa ha rifiutato, naturale, come può stancare le regali membra lavorando di notte o rovinarsi l'estate garentando una disponibilità 24 su 24? Ma qualche altro culo-piatto-meno-vizioso avrà accettato, così....io me la prendo in quel posto. Come sempre. L'avevo detto io: era troppoperfetto, troppo semplice, troppo "nella norma del giusto" per poter avverarsi, per poter essere buono per me.
Andrò a lasciare qualche altro curriculum in ristoranti et similia per un posto da cameriera, ma ho scarse speranze a questo punto.
2) Lo studio va di merda e l'esame è il 22: ovviamente andrò a farlo, non importa come sarò messa, questa spada di Damocle addà cascà entro questo Luglio così poi tesi e vaffanculo università. Solo trovare la forza di concentrarsi lasciando i demoni a rosicare fuori dalle mie cervella, sembra di una difficoltà immane, altro che Frodo e l'anello del potere. 'Cazzo ci vuole a gettare un anello lì di sotto in confronto!
3) E poi c'è la laurea del cugino .... e mi obbligano ad andare e io non voglio proprio, non ce la fò ad affrontare anche questo. Mi spiace deludere lo zio e non andarci ma devo tutelare la mia già precaria salute mentale... Ein mezzo a parentame stizzoso e borghesame orgoglioso sarebbe difficile. Oltre che tediante. Certo trovassi un lavoro avrei anche la scusa pronta, ma ripeto, troppo semplice, troppa grazia.
4) Non sono riuscita fermarmi e l'ho fatto di nuovo.... Lo so che poi sto peggio, ma almeno per quelle due ore sto bene. Ho provato a combattere il bisogno lancinante, ma era troppo forte e non c'era nessuno intorno a cui aggrapparsi, solo bicchieri da rompere. Tutto, tutto sembrava predisposto a fagiolo perchè lo facessi. Ho ceduto. Mai stata una roccia di persuasiva autovolontà. Che altro potevo fare? E ora sarà 50 volte più difficile ricominciare da zero, reiniziare a non farlo più....
5) C'è dell'altro, ma lo scriverò in altro loco perchè, shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh....è un segreto.
Andrò a lasciare qualche altro curriculum in ristoranti et similia per un posto da cameriera, ma ho scarse speranze a questo punto.
2) Lo studio va di merda e l'esame è il 22: ovviamente andrò a farlo, non importa come sarò messa, questa spada di Damocle addà cascà entro questo Luglio così poi tesi e vaffanculo università. Solo trovare la forza di concentrarsi lasciando i demoni a rosicare fuori dalle mie cervella, sembra di una difficoltà immane, altro che Frodo e l'anello del potere. 'Cazzo ci vuole a gettare un anello lì di sotto in confronto!
3) E poi c'è la laurea del cugino .... e mi obbligano ad andare e io non voglio proprio, non ce la fò ad affrontare anche questo. Mi spiace deludere lo zio e non andarci ma devo tutelare la mia già precaria salute mentale... Ein mezzo a parentame stizzoso e borghesame orgoglioso sarebbe difficile. Oltre che tediante. Certo trovassi un lavoro avrei anche la scusa pronta, ma ripeto, troppo semplice, troppa grazia.
4) Non sono riuscita fermarmi e l'ho fatto di nuovo.... Lo so che poi sto peggio, ma almeno per quelle due ore sto bene. Ho provato a combattere il bisogno lancinante, ma era troppo forte e non c'era nessuno intorno a cui aggrapparsi, solo bicchieri da rompere. Tutto, tutto sembrava predisposto a fagiolo perchè lo facessi. Ho ceduto. Mai stata una roccia di persuasiva autovolontà. Che altro potevo fare? E ora sarà 50 volte più difficile ricominciare da zero, reiniziare a non farlo più....
5) C'è dell'altro, ma lo scriverò in altro loco perchè, shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh....è un segreto.
venerdì 17 giugno 2011
La guerra dei cent'anni
Mi tocca combattere con i miei demoni,
coi demoni dei miei demoni,
con l'università;
coi demoni dell'università,
e pure con la gente che mi rompe le palle.
E se li trasformassi tutti in bifolchi trichechi? Noterebbero la differenza?
coi demoni dei miei demoni,
con l'università;
coi demoni dell'università,
e pure con la gente che mi rompe le palle.
E se li trasformassi tutti in bifolchi trichechi? Noterebbero la differenza?
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Li osservi e ti senti meglio,
università del terrore
martedì 31 maggio 2011
Mo' basta
Ho passato mesi a macerarmi il fegato.
Mo' basta.
Basta cazzate,
basta con 'sti stronzi,
basta con chi è lontano da me anni luce.
Si fottano.
Basta.
Lo devo, quantomeno, al mio fegato.
Mo' basta.
Basta cazzate,
basta con 'sti stronzi,
basta con chi è lontano da me anni luce.
Si fottano.
Basta.
Lo devo, quantomeno, al mio fegato.
lunedì 16 maggio 2011
Rendersi conto... la questione è tutta lì
"10 anni per tre che dovevano essere all'università!!! Ma ti rendi conti come sei..."
Non lo so se mi rendo conto, cara mammina.
Sto ancora tremando...
Non lo so se mi rendo conto, cara mammina.
Sto ancora tremando...
mercoledì 4 maggio 2011
Notte bianca
Angoscia dissacrante....
martedì 12 aprile 2011
Quando subentra la crisi
- 3 giorni al mio compleanno
...ma sto in crisi, tragica, funesta, furibonda crisi.
Ho finito di fare la schedatura di uno dei libri che mi servono per la tesi e mi sono partiti, praticamente gli occhi. Il punto è che ho solo un indirizzo molto impreciso su quelka che dovrebbe essere la mia tesi e questo mi ha portato a trascrivere molto, tantissimo.
Già sono solita trovare tutto incredibilmente importante per gli esami e sottolineo e studio quasi un libro per intero ogni volta. Ora, avendo solo un titolo approssimativo che coinvolge un vastissimo campo di indagine filosofica, tutto mi sembra importante.
Quantomeno però seguivo un filo logico e ben strutturato.
Il nuovo libro invece è confusionario e pieno di cose che potrebbero servire tutte e non servire nessuna. Se passo avanti ho l'impressione di tralasciare troppe cose e quindi ritorno indietro, e allora dovrei trascrivere tutto per seguire un discorso sensato, ma subentra immediata l'impressione che sia tutto superfluo e non ne esco fuori. In più il libro è anche molto ma molto difficile e molto, ma molto lungo.
Insomma sono andata in tilt, è arrivato, veloce come la sfiga, il solito senso di insufficienza delle mie capacità, di inadeguatezza ad ogni compito. Le idee hanno cominciate a confondersi, il petto a ostruirsi, il fallimeto netto e totale a gravare, il respiro a diventare affannoso. E ho concluso poco e niente. Ma davvero non riesco ad affrontare quel librone senza sapere davvero cosa mi serve.
L'ho presa male perchè mi ero stilata una mappa con il lavoro digradato nei giorni, e il positivo è che fino a oggi, e in maniera sorprendentemente inaspattata ed esclusiva per i miei canoni, ero riuscita a rispettare perfettamente la tabella di marcia, studiando molto ma anche riuscendo a fare altro.
Questo iato, questo fallo non ci voleva, più che altro a livello di umore che finisce di nuovo sotto i piedi e mi fa andare in crisi totale senza che nessuno venga ad arginarla. E io proprio non ce la faccio più a controllarle da sola le mie crisi.
Quindi, per limitare al minimo i danni, mi sono imposta la calma necessaria a guadagnare una lucidità che mi permetta di correre ai ripari e non gettare i prossimi giorni nel cesso dei giorni sprecati inutilmente.
Il risultato è questo rabberciato programma:
- Mettere da parte momentaneamente questo libro;
- Andare in libreria a comprare l'altro che, essendo un libro di narrativa piuttosto famoso, dovrebbe trovarsi;
- Sperare che ce l'abbiano nella versione econimica cosicché possa usufruire della tessera fedeltà per comprarlo praticamente gratis, altrimenti i soldi non li ho e ho un gran timore a chiederli a mia madre;
- Se trovo il suddetto libro, fare nei prossimi giorni la schedatura del detto, sperando che non mi crei problemi analoghi a quello che mollo per il momento: dopututto, non essendo un libro specificamente di filosofia, ma di letteratura con elementi semiotici e filosofici annessi, dovrebbe essere più piacevole, ma potrebbe crearmi diverse difficoltà per la stessa ragione;
- La seconda mossa prevede che io mi fiondi all'università il prima possibile, a parlare con la professoressa e definire meglio l'argometo di tesi così che possa non solo lavorare al libro difficile, scientemente, ma possa soprattutto iniziare a lavorare seriamente a una tesi definita. Ho quindi inviato mail ai tutor per farmi dare il ricevimento della prof., si muovessero a rispondermi....;
- Qualora non sia previsto ricevimento prima di Pasqua, allora le cose si complicano. Vorrà dire che userò questo tempo per lavorare sul libro che sto per compare (ammesso chelo trovi e per favore stelle, è la settimana dell'anniversario della mia nascita, girate bene almeno in questo periodo); che cercherò di trarre il massimo da quello complesso affrontandone un po' al giorno; che studierò per l'esame.
Senza tergiversare, visto che per oggi il lavorare sul computer è finito, esco subito. Ne approfitto per fare una corsetta, se riesco, comunque ci provo, ci sto andando tutti i giorni senza correre moltissimo ma va bene anche così. Basta provare. Basta correre un po' di più ogni giorno.
Quindi il programma immediato prevede:
- chiudere il computer;
- mettersi reggiseno sportivo e fuseaux e felpa;
- andare a piedi fino al lungomare;
- correre finchè polmoni reggono, magari mi fermo e riprendo, per circa un'oretta;
- andare a comprare il libro;
- tornare in spiaggia per cominciare a studiarlo;
- tornare a casa e fare una doccia;
- poi scrivere e lavorare un po' sul computer o se sono troppo stanca, o continuare a leggere.
domenica 10 aprile 2011
Speranze che scorrono via come un conteggio inarrestabile
Sono distrutta.
Ormai sono giorni che passo le giornate su questo cavolo di pc per studiare alla tesi. Sono sempre così stanca in questi giorni che non ho è il tempo nè gli occhi per scrivere su questo blog, ma voglio tirare avanti fin quando riesco, anche tre righe al dì le voglio buttare giù e mantenere il proposito di scrivere un post per ogni giorno dell'anno. Vediamo se ci riesco.
Il punto è che tutto questo lavoro per la tesi non so se lo sto facendo bene o no. Dovrei andare dalla prof. ma se non finisco questo lavoro che mi ha dato mesi fa non ho il coraggio di presentarmi. Spero quantomeno di non fare guai ma sto lavorando davvero sodo adesso non posso recriminarmi nulla.
Anche se, mi guardo intorno e vedo ragazzi e ragazze della mia età, laurearsi in giornalismo, fare master per importanti giornali e io? Una nullità. Non c'è nulla di cui andare fiera se ho studiato solo per giorni. Proprio niente.
Sto qui a disperarmi perchè loro hanno fortuna e capacità e soldi per andare avanti e soprattutto sicurezza, ma la verità è che loro se lo meritano. Io no. Così va il mondo e così è.
E ovviamente il giornalismo me lo sogno.
Lavorare tra i libri, me lo sogno.
Mi sogno di fare la scrittrice.
Mi sogno la grande storia d'amore.
Mi sogno di trovare veri amici e stare serana con amici a me simili e che mi vogliono bene.
Mi sogno le uscite spensierate.
Mi sogno tutto.
Non avrò niente.
Perchè niente mi merito.
A conferma di ciò tra soli 5 giorni compio 28 anni.
Affronto in maniera diversa dalla media il giorno del mio compleanno. Non sono ossessionata dall'età. Anche se quest'anno me la stanno facendo pesare. Tutti a dirmi che 28 anni sono tanti che devo muovermi, che sono vecchia.
Beh certo mi devi sbrigare all'università anche se magari evitassero di ripetermelo sarebbe meglio, ma vabbè. Io, comunque, vecchia non mi sento. Ma immagino che dovrei sentirmici? Perchè tutto quello che faccio io è sbagliato quindi avranno ragione loro...
Dicevo che io il compleanno non lo aspetto come un conteggio menagramo e un ridondante rintocco di campane a morto, che segna l'inarrestabile scorrere del tempo. A me piace il mio compleanno! Sarà che mi piace la mia data di nascita che sprizza sole primaverile e boccioli profumati e colorati ovunque, sarà che ho così poco modo di essere felice che colgo al volo ogni stupida opportunità. E poi quello è da sempre stato il mio giorno speciale e solo il mio...cioè di altre mille persone nate quel giorno, ma io sono più figa eh!
In realtà non sarà speciale, non uscirò con nessuno perchè nessuno vuole uscire con me, riceverò gli auguri da meno eprsone rispetto gli altri anni perchè sono scappati altri "amici" nel frattempo, non credo riceverò regali, neache un fiore. Ecco se fosse un bella storia la mia storia, per il mio ventottesimo compleanno riceverei un mazzo di peonie rosa e orchidee dell'Himalaya...Ovviamente non mi succederà mai nulla del genere. Mi vizierò con un bel dolce e ...posso sempre far finta che succeda. E' bello sapere che si ha questa possibilità sempre aperta. ;) E comunque vada o non vada chissenefrega, perchè mancano
Ormai sono giorni che passo le giornate su questo cavolo di pc per studiare alla tesi. Sono sempre così stanca in questi giorni che non ho è il tempo nè gli occhi per scrivere su questo blog, ma voglio tirare avanti fin quando riesco, anche tre righe al dì le voglio buttare giù e mantenere il proposito di scrivere un post per ogni giorno dell'anno. Vediamo se ci riesco.
Il punto è che tutto questo lavoro per la tesi non so se lo sto facendo bene o no. Dovrei andare dalla prof. ma se non finisco questo lavoro che mi ha dato mesi fa non ho il coraggio di presentarmi. Spero quantomeno di non fare guai ma sto lavorando davvero sodo adesso non posso recriminarmi nulla.
Anche se, mi guardo intorno e vedo ragazzi e ragazze della mia età, laurearsi in giornalismo, fare master per importanti giornali e io? Una nullità. Non c'è nulla di cui andare fiera se ho studiato solo per giorni. Proprio niente.
Sto qui a disperarmi perchè loro hanno fortuna e capacità e soldi per andare avanti e soprattutto sicurezza, ma la verità è che loro se lo meritano. Io no. Così va il mondo e così è.
E ovviamente il giornalismo me lo sogno.
Lavorare tra i libri, me lo sogno.
Mi sogno di fare la scrittrice.
Mi sogno la grande storia d'amore.
Mi sogno di trovare veri amici e stare serana con amici a me simili e che mi vogliono bene.
Mi sogno le uscite spensierate.
Mi sogno tutto.
Non avrò niente.
Perchè niente mi merito.
A conferma di ciò tra soli 5 giorni compio 28 anni.
Affronto in maniera diversa dalla media il giorno del mio compleanno. Non sono ossessionata dall'età. Anche se quest'anno me la stanno facendo pesare. Tutti a dirmi che 28 anni sono tanti che devo muovermi, che sono vecchia.
Beh certo mi devi sbrigare all'università anche se magari evitassero di ripetermelo sarebbe meglio, ma vabbè. Io, comunque, vecchia non mi sento. Ma immagino che dovrei sentirmici? Perchè tutto quello che faccio io è sbagliato quindi avranno ragione loro...
Dicevo che io il compleanno non lo aspetto come un conteggio menagramo e un ridondante rintocco di campane a morto, che segna l'inarrestabile scorrere del tempo. A me piace il mio compleanno! Sarà che mi piace la mia data di nascita che sprizza sole primaverile e boccioli profumati e colorati ovunque, sarà che ho così poco modo di essere felice che colgo al volo ogni stupida opportunità. E poi quello è da sempre stato il mio giorno speciale e solo il mio...cioè di altre mille persone nate quel giorno, ma io sono più figa eh!
In realtà non sarà speciale, non uscirò con nessuno perchè nessuno vuole uscire con me, riceverò gli auguri da meno eprsone rispetto gli altri anni perchè sono scappati altri "amici" nel frattempo, non credo riceverò regali, neache un fiore. Ecco se fosse un bella storia la mia storia, per il mio ventottesimo compleanno riceverei un mazzo di peonie rosa e orchidee dell'Himalaya...Ovviamente non mi succederà mai nulla del genere. Mi vizierò con un bel dolce e ...posso sempre far finta che succeda. E' bello sapere che si ha questa possibilità sempre aperta. ;) E comunque vada o non vada chissenefrega, perchè mancano
- 5 giorni al mio Compleanno!!!!
giovedì 31 marzo 2011
La seduta
Visto che il terribilissimo marzo volge al termine, direi di levarmi di torno la piaga suppurante della laurea di mio cugino e non ne parliamo più. Anche perchè domani comincia il mio mese, bellissimo, fiorito, verde vergine e primaverile. E non voglio inficiarlo con questioni suppuranti.
Cominciamo con la seduta alla quale sono andata senza madre e fratello. Non c'è molto da dire.
Tutto molto tradizionale.
Tutto molto pataccoso.
Tutto molto inutile.
Più, un sacco di foto.
Loro sono fissati con le foto e i video. Foto di routine, in posa, finte e per me fortemente imbarazzanti. Fotofotofotofoto. Non la finivano più. Tutti gli altri laureati se ne sono fatte due standard, e poi se ne sono andati. Noi? Ah noi no: i laureati dopo mio cugino hanno avuto il tempo di festeggiare, mangiare confetti, stappare, andarsene e noi eravamo ancora lì. A fare foto di gruppo, sulla scala, poi sull'altra scala, poi con ogni membro del parentame, poi solo lui e famiglia, poi un'altra scala, poi sul prato, poi sotto l'albero, poi ancora...indovinello? Scale! Gli pagheranno una percentuale per le foto sulle scale dell'università probabilmente, altrimenti non si spiega questa fissazione per le dannate scale. Mentre ci spostavamo a passo di formica verso le auto, non appena vedevano una rampa, ci costringevano a sistemarci come manichini sugli scalini. Sono arrivata a temerle... speravo di incontrare un percorso pianeggiante o una ripida salita, invece scale scale scale. E foto foto foto. A un paio sono riuscita a nascondermi. Mi abbassavo in mezzo alla folla, tanto chi se ne accorgeva!
La seduta è durata solo dieci minuti grazie al cielo, e io proprio non so come farò ad affrontarela mia (ammesso e non concesso che un giorno ci arrivi) visto che ero nervosa già per questa e non me ne fregava niente. Domande semplici e pertinenti, voto non alto, ma non credo si aspettasse molto.
Ovviamente abbiamo dovuto sorbirci i coriandoli, gli applausi, gli auguri, i confetti, i fiori, tutto previsto tutto morboso ai limiti della decenza. E poi, quelle che temevo di più: infinite, insulse, chiacchiere. Ho parlato con qualcuno giusto per fare presenza, ma mi sentivo talmente a disagio in quelle vesti non mie, che non credo di essere riuscita a celare espressioni di noia e disgusto e mi sono presto trovata una panchina a guardia del fiorame. Il più possibile isolata.
La mia intelligentissima e coetanea cugina mi invoglia, allora ad "amalgamarmi". Che genio, eh! Però è rappresentativo di cosa ella è: un essere amorfo che si confonde incolore e inodore tra la folla omogenea. E' proprio vero che ciò che una persona è, si manifesta scientemente in ciò che dice.
Avrei voluto rispondere che io, be'... io non mi amalgamo, mai, lo lascio fare a chi non ha una personalità indipendente come lei, a chi agisce leggendo un copione già scritto come lei, a chi è bellamente barboso come lei.
Ma ero così annebbiata dall'obbligo di comportarmi bene e dal disgusto nauseabondo, che mi sono fatta coraggio e mi sono fusa tra parenti e chiacchiere.
Grazie al cielo siamo arrivati all'aperitivo, in una specie di pub dallo stile moderno con sedie tra parenti, candele galleggianti, penombra e salottini improvvidi. Ho scolato due bicchieri di spumante con l'intento manifesto di obnubilare la mia mente e di farmi perdere il più possibile la cognizione dello spazio e del tempo. Ma non era forte per niente, dannazione.
Io ero seduta con mia cugina e le sue amiche che erano lì come sempre in prima linea. Una di queste, e anche il suo ragazzo onnipresente, non sonoi malaccio a dire il vero. Abbiamo parlato del più e del meno e mangiato pizzette e calzoncini, e frittatine, e gnocchini, e arancini, e olive ascolanine, e mozzarelline impanatine, e le sante sante sante sempre consacrate patatine fritte, mentre con un occhio contavo i secondi che lentissimamente scorrevano.
Poi ci sono state le riprese al tavolo e le foto.
Poi c'è stata la pausa sigaretta in cui mia cugina si è esibita nella solita commediucola degli orrori: "Oh io una sigaretta ...eh magari.... ma qui non posso, ci sono i miei... mi vedrebbero...e i parenti....eh beati voi che fumate" e sgallettate del genere per manifestare al mondo la sua pantomima di perfezione, fino al segreto sussurrato nell'orecchio di uno di loro per rendere a tutti noto che la sua vita è interessante e i suoi amici intimi e felici, la adddddorano.
Poi ci sono stati i dolci (buoni buonini e mandorlatosi) e le fottute foto con i dolci.
Poi c'è stata la torta (troppo liquore l'ho lasciata ma mi sono divorata la panna) e le fottute foto con la torta.
Poi ci sono stati i regali (non li ho cagati, mi rompevo) e le fottute foto con i regali.
Poi c'è stata la lettura dei biglietti (idem come sopra) e le fottute foto con i biglietti.
Poi si sono presi il caffè e chissà che non si siano messi in una bella posa plastica con la tazzina di caffè e non si siano fatti le fottute foto anche con la tazzina di caffè. E la caffettiera, magari.
Io leggevo il Messaggero, intanto, e lanciavo maledizioni contro il coglione degli amici di mio cugino che conosco e che non si è neanche degnato di salutarmi. Brutto tamarro impomatato.
Poi mi sono intrattenuta ancora un po' con cugina e amiche e mi sono sciolta d'invidia per loro che stavano progettando il viaggio estivo.
Poi, grazia volle che il parente di mio cugino con cui io avrei dovuto tornare a casa se ne dovesse andare presto. Allelujia! Sono saltata dalla poltroncina, ho corso come un razzo in sala per recuperare la borsa, salutato gli zii, salutato i cugini, salutato gli amici di mia cugina e fuori di lì, come un fulmine.
Aria fresca e via un peso sul cuore. Ero talmente sollevata e felice di essere fuggita prima del tempo previsto che la prospettiva di un viaggio in auto di un'ora e mezza con i due zii di mia cugina, non mi toccava proprio.
E invece, piacevole e imprevista sorpresa: il tipo si è rivelato un uomo intelligente e interessante, una rarità da queste parti. Abbiamo parlato per tutto il viaggio, il tempo è volato e, cosa più importante e sorprendente era d'accordo con tutto quello che dicevo. E chi è d'accordo con me non può che essere un gran signore, senza ombra di dubbio.
Gli ho anche citato uno scrittore e De Andrè e lui ha risposto alle mie citazioni con altre citazioni! Ero in sollucchero. Lo so che basta poco per rendermi felice, ma a me questo poco non capita mai e quando capita me lo godo a 360°. Abbiamo anche toccato la per me spinosa questione dell'università. E lui è stato molto accomodante. La cosa bella è che non ribatteva ferocemente pieno di sè, per imporre la sua critica sottesa (come fa mia zia sempre), ma mi ascoltava attento e si vedeva dallo sguardo che apprezzava ciò che dicevo. Ripeto, un gran signore.
E poi sono arrivata a casa. E c'era Bob Dylan ad attendermi. E meno male la prima è andata.
Cominciamo con la seduta alla quale sono andata senza madre e fratello. Non c'è molto da dire.
Tutto molto tradizionale.
Tutto molto pataccoso.
Tutto molto inutile.
Più, un sacco di foto.
Loro sono fissati con le foto e i video. Foto di routine, in posa, finte e per me fortemente imbarazzanti. Fotofotofotofoto. Non la finivano più. Tutti gli altri laureati se ne sono fatte due standard, e poi se ne sono andati. Noi? Ah noi no: i laureati dopo mio cugino hanno avuto il tempo di festeggiare, mangiare confetti, stappare, andarsene e noi eravamo ancora lì. A fare foto di gruppo, sulla scala, poi sull'altra scala, poi con ogni membro del parentame, poi solo lui e famiglia, poi un'altra scala, poi sul prato, poi sotto l'albero, poi ancora...indovinello? Scale! Gli pagheranno una percentuale per le foto sulle scale dell'università probabilmente, altrimenti non si spiega questa fissazione per le dannate scale. Mentre ci spostavamo a passo di formica verso le auto, non appena vedevano una rampa, ci costringevano a sistemarci come manichini sugli scalini. Sono arrivata a temerle... speravo di incontrare un percorso pianeggiante o una ripida salita, invece scale scale scale. E foto foto foto. A un paio sono riuscita a nascondermi. Mi abbassavo in mezzo alla folla, tanto chi se ne accorgeva!
La seduta è durata solo dieci minuti grazie al cielo, e io proprio non so come farò ad affrontarela mia (ammesso e non concesso che un giorno ci arrivi) visto che ero nervosa già per questa e non me ne fregava niente. Domande semplici e pertinenti, voto non alto, ma non credo si aspettasse molto.
Ovviamente abbiamo dovuto sorbirci i coriandoli, gli applausi, gli auguri, i confetti, i fiori, tutto previsto tutto morboso ai limiti della decenza. E poi, quelle che temevo di più: infinite, insulse, chiacchiere. Ho parlato con qualcuno giusto per fare presenza, ma mi sentivo talmente a disagio in quelle vesti non mie, che non credo di essere riuscita a celare espressioni di noia e disgusto e mi sono presto trovata una panchina a guardia del fiorame. Il più possibile isolata.
La mia intelligentissima e coetanea cugina mi invoglia, allora ad "amalgamarmi". Che genio, eh! Però è rappresentativo di cosa ella è: un essere amorfo che si confonde incolore e inodore tra la folla omogenea. E' proprio vero che ciò che una persona è, si manifesta scientemente in ciò che dice.
Avrei voluto rispondere che io, be'... io non mi amalgamo, mai, lo lascio fare a chi non ha una personalità indipendente come lei, a chi agisce leggendo un copione già scritto come lei, a chi è bellamente barboso come lei.
Ma ero così annebbiata dall'obbligo di comportarmi bene e dal disgusto nauseabondo, che mi sono fatta coraggio e mi sono fusa tra parenti e chiacchiere.
Grazie al cielo siamo arrivati all'aperitivo, in una specie di pub dallo stile moderno con sedie tra parenti, candele galleggianti, penombra e salottini improvvidi. Ho scolato due bicchieri di spumante con l'intento manifesto di obnubilare la mia mente e di farmi perdere il più possibile la cognizione dello spazio e del tempo. Ma non era forte per niente, dannazione.
Io ero seduta con mia cugina e le sue amiche che erano lì come sempre in prima linea. Una di queste, e anche il suo ragazzo onnipresente, non sonoi malaccio a dire il vero. Abbiamo parlato del più e del meno e mangiato pizzette e calzoncini, e frittatine, e gnocchini, e arancini, e olive ascolanine, e mozzarelline impanatine, e le sante sante sante sempre consacrate patatine fritte, mentre con un occhio contavo i secondi che lentissimamente scorrevano.
Poi ci sono state le riprese al tavolo e le foto.
Poi c'è stata la pausa sigaretta in cui mia cugina si è esibita nella solita commediucola degli orrori: "Oh io una sigaretta ...eh magari.... ma qui non posso, ci sono i miei... mi vedrebbero...e i parenti....eh beati voi che fumate" e sgallettate del genere per manifestare al mondo la sua pantomima di perfezione, fino al segreto sussurrato nell'orecchio di uno di loro per rendere a tutti noto che la sua vita è interessante e i suoi amici intimi e felici, la adddddorano.
Poi ci sono stati i dolci (buoni buonini e mandorlatosi) e le fottute foto con i dolci.
Poi c'è stata la torta (troppo liquore l'ho lasciata ma mi sono divorata la panna) e le fottute foto con la torta.
Poi ci sono stati i regali (non li ho cagati, mi rompevo) e le fottute foto con i regali.
Poi c'è stata la lettura dei biglietti (idem come sopra) e le fottute foto con i biglietti.
Poi si sono presi il caffè e chissà che non si siano messi in una bella posa plastica con la tazzina di caffè e non si siano fatti le fottute foto anche con la tazzina di caffè. E la caffettiera, magari.
Io leggevo il Messaggero, intanto, e lanciavo maledizioni contro il coglione degli amici di mio cugino che conosco e che non si è neanche degnato di salutarmi. Brutto tamarro impomatato.
Poi mi sono intrattenuta ancora un po' con cugina e amiche e mi sono sciolta d'invidia per loro che stavano progettando il viaggio estivo.
Poi, grazia volle che il parente di mio cugino con cui io avrei dovuto tornare a casa se ne dovesse andare presto. Allelujia! Sono saltata dalla poltroncina, ho corso come un razzo in sala per recuperare la borsa, salutato gli zii, salutato i cugini, salutato gli amici di mia cugina e fuori di lì, come un fulmine.
Aria fresca e via un peso sul cuore. Ero talmente sollevata e felice di essere fuggita prima del tempo previsto che la prospettiva di un viaggio in auto di un'ora e mezza con i due zii di mia cugina, non mi toccava proprio.
E invece, piacevole e imprevista sorpresa: il tipo si è rivelato un uomo intelligente e interessante, una rarità da queste parti. Abbiamo parlato per tutto il viaggio, il tempo è volato e, cosa più importante e sorprendente era d'accordo con tutto quello che dicevo. E chi è d'accordo con me non può che essere un gran signore, senza ombra di dubbio.
Gli ho anche citato uno scrittore e De Andrè e lui ha risposto alle mie citazioni con altre citazioni! Ero in sollucchero. Lo so che basta poco per rendermi felice, ma a me questo poco non capita mai e quando capita me lo godo a 360°. Abbiamo anche toccato la per me spinosa questione dell'università. E lui è stato molto accomodante. La cosa bella è che non ribatteva ferocemente pieno di sè, per imporre la sua critica sottesa (come fa mia zia sempre), ma mi ascoltava attento e si vedeva dallo sguardo che apprezzava ciò che dicevo. Ripeto, un gran signore.
E poi sono arrivata a casa. E c'era Bob Dylan ad attendermi. E meno male la prima è andata.
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Patatrac aggirato
L'ho fatto.
Imprevedibile responso.
Mi ha tranquillizzata.
Per una serie di ragioni che non sono quelle che temevo e sono molto molto felice e sollevata per questo.
Che succederà?
Che farò?
I don't know. Ma davvero, I don't know.
Bastava solo che qualcuno mi dicesse che posso farcela per farmi stare meglio e rendermi serena.
Nessuno lo aveva fatto. Il che dovrebbe farmi riflettere.
Ovviamente nottata sveglia fino alle 4 del mattino. Come ai vecchi tempi e ora un gran mal di testa a ricordarmelo.
Ma fa parte del gioco.
Imprevedibile responso.
Mi ha tranquillizzata.
Per una serie di ragioni che non sono quelle che temevo e sono molto molto felice e sollevata per questo.
Che succederà?
Che farò?
I don't know. Ma davvero, I don't know.
Bastava solo che qualcuno mi dicesse che posso farcela per farmi stare meglio e rendermi serena.
Nessuno lo aveva fatto. Il che dovrebbe farmi riflettere.
Ovviamente nottata sveglia fino alle 4 del mattino. Come ai vecchi tempi e ora un gran mal di testa a ricordarmelo.
Ma fa parte del gioco.
mercoledì 30 marzo 2011
Desideri imprevisti
Una penna scanner.
L'mmagine di questo post, raffigura una penna scanner. Minimal, bianca, fredda, tecnologica. Esattamente il contrario delle immagini che solitamente costellano i miei post o le mie percezioni visive.
Eppure, questa fredda bacchetta priva di magia alcuna,è esattamente quello che deisidero in questo periodo più di ogni altra cosa.
E basta conoscermi un minimo per capire quanto sia un desiderio inconsueto per i miei standard (che solitamente comprendono torte al gianduia e panna, gelato con miriadi di ciliegine e boschi fatati dai colori fruttati); quanto, fino a qualche mese fa avrei riso di me stessa a crepapelle se avessi anche solo ipotizzato che da lì a qualche tempo, il mio più grande desiderio sarebbe stato quello di possdere un aggeggio per il computer, potenzialmente utile, ma alla lunga inservibile.
E' che trascrivere pagine e pagine di libroni di filosofia per la tesi non è solo sfiancante, ma lungo e irritante e scoraggiante e palesemente inutile.
Solo che costa un occhio, molto più di quanto possa permettermi, molto molto più di quanto contenga ora il mio bel portafogli di jeans pagliuzzato d'oro, molto molto molto di più di quanto posso anche solo immaginare di possedere da qui ai prossimi mesi. Quindi niente. Dovrò farne a meno.
Speriamo almeno di riuscire a combinare qualcosa. Solo oggi sono riuscita a riprendere in mano i libri della tesi e a scribacchiare un po'. E' poco, ma è anche meglio di niente.
L'mmagine di questo post, raffigura una penna scanner. Minimal, bianca, fredda, tecnologica. Esattamente il contrario delle immagini che solitamente costellano i miei post o le mie percezioni visive.
Eppure, questa fredda bacchetta priva di magia alcuna,è esattamente quello che deisidero in questo periodo più di ogni altra cosa.
E basta conoscermi un minimo per capire quanto sia un desiderio inconsueto per i miei standard (che solitamente comprendono torte al gianduia e panna, gelato con miriadi di ciliegine e boschi fatati dai colori fruttati); quanto, fino a qualche mese fa avrei riso di me stessa a crepapelle se avessi anche solo ipotizzato che da lì a qualche tempo, il mio più grande desiderio sarebbe stato quello di possdere un aggeggio per il computer, potenzialmente utile, ma alla lunga inservibile.
E' che trascrivere pagine e pagine di libroni di filosofia per la tesi non è solo sfiancante, ma lungo e irritante e scoraggiante e palesemente inutile.
Solo che costa un occhio, molto più di quanto possa permettermi, molto molto più di quanto contenga ora il mio bel portafogli di jeans pagliuzzato d'oro, molto molto molto di più di quanto posso anche solo immaginare di possedere da qui ai prossimi mesi. Quindi niente. Dovrò farne a meno.
Speriamo almeno di riuscire a combinare qualcosa. Solo oggi sono riuscita a riprendere in mano i libri della tesi e a scribacchiare un po'. E' poco, ma è anche meglio di niente.
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università del terrore,
Verità incontrovertibili
sabato 19 marzo 2011
E la settimana prossima la laurea del cugino! Evviva evviva!
Giusto giusto per restare in tema parenti serpenti.
Sta per laurearsi il figlio della matriarca e come per la sorella maggiore grandi festeggiamenti sono previsti:
- Seduta di laurea con tanto di parenti e mazzi di fiori;
- A seguire banchetto di augurio;
- Festicciola a casa;
- Sabato sera tutti al ristorante!;
- Consegna e spacco regali pubblico;
- E chissà quale altra celebrazione destinata ad amici a cui sono contenta di non dover presenziare.
Quanto al resto, la mia presenza è data per scontata. Di certo mi tocca la seduta di laura, perché mia madre e mio fratello non possono andarci. Volevo quantomeno risparmiarmi il ristorante questa volta. Ma se mio fratello e mia madre hanno ottime scuse per potersi defilare, queste a me non sono concesse. Tutti sanno che non ho orari, che non esco il sabato sera (per la cena al ristorante) e che quindi sono disponibilissima per unirmi ai festeggiamenti. E, si presuppone, ben lieta di farlo. O forse si presuppone che mi umili, ma che devo farlo. Un po' e un po' mi sa. Una mia mancata presenza, verrebbe comunque vissuta (o solo così recitata io temo) come egoistica e ingiustificata.
Chissene sbatte della tal cosa? Nessuno, of course. E non sono infatti sicura che andrò al ristorante. Trovo quasi stuzzicante l’idea di generare un’impasse nel loro giusto percorso di festeggiamento: “Oh non è venuta…mamma lei che doveva fare di tanto importante, poteva passare una serata con noi!” Poi sarei giustamente dimenticata.
Però penso anche (che incredibile lavorio si svolge nella mia mente! Al confronto quella di Einstein sembra una tangenziale domenica mattina!): sarebbe un ennesimo sabato passato in casa a non fare assolutamente niente. Almeno lì ho qualcosa da guardare e commentare e sminuzzare e immagazzinare e passare al microscopio e deridere e sorprendermi di quanto possa la gente essere conformista stupida e banale.
Niente giudizi, please. Mi annoio ok? Devo pur fare qualcosa e in mancanza di valide alternative una si aggrappa a tutto. Devio la monotonia del percorso delle mie giornate. Chi può permettersi di castigarmi per questo?
Le domande sulla mia laurea e le occhiate di sottecchi per gustare le mie reazioni me le aspetto già alla seduta, non possono essere peggiori al ristorante. Anche se in effetti non ci saranno proprio tutti i parenti alla seduta…. Oh chi cavolo se ne sbatte di loro?! Vorrà dire che nei prossimi giorni, oltre a scegliere la mise meno banale da indossare, inventerò delle risposte adeguate a domande scontate. Taglienti devono essere. O criptiche. Meglio criptiche. Così, potranno soffermarsi a parlarne nei giorni successivi, e l'evento riecheggerà negli annali più a lungo. Inoltre in questo modo, non solo colorerò le loro esistenze che paragonate ai miei fallimenti sembreranno brillare di luce propria e sfolgorante alimentando quindi una fiducia in se stessi che non si aspettavano di trovare in una fonte così inattesa come me, ma darò adito a focolai di conversazione che altrimenti non nascerebbero. Ecco finalmente che il mio corso di laurea trova la sua utilità e la sua ragione d’essere!
Che poi per me sarà anche e soprattutto una vera noia e una santa tortura, è indubbio. Me la merito. Immagino. E’ qualcosa come il giudizio divino che si attua o che so io. Non se la meriterebbe mia madre, ma d’altronde ella non merita neanche una figlia come me, quindi…
Inoltre mi trovo a dover sfasare anche proponimenti che avevo tenacemente messo in atto. Prima su tutti la decisione di non leggere se non dopo la laurea, ma come posso stare ore ad ascoltare di tesi in economia di cui mene frega quanto della vita delle coccinelle? Oddio magari la vita delle coccinelle è avvincente a confronto che ne so io…
Devo portarmi un libro. Magari non lo aprirò, ma devo avere qualcosa con cui estraniarmi, con cui evadere, scappare se le cose dovessero mettersi troppo male per me... Mi serve il portale delle parole, che non uso da un po' a dire il vero. Funzionerà ancora? Sennò picche.
Sarà una lunga e tediante giornata. In più il viaggio di ritorno sarà con qualcuno di loro, e sarà anch'esso lungo lungo e tediante tediante, contribuendo così a rendere sempre più lungo e sempre più tediante la giornata già di per sè lunga e tediante. Vorrei avere qualcuno da poter chiamare alla fine del tutto, o durante o prima o perennemente. Che mi aiuti. Che mi guidi. Che mi salvi. Che mi protegga. Ma non ce l'ho.
Che siano gli dei allora, a proteggermi.
venerdì 18 marzo 2011
Odio vivifico 2, ovvero il giudizio sempiterno del parentado
2) i miei parenti che per buone ragioni o pessimi proponimenti hanno sempre finito per umiliarmi;
Non credo di essere l'unica ad avere subito disagi di qualsivoglia tipo da famiglia e parenti e dico ciò con dispiacere perchè mi piace da matti considerare me stessa diversa, speciale anche solo per le angustie subite. Poter quindi immedesimare la parte dell'incompresa ribelle che si rifugia nell'indifferenza e usa dardi di sarcasmo per controbattere critiche e mancanza di consensi.
Armi necessarie sarcasmo e indifferenza, ma non bastevoli quando devi continuamente rendere conto e se non rendi conto è peggio che se ne rendi. E la gente che non sa, la gente che non conosce e non capisce ti dice di ignorarli, ma non si può. Certo è la soluzione giusta. La gente che non sa ti sa dare ottimi consigli di solito. Ma è una soluzione irrealizzabile se i parenti sono parte costante della tua vita e della tua famiglia.
Tu puoi provarci e ci tenti perchè hai bisogno di sapere che un modo per zittirli deve esserci. Ti serve saperlo. Ma poi lo fai e ti rendi conto che è inutile.
Ho passato anni a dire a me stessa che non è colpa loro se io sono diversa e loro non lo capiscono, che non usano cattiveria nel stare continuamente a soppesare e giudicare ogni mia mossa e soprattutto, non mossa , nell'umiliarmi e ....io non ho le parole per spiegare come mi fanno sentire ok? Non lo so.
Mi hanno fatto stare male e li odio per questo, per tutto quello che mi hanno fatto passare in questi anni. Posso sentirmi in colpa perchè li odio e sì... mi sento dannatamente in colpa per questo ma li odio ...ed è patetico che continui a non ammetterlo solo per sperare di essere qualcosa di meglio di quanto non sia in realtà. Non sono niente di meglio e ogni persona che ho conosciuto me lo ha confermato con l'atteggiamento che ha usato nei miei confronti, ogni aspetto della mia vita è un lampante esempio di quanto non sia una persona neanche lontanamente decente.
Assodato ciò tutto il resto viene da sè.
Che cazzate sto scrivendo.... Sto solo girando intorno alla questione perchè in realtà non voglio trattarla se non in schietti termini.
Odio i miei zii materni perchè so che loro provano affetto per me, ma in realtà non sono io, Dafne, la ragazza per cui provano affetto. Non mi conoscono neanche. Loro si sono sempre aspettati che io facessi la cosa giusta, ma non hanno mai saputo cosa è giusto per me. Sono un'egoista del cazzo a pensare che la situazione in cui mi trovo sia il risultato di scelte impostemi dagli altri, della merda in cui sono stata spinta, della fiducia che nessuno mi ha dato, dell'affetto che per meritarmi ogni volta chissà che devo fare perchè nessuno me lo ha mai dato gratuitamente, non quello vero e sincero almeno, un affetto che fosse solo mio, dedicato a me, suscitato da me, e non da qualcuno che è figlia o nipote, che sia dedicato a me e non a chi è buona ora perchè vi intrattiene e non è più buona quando non sta abbastanza bene per essere allegra e frizzante. Egoistico o meno, questo penso e non posso, non voglio più, fare finta di non pensarlo.
Non ho voglia di parlare neanche dei parenti paterni. Pensano che tutti devono essere come loro, pensare come loro, agire come loro... insomma il peggiore degli atteggiamenti mentali, il più infino e triviale dei modi di essere. E io, che a proprio non sono così, sono stata passata sotto il loro giudizio...ma non è solo il giudizio, dannazione.... non riesco a spiegarmi oggi. L'unico è fare un esempio.
In quella fatidica giornata che ho trascorso, qualche settimana fa con quella mia zia che incarna il capostipite matriarcale dei parenti paterni (e di cui non ho ancora scritto perchè mi viene la nausea al solo ricordo), dopo una mattinata di noiose commissioni e discorsi con vecchie di turno sul punto a croce e punto mattino e punto giorno o come cavolo si chiamano i ricami che fanno (credo di aver desiderato una pistola per la prima volta in vita mia, il che la dice lunga su quanto incidano le persone che ci circondano nelle scelte estreme...), questa ha passato tre ore a sentenziare sulla vita degli altri. Le seguenti due ore sono trascorse nel paragonare le loro famiglie-scelte-vita alla sua di vita-scelte-famiglie, e ne è uscito che la sua è retta e giusta e amorevole e calda al confronto dell'ambiguo materialismo altrui. Mezz'ora è stata dedicata agli ex fidanzati di mia cugina e all'attuale ragazza di mio cugino, a quanto loro siano imperfetti per i suoi figli, in quanto non agiscono come farebbe lei e quindi come lei si aspetta.
Infine, finalmente, l'ora restante prima dell'arrivo dei figlio, è stata dedicata a me, come temevo e mi aspettavo, al fatto che io sono così, che sto in casa, che non partecipo alla vita di paese come loro fanno, che "non sono mai stata propositiva", che devo lasciare l'università visto che non riesco a finire e andare via, che mi la vita è breve e devo trovare qualcuno, tipo un uomo ("e tu ancora niente?"). Ovviamente evito di commentare perchè si commenta da solo. Mi sembra di sprecare parole inutilmente.
Il tutto nel tono propositivo e dolcificato, quasi affettuoso della zia preoccupata. Il brutto con lei è che - sia effettivamente così o pervenga così a me perchè sono oramai prevenuta e mi aspetto questi atteggiamenti da lei, non lo so giudicare - non manca mai di aggiungere seppur in tono dolcigno, seppur fingendo premura, un'accusa nei tuoi riguardi inappellabile.
"E' così con lei, è trattata male dal marito ma lei se l'è voluta"
"Sei bloccata in questa situazione all'università, ma sei statica non reagisci"
"Tua madre e tuo padre? Storia sfortunata, bella stodia d'amore? Sì, ma tuo padre aveva lasciato tua madre, poi ha fatto la cosa giusta"
Roba del genere e tralasciamo l'ultima frase... l'ha detta per qualche ragione lei non dice mai nulla a caso. O forse era solo un altro modo per glorificare la sua di storia perchè prima mi aveva fatto due palle così su lei e zio.
Questo post è confuso e inutile e senza senso e mal scritto. Tanto quanto la mia famiglia. Non ho intenzione di rigovernarlo.
Non credo di essere l'unica ad avere subito disagi di qualsivoglia tipo da famiglia e parenti e dico ciò con dispiacere perchè mi piace da matti considerare me stessa diversa, speciale anche solo per le angustie subite. Poter quindi immedesimare la parte dell'incompresa ribelle che si rifugia nell'indifferenza e usa dardi di sarcasmo per controbattere critiche e mancanza di consensi.
Armi necessarie sarcasmo e indifferenza, ma non bastevoli quando devi continuamente rendere conto e se non rendi conto è peggio che se ne rendi. E la gente che non sa, la gente che non conosce e non capisce ti dice di ignorarli, ma non si può. Certo è la soluzione giusta. La gente che non sa ti sa dare ottimi consigli di solito. Ma è una soluzione irrealizzabile se i parenti sono parte costante della tua vita e della tua famiglia.
Tu puoi provarci e ci tenti perchè hai bisogno di sapere che un modo per zittirli deve esserci. Ti serve saperlo. Ma poi lo fai e ti rendi conto che è inutile.
Ho passato anni a dire a me stessa che non è colpa loro se io sono diversa e loro non lo capiscono, che non usano cattiveria nel stare continuamente a soppesare e giudicare ogni mia mossa e soprattutto, non mossa , nell'umiliarmi e ....io non ho le parole per spiegare come mi fanno sentire ok? Non lo so.
Mi hanno fatto stare male e li odio per questo, per tutto quello che mi hanno fatto passare in questi anni. Posso sentirmi in colpa perchè li odio e sì... mi sento dannatamente in colpa per questo ma li odio ...ed è patetico che continui a non ammetterlo solo per sperare di essere qualcosa di meglio di quanto non sia in realtà. Non sono niente di meglio e ogni persona che ho conosciuto me lo ha confermato con l'atteggiamento che ha usato nei miei confronti, ogni aspetto della mia vita è un lampante esempio di quanto non sia una persona neanche lontanamente decente.
Assodato ciò tutto il resto viene da sè.
Che cazzate sto scrivendo.... Sto solo girando intorno alla questione perchè in realtà non voglio trattarla se non in schietti termini.
Odio i miei zii materni perchè so che loro provano affetto per me, ma in realtà non sono io, Dafne, la ragazza per cui provano affetto. Non mi conoscono neanche. Loro si sono sempre aspettati che io facessi la cosa giusta, ma non hanno mai saputo cosa è giusto per me. Sono un'egoista del cazzo a pensare che la situazione in cui mi trovo sia il risultato di scelte impostemi dagli altri, della merda in cui sono stata spinta, della fiducia che nessuno mi ha dato, dell'affetto che per meritarmi ogni volta chissà che devo fare perchè nessuno me lo ha mai dato gratuitamente, non quello vero e sincero almeno, un affetto che fosse solo mio, dedicato a me, suscitato da me, e non da qualcuno che è figlia o nipote, che sia dedicato a me e non a chi è buona ora perchè vi intrattiene e non è più buona quando non sta abbastanza bene per essere allegra e frizzante. Egoistico o meno, questo penso e non posso, non voglio più, fare finta di non pensarlo.
Non ho voglia di parlare neanche dei parenti paterni. Pensano che tutti devono essere come loro, pensare come loro, agire come loro... insomma il peggiore degli atteggiamenti mentali, il più infino e triviale dei modi di essere. E io, che a proprio non sono così, sono stata passata sotto il loro giudizio...ma non è solo il giudizio, dannazione.... non riesco a spiegarmi oggi. L'unico è fare un esempio.
In quella fatidica giornata che ho trascorso, qualche settimana fa con quella mia zia che incarna il capostipite matriarcale dei parenti paterni (e di cui non ho ancora scritto perchè mi viene la nausea al solo ricordo), dopo una mattinata di noiose commissioni e discorsi con vecchie di turno sul punto a croce e punto mattino e punto giorno o come cavolo si chiamano i ricami che fanno (credo di aver desiderato una pistola per la prima volta in vita mia, il che la dice lunga su quanto incidano le persone che ci circondano nelle scelte estreme...), questa ha passato tre ore a sentenziare sulla vita degli altri. Le seguenti due ore sono trascorse nel paragonare le loro famiglie-scelte-vita alla sua di vita-scelte-famiglie, e ne è uscito che la sua è retta e giusta e amorevole e calda al confronto dell'ambiguo materialismo altrui. Mezz'ora è stata dedicata agli ex fidanzati di mia cugina e all'attuale ragazza di mio cugino, a quanto loro siano imperfetti per i suoi figli, in quanto non agiscono come farebbe lei e quindi come lei si aspetta.
Infine, finalmente, l'ora restante prima dell'arrivo dei figlio, è stata dedicata a me, come temevo e mi aspettavo, al fatto che io sono così, che sto in casa, che non partecipo alla vita di paese come loro fanno, che "non sono mai stata propositiva", che devo lasciare l'università visto che non riesco a finire e andare via, che mi la vita è breve e devo trovare qualcuno, tipo un uomo ("e tu ancora niente?"). Ovviamente evito di commentare perchè si commenta da solo. Mi sembra di sprecare parole inutilmente.
Il tutto nel tono propositivo e dolcificato, quasi affettuoso della zia preoccupata. Il brutto con lei è che - sia effettivamente così o pervenga così a me perchè sono oramai prevenuta e mi aspetto questi atteggiamenti da lei, non lo so giudicare - non manca mai di aggiungere seppur in tono dolcigno, seppur fingendo premura, un'accusa nei tuoi riguardi inappellabile.
"E' così con lei, è trattata male dal marito ma lei se l'è voluta"
"Sei bloccata in questa situazione all'università, ma sei statica non reagisci"
"Tua madre e tuo padre? Storia sfortunata, bella stodia d'amore? Sì, ma tuo padre aveva lasciato tua madre, poi ha fatto la cosa giusta"
Roba del genere e tralasciamo l'ultima frase... l'ha detta per qualche ragione lei non dice mai nulla a caso. O forse era solo un altro modo per glorificare la sua di storia perchè prima mi aveva fatto due palle così su lei e zio.
Questo post è confuso e inutile e senza senso e mal scritto. Tanto quanto la mia famiglia. Non ho intenzione di rigovernarlo.
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E' che non ho neanche la testa per leggere.
O è solo l'inconscio timore che se prendessi un libro in questo periodo, mi rammenterebbe immediatamente quanto sia benefica la lettura per me e smetta di studiare del tutto.
Non leggerò nessuno libro che non sia di studio, fin dopo la laurea.
O è solo l'inconscio timore che se prendessi un libro in questo periodo, mi rammenterebbe immediatamente quanto sia benefica la lettura per me e smetta di studiare del tutto.
Non leggerò nessuno libro che non sia di studio, fin dopo la laurea.
mercoledì 16 marzo 2011
Odio vivifico 4, ovvero Università del cazzo
Partiamo dal punto 4 perchè ce l'ho ancora fresco fresco sul gargarozzo e non va nè su nè giù neanche a pagarlo oro e in più sono in fase linguaggio scurrile, un bel po' di imprecazioni alla "marinaio in licenza" non possono che essere catartiche:
4) l’università della Calabria che ha infossato le mie speranze davanti alla mano irta e inalienabile della cultura.
Mi ha rovinato la vita quest' Università del cazzo. O forseme la sono rovinata io tramite lei. O forse me la sarei rovinata anche senza Università del cazzo. Com'è come non è, qui è tutto una vera merda. E ancora più merda deriva dal fatto che nessuno se ne accorge, ma sono tutti belli belli contenti di annasparci, nella merda. Non sapendolo? Sapendolo e fregandosene in nome di un bene superiore? Ma che ne so....
So solo che li odio.
Non riesco a laurearmi e senza dubbio la causa del tutto sono io non sto mica cercando di alleggerirmi il carico, no no. Sta lì ben piantato sul gobbone dove lo avevamo lasciato l'ultima volta. Nonostante ciò il mio corso fa cagare e non me ne sbatte una beneamata minchia del 90% della cazzate che mi hanno fatto inculcare.
Ma non voglio passare il tempo a sciorinare le solite lagne su come sono ancora, a quasi 28 anni, bloccata in questi liquami.
Mi limiterò ad avallare mozioni a sostegno della mia tesi sulla merdosità dei quest' Università, e ovviamente a sostegno della mia perdizione, del mio ritardo negli studi, della mia inadeguatezza a essa, delle mie ragioni.
E lo farò perchè gettare fiele mi ringalluzzisce e mi compensa di una miserrima parte della sofferenza passata, presente e futura. E lo farò perchè questo è il mio fottuto blog e io riempirò d'acqua il mio mulino quanto e come mi pare. Se non vi sta bene, cambiate blog, chissene sbatte.
Mozione n.1:
sono tutti degli incompetenti e spillasoldi qui. Ricapitolando il fattaccio: un libro difficile da trovare perchè fuori catalogo era in biblioteca, ma scomparve dopo un mio battibecco con la malafarina, bibliotecaria stizzita e bruttarella che pare non abbia apprezzato le mie ragioni e il mio sarcasmo nel declamarle.
Piccolo appunto: mai più discutere con chi ha il potere di complicarti la vita. E lo ha fatto la malafarina, eccome. Non che abbia la certezza matematica, ma tutte le altre certezze ce lo ho. Altrimenti non riesco a spiegarmi davvero come un libro che un'ora prima era lì, sparisca senza che nessuno sappia che fine abbia fatto e non si ritrovi più. Allora prenoto il libro col prestito interbibliotecario e mi arriva dopo due mesi e mezzo impedendomi di dare almeno il modulo A dell'esame che mi manca nella sessione di febbraio e gettandomi in uno stato di disperazione totale perchè devo dare due esami e fare la tesi entro giugno e sono in mare altissimo anche perchè come mi metto a studiare mi sento soffocare e non riesco a fare niente. Ma anche questa, altra storia, altra lagna destinata ad altri lochi.
Dicevo che 'sto libro della malora me lo hanno fatto pagare nove euro per poterlo tenere solo quattro giorni visto che la responsabile del prestito interbibliotecario mi ha avvertito in ritardo del suo arrivo. Se inoltre vi sommiamo i soldi spesi per fare le fotocopie e per i biglietti dell'autobus per andare a prenderlo e restituirlo, arriviamo alla modica cifra di 28 euro. Ovvero: me ne sarei comprata tre di questi libri. Affanculo il prestito interbibliotecario. Non vogliano gli dei che debba ancora usarlo.
Mozione n.2:
ero nervosa come non mai mentre mi aggiravo per quella stupida Università, con un sole incomprensibile e 26 gradi a sbattermi sulla nuca, affamata e incazzata nera e cosa mi tocca sentire, da chiunque mi sfiori, da chiunque mi passi davanti, di lato, di dietro: solo cazzate, inutili accozzaglie di parole che irritano talmente tanto, ma talmente tanto le mie orecchie da farmi desiderare due spilloni per forarmi i timpani pur di non sentirle.
Ripensandoci a mente fredda, tutto questo non mi spiace del tutto perchè mi dà l'insperata opportunità di sentirmi fiera di non essere come loro e risponde al mio ancestrale quesito: perchè non riesco a stare bene con gli altri e a essere parte dell'umanità che mi circonda.
Perchè gli altri sono scemi. Perchè l'umanità che mi circonda mi annoia da morire. Perchè, che cazzo, mi irrita solo ascoltare di striscio quello che hanno da dire, figurarsi se dovessi intrattenermi con loro più di 5 minuti. Morirei.
D'altro canto mi spiace perchè questo conferma la mia diversità e che non sono riuscita a trovare nessuno che sia degno di essere frequentato e questo rende di conseguenza me infrequentabile. E io sono sola. Anche all'università, come altrove.
Be' comunque, a scanso di equivoci, riporto qualcuno di questi scampoli:
- "Oh ma dddddaiiii! L'anno scorso mi sono portata il libro per studiare a mare tanto che dovevo studiare così sono andata alla grande agli esami! Ma amooooo il mare e non rinuncerei ad andarvi per niente al mondo. E il libro mi è caduto in acqua!!!" [qui seguono risate chiocce del codazzo di colleghe];
- "Quello ti ha guardata" - "Ma no, dai. Tu dici che mi ha guardata? No perchè io non ne sono sicura" - "Ma sìììì, che sguardo ti ha lanciato (e qui un tocco di classe e intelligenza insperato che l'ha illuminata di giusta fierezza ndr): magnetico" - "ihihih" - "ghugghuggghuhhuuu".
- "Sì mi sono specializzata e ora devo entrare peffffffforza nel dottorato, ma non so se ci riesco. Tu dici che ce la farò di certo?...Be' sì dai penso anche io con i miei voti e il proffff...";
- Basta... mi viene da vomitare al solo ricordarle. Ora datemi torto se mi sono andata a rintanare in un cubo desolato a mangiare Mars e scarabocchiare frasi nefande sulle mura... Quale essere sano di mente non andrebbe a rintanarsi e mangiare Mars scrivendo frasi nefande sulle mura dopo aver sopportato questo?! Avanti? Chi?
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