"E se invece fossi una dea, ma non sai di esserlo?"
"Se riuscissi a suonare come i Rolling Stones e a cantare come Barbra Streisand, sarei una dea di sicuro"
"Secondo me sei una dea, è solo che ti serve che arrivi un dio per dirtelo"
"E come ci capita un dio qua?"
"Chiamalo"
"Prego malissimo"
"La preghiera non attira dei, ma allocchi. Devi rabbuiarti. Magari fatti venire qualche bel tormento e vedi ti trova subito subito. Ce l'hai un bel tormento?"
"Ma certo! Non sia mai che ci facciamo mancare i tormenti qui! Tutto il resto manca, ma i tormenti..."
"Perfetto. Vedrai che arriva. Un dio non può resistere a una donna con un bel tormento".
Blog senza censure. Metto a nudo me stessa come se un Grande fratello tenesse puntate le sue telecamere nella mia anima ribelle, punk e borderline. Scriverò ogni dettaglio, più o meno sordido che sia, della mia vita che odora di libri, salsedine, peonie e torta al cioccolato, dove caos e autodistruzione lottano contro la morale dei benpensanti e dove fioriscono universi alternativi sotto un cielo di lamponi. Mi svendo raccontandolo, che interessi a qualcuno o no. And fuck everything else.
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domenica 26 agosto 2012
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lunedì 6 agosto 2012
Credi che l'alba sia lì per te?
"Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è"
- Afterhours, Quello che non c'è
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è"
- Afterhours, Quello che non c'è
Credete davvero che quello che siete sia merito vostro?
La capacità di costruire un rapporto sentimentale, di avere successo negli studi, di costruire una carriera, di mettere al mondo dei figli, di viaggiare e vivere avventure straaaaafighe, di avere avuto mille amori, di avere centinaia di amici, di vincere medaglie alle olimpiadi, di avere talento musicale, di parlare 7 lingue, di giocare bene a pinball, di essere amati, di essere modelli di Dolce&Gabbana, di avere una dannata vita e di riuscire a viverla da essere giusto e felicissimo di essere al mondo?
Davvero ci credete? Credete che sia tutto merito della vostra sudatissima fatica? Del vostro essere speciali? Davvero credete che l'alba è lì per voi?
Allora siete dei patetici, deprecabili illusi.
Voi siete solo quello che i vostri genitori vi hanno fatto diventare.
Non c'è merito (e di conseguenza demerito) in quel siete.
Siete la lobotomia a cui la vostra storia vi ha sottoposto.
Siete il risultato dellla vostra fortuna.
O sfortuna.
domenica 19 febbraio 2012
E' l'orario dei demoni
Il punto è che, ci piaccia o no, siamo ciò che gli altri vedono in noi.
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mercoledì 28 settembre 2011
Comunione di intenti
Ma tutto il fottuto mondo è gravido?
Come pecore, che sfornano agnelli per il banchetto pasquale...
Come pecore, che sfornano agnelli per il banchetto pasquale...
mercoledì 31 agosto 2011
Il cambiamento comincia da un numero
E dopo più di dieci anni ho cambiato il mio numero di cellulare. E ora sto qui a rimuginare sulla portata degli eventi che mi hanno spianto a farlo.... Che sia il principio di un cambiamento reale?
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La differenza si vede quando c'è
In questi due mesi di lavoro mi sono sucesse molte cose, ho attaversato talmente tanti stati d'animo, alcuni addirittura inediti, che potrei scriverci su un decalogo completo di questi comprensivo di misure di gestione per ognuno di essi.
Non farò niente di tutto questo. Ma una cosa la voglio dire. Su tre sedi in cui ho lavorato in due mi sono trovata benissimo, non in quella del mio paese. Tranne che per tre o quattro di loro che sono persone bellissime che spero di risentire, gli altri sono degli emeriti coglioni. Ripeto: emeriti coglioni. E stupidi.
Ricordo come cercassi di stabilire un legae,di arlare di spiegarmi di ESSERE e come loro a malapena ti rispondevano, per non considerare quelli che ti guardavano come fossi caduta dalla luna e fossi una inutile palla al piede. Ripeto solo poche di queste persone mi hanno lasciato qualcosa e non ho intenzione di perderle. Gli altri si fottano.
Nonostante tutte le scomodità che lavorare fuori sede mi ha comportato, sono felice che mi abbiano trasferita perchè ho potuto conoscere bella gente che mi ha arricchito e fatta crescere in tutti i sensi.
Ed è indicativo che tra tutta questa bella gente, del mio paese ce ne sarà al massimo una. Molto indicativo...
Non farò niente di tutto questo. Ma una cosa la voglio dire. Su tre sedi in cui ho lavorato in due mi sono trovata benissimo, non in quella del mio paese. Tranne che per tre o quattro di loro che sono persone bellissime che spero di risentire, gli altri sono degli emeriti coglioni. Ripeto: emeriti coglioni. E stupidi.
Ricordo come cercassi di stabilire un legae,di arlare di spiegarmi di ESSERE e come loro a malapena ti rispondevano, per non considerare quelli che ti guardavano come fossi caduta dalla luna e fossi una inutile palla al piede. Ripeto solo poche di queste persone mi hanno lasciato qualcosa e non ho intenzione di perderle. Gli altri si fottano.
Nonostante tutte le scomodità che lavorare fuori sede mi ha comportato, sono felice che mi abbiano trasferita perchè ho potuto conoscere bella gente che mi ha arricchito e fatta crescere in tutti i sensi.
Ed è indicativo che tra tutta questa bella gente, del mio paese ce ne sarà al massimo una. Molto indicativo...
domenica 21 agosto 2011
Ancora sul Papa e sulla sua effettiva utilità su questo pianeta
" Meglio un santo morto che un coglione vivo." [cit.]
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domenica 31 luglio 2011
Attenti alle idi di luglio
Sabato 30 luglio, potete anche non credermi, ma è da sempre un giorno infausto. Invece di arricciare il naso, o impegnarvi a essere incorporei e inesistenti, si' voi che leggete, dovreste listare a nero questo giorno sul vostro calendario, o selezionare una suoneria-allarme sul vostro cell che si attivi tra un anno e vi ricordi di andarci piano, perchè è il 30 luglio.
La ragione astrale di cotanta sfiga concentrata in queste 24 ore mi sfugge, ma si sa, io di astralismo non me ne occupo.
Posso però concedere la mia esperienza alle masse affinchè ne traggano il maggior beneficio possibile. Un po' come la fedeltà di quei martiri le cui storie riverberano nelle novene cattoliche, complete delle atroci torture da essi tenacemente subite e narrate fin nei dettagli più torbidi, quanto più sadicamente possibile. Si trastullano i cattolici nel leggere di gente sgozzata. Più atrocemente sono crepati questi poveracci, più loro si sentono spinti a pregarli e a cantarne la gloria sempiterna. E' una cosa che dà da pensare...
Ecco io sono un martire della sfiga del 30 luglio e mi sacrifico affinchè i fedeli possano godere dei benefici che codesta conoscenza conferisce loro e onorarmi baciando le mie reliquie. E non preciso quale recisa parte del mio corpo e fluido corporale annesso rappresenterebbero le mie reliqie, che è meglio.
Per farla breve, perchè ho sonno, ieri sono stata costretta a salire in quel di Arcavacata per restituire in biblioteca un cavolo di libro che non sono riuscita a rinnovare via internet perchè un minchione non meglio precisato, lo ha prenotato. Ora, chi diavolo prenota un libro di poesie per l'estate? Nessuno solitamente tant'è vero che questa beneamata silloge era intonsa da chissà quanti secoli, a dormire industurbata in biblioteca, prima che me ne appropriassi. Ma a chi non poteva fare altro che andare storto? A me!!!! Che domande!
Perchè mister "ehi-guarda-che-non-leggi-solo-tu-in-tutta-l'-unical" ha deciso di materializzarsi proprio adesso e richiedere la copia in prestito. Se scopro chi è lo ammazzo. O la ammazzo, ma il mio intuito femminile-influenzato abbondantemente dalla mia latente libido insoddisfatta, credo- tende a visualizzarlo più come un lui che non come una lei. Un lui che legge poesie di poeti ribelli spagnoli? Chi è? Un dio? Conoscendo la media del MaschioUnical, è più probabile che sia Hulk che cerca di attirare una qualche falena in gabbia. Magari sono io la falena chissà... La mia vita riverberrebbe di interesse non indifferente in questo caso, ma sarei costretta a non ucciderlo. E visto che mi ha creato un bel po' di problemi non so proprio se mi va. Rinuncio quindi volentieri alla prospettiva di un'intrigante caccia alla femmina (IO) tramite libro di poesie spagnole da parte di un atipico MaschioUnical altrimenti detto "Hulk", che vuol stritolarmi come una falena dopo avermi ingabbiata, e lo ammazzo. E non ne parliamo più.
Dunque mi armo di pazienza e spreco la mia mattinata libera per salire all'Università col caldo asfissiante, l'autobus semivuoto e la prospettiva quantomai certa di un ingorgo stradale da ultimo week end di luglio sulla Salerno- Reggio Calabria.
Università vuota. Non pressochè vuota o circa-perlomeno-quasi vuota. Vuota vuota. Silenzio d'ovatta, vento che fischia attraverso gli intersizi delle ringhere. C'ero stata altri sabati, con poca gente a godermi l'università tutta per me, ma mai l'ultimo sabato di luglio. "Tutta per me" è diventata un'espressione talmente letterale da farmi paura. Potevo vedere tutta la lunghezza del ponte davanti e dietro di me. Non c'era nessuno! Nè nei cubi nè altrove. E ho avuto paura perchè quando non ci sono studenti e insegnanti e gente con fiori in mano come andassero in un cimitero, l'università diventa dimora di branchi di cani selvaggi, corvi graccianti e altri imprecisati uccelli che si alzano in stormo non appena sentono un rumore, topi con pifferai e quant'altro. Mi sono dunque fiondata verso la biblioteca tra il terrore di essere violentata o sbranata da una muta di cani rabbiosi o uccisa da Il Corvo redivivo, e l'atroce dubbio che, visto che di anima umana non vi era ombra, magari anche la biblioteca era stata invasa da fauna suburbana o peggio. E il peggio sarebbe se fosse stata "chiusa". Perchè qualora fosse stata chiusa sarei dovuta risalire a Cosenza e non ho tempo e in più la mora sarebbe incrementata.
E siccome è il 30 luglio sbataboom: bibioteca chiusa e un misero annuncio ad avvertire i fantasmi che sarebbe stata aperta fino a fine luglio tutto il giorno tranne il sabato solo mezza giornta. Una speranza ha brillato fievolissima, finchè non noto una postilla minuscola che avverte: "tutti i sabati di luglio mezza giornta TRANNE sabato 30 luglio". Ecc'appunto.
Mattinata sprecata, biglietto sprecato e in più non ho neanche potuto soddisfare le mie rinate necessità letterarie e prendere nuovi libri dalla biblio come pregustavo.
Ho gironzolato per negozi aspettando mezzogiorno, mi sono sparata un bignè alla crema e lampne, ho comprato un regalo e mi sono imbarcata rischiando di arrivare tardi a lavoro perchè ovviamete l'autostrada era intasata da turisti nordici che riscoprono l'amore per il sud solo in agosto. Filistei.
Ero meglio se non ci andavo a lavoro vista la catastrofe che sarebbe seguita da lì a tre ore. Ma ci sono andata e la catastrofe ha avuto agio di realizzarsi bella bella. Ma non ne parlerò perchè me ne vado a leggere un po' cercando nella mia libreria qualche volume dimenticato.
Solo vi avviso: "Attenti alle idi di luglio".
P.S.: Sì grazie al ciuco, so benissimo da me che il 30 luglio c'entra con le idi come i cavoli a colazione, ma dire "Attenti alla fine di luglio" non trasmette la stessa mastodontica impressione di tragico storico.
La ragione astrale di cotanta sfiga concentrata in queste 24 ore mi sfugge, ma si sa, io di astralismo non me ne occupo.
Posso però concedere la mia esperienza alle masse affinchè ne traggano il maggior beneficio possibile. Un po' come la fedeltà di quei martiri le cui storie riverberano nelle novene cattoliche, complete delle atroci torture da essi tenacemente subite e narrate fin nei dettagli più torbidi, quanto più sadicamente possibile. Si trastullano i cattolici nel leggere di gente sgozzata. Più atrocemente sono crepati questi poveracci, più loro si sentono spinti a pregarli e a cantarne la gloria sempiterna. E' una cosa che dà da pensare...
Ecco io sono un martire della sfiga del 30 luglio e mi sacrifico affinchè i fedeli possano godere dei benefici che codesta conoscenza conferisce loro e onorarmi baciando le mie reliquie. E non preciso quale recisa parte del mio corpo e fluido corporale annesso rappresenterebbero le mie reliqie, che è meglio.
Per farla breve, perchè ho sonno, ieri sono stata costretta a salire in quel di Arcavacata per restituire in biblioteca un cavolo di libro che non sono riuscita a rinnovare via internet perchè un minchione non meglio precisato, lo ha prenotato. Ora, chi diavolo prenota un libro di poesie per l'estate? Nessuno solitamente tant'è vero che questa beneamata silloge era intonsa da chissà quanti secoli, a dormire industurbata in biblioteca, prima che me ne appropriassi. Ma a chi non poteva fare altro che andare storto? A me!!!! Che domande!
Perchè mister "ehi-guarda-che-non-leggi-solo-tu-in-tutta-l'-unical" ha deciso di materializzarsi proprio adesso e richiedere la copia in prestito. Se scopro chi è lo ammazzo. O la ammazzo, ma il mio intuito femminile-influenzato abbondantemente dalla mia latente libido insoddisfatta, credo- tende a visualizzarlo più come un lui che non come una lei. Un lui che legge poesie di poeti ribelli spagnoli? Chi è? Un dio? Conoscendo la media del MaschioUnical, è più probabile che sia Hulk che cerca di attirare una qualche falena in gabbia. Magari sono io la falena chissà... La mia vita riverberrebbe di interesse non indifferente in questo caso, ma sarei costretta a non ucciderlo. E visto che mi ha creato un bel po' di problemi non so proprio se mi va. Rinuncio quindi volentieri alla prospettiva di un'intrigante caccia alla femmina (IO) tramite libro di poesie spagnole da parte di un atipico MaschioUnical altrimenti detto "Hulk", che vuol stritolarmi come una falena dopo avermi ingabbiata, e lo ammazzo. E non ne parliamo più.
Dunque mi armo di pazienza e spreco la mia mattinata libera per salire all'Università col caldo asfissiante, l'autobus semivuoto e la prospettiva quantomai certa di un ingorgo stradale da ultimo week end di luglio sulla Salerno- Reggio Calabria.
Università vuota. Non pressochè vuota o circa-perlomeno-quasi vuota. Vuota vuota. Silenzio d'ovatta, vento che fischia attraverso gli intersizi delle ringhere. C'ero stata altri sabati, con poca gente a godermi l'università tutta per me, ma mai l'ultimo sabato di luglio. "Tutta per me" è diventata un'espressione talmente letterale da farmi paura. Potevo vedere tutta la lunghezza del ponte davanti e dietro di me. Non c'era nessuno! Nè nei cubi nè altrove. E ho avuto paura perchè quando non ci sono studenti e insegnanti e gente con fiori in mano come andassero in un cimitero, l'università diventa dimora di branchi di cani selvaggi, corvi graccianti e altri imprecisati uccelli che si alzano in stormo non appena sentono un rumore, topi con pifferai e quant'altro. Mi sono dunque fiondata verso la biblioteca tra il terrore di essere violentata o sbranata da una muta di cani rabbiosi o uccisa da Il Corvo redivivo, e l'atroce dubbio che, visto che di anima umana non vi era ombra, magari anche la biblioteca era stata invasa da fauna suburbana o peggio. E il peggio sarebbe se fosse stata "chiusa". Perchè qualora fosse stata chiusa sarei dovuta risalire a Cosenza e non ho tempo e in più la mora sarebbe incrementata.
E siccome è il 30 luglio sbataboom: bibioteca chiusa e un misero annuncio ad avvertire i fantasmi che sarebbe stata aperta fino a fine luglio tutto il giorno tranne il sabato solo mezza giornta. Una speranza ha brillato fievolissima, finchè non noto una postilla minuscola che avverte: "tutti i sabati di luglio mezza giornta TRANNE sabato 30 luglio". Ecc'appunto.
Mattinata sprecata, biglietto sprecato e in più non ho neanche potuto soddisfare le mie rinate necessità letterarie e prendere nuovi libri dalla biblio come pregustavo.
Ho gironzolato per negozi aspettando mezzogiorno, mi sono sparata un bignè alla crema e lampne, ho comprato un regalo e mi sono imbarcata rischiando di arrivare tardi a lavoro perchè ovviamete l'autostrada era intasata da turisti nordici che riscoprono l'amore per il sud solo in agosto. Filistei.
Ero meglio se non ci andavo a lavoro vista la catastrofe che sarebbe seguita da lì a tre ore. Ma ci sono andata e la catastrofe ha avuto agio di realizzarsi bella bella. Ma non ne parlerò perchè me ne vado a leggere un po' cercando nella mia libreria qualche volume dimenticato.
Solo vi avviso: "Attenti alle idi di luglio".
P.S.: Sì grazie al ciuco, so benissimo da me che il 30 luglio c'entra con le idi come i cavoli a colazione, ma dire "Attenti alla fine di luglio" non trasmette la stessa mastodontica impressione di tragico storico.
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venerdì 29 luglio 2011
Neanche un ricordo
E con oggi credo sia più di un mese che non mi sorge un solo misero pensiero su "Colui il quale non esiste se non nel regno del male". Non sono più neanche andata a leggere il suo blog.
Non me ne frega davvero più niente.
Ed è tutto suo il merito. Sarà felice per questo. Anzi no, sarà completamente indifferente. E il bello è che davvero ma davvero, non per dire, non me ne frega un cazzo.
Si fotta.
Sono guarita.
Non me ne frega davvero più niente.
Ed è tutto suo il merito. Sarà felice per questo. Anzi no, sarà completamente indifferente. E il bello è che davvero ma davvero, non per dire, non me ne frega un cazzo.
Si fotta.
Sono guarita.
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sabato 23 luglio 2011
venerdì 8 luglio 2011
Il male? No, solo parentame
Oh bene.
A sostegno di quanto fin qui ripetuto fin alla più bieca noia, riporto una conversazione avvenuta in questa appiccicosa e mortalmente luminosa mattinata di 7 luglio.
Me ne stavo beatamente sgambettando verso casa, dopo aver pagato le bollette alla posta, orgogliosa del mio calcolato tempismo che mi aveva consentito di sbrigare la tediosa faccenda in non meno di 120 secondi. Un record nella posta del mio paese in estate.
Il sole picchiava come il fottuto inferno. Anche se erano appena le 9.00, non pareva esistere una pozza d'ombra neanche a pagarla oro. Tranne che nella mia casetta dove stava ad attendermi come un amante voglioso e sudato, una bottiglia ghiacciata di tè alla pesca.
Avevo calcolato tutto: arrivo a casa, mi svesto e sorbisco il tè con languido compiacimento, continuando a leggere quel racconto divertente, e poi mi fiondo a studiare. Ora che riesco a fare qualcosa senza sentire troppo spesso ansia e affanno, studiare non è poi così male.
Ma....
Ma.
Ma programmare fa male, soprattutto quando si vive a casa con famiglia, circondati da paesini che pullulano di parenti rompi. Soprattutto quando fa caldo, troppo caldo anche per le lucertole. Soprattutto quando si è me.
Infatti davanti casa chi ti vedo in sbirciante attesa?
Cugina! :-s.
Anzi di più: cugina con zia! 0_o
Ora che cerco di rivisualizzare la scena, mi vedo in mezzo alla strada, con un sottofondo di grilli in amore, il volto congelato in un sorriso congestionato, a metà tra smorfia e "cos'è questo odore? sento odore come di letame".
Buon viso a cattivo gioco. Vedo buste e ciotole, forse hanno portato qualcosa, me la danno e se ne vanno subito.
Mi avvicino. Il passo è pesante, come in un film epic western. Ogni zoccolata a terra è un tonfo.
Nella testa di Dafne:
"Ti prego Dio, so che sono stata una blasfena miscredente, ma se esisti fammi la grazia. E comunque sono sempre meglio di quelli che ti invocano solo in punto di morte, no?! Io ti invoco solo in punto di incipiente schizofrenia acuta! Non è codardia repentina. E' seria e indiscussa fifa!".
Davanti a Dafne:
Tappe e Tappè attendono grassocce e sudatice, col cipiglio che riluce nell'aura solare. Serie. 'Mmazza se so' serie! Sempre serie ste qua.
Dafne: "Ciao! E voi come siete giunte fin qui?"
Tappe: "Ciao. Meno male sei tornata."
Tappè: "Dove sei andata?"
Dafne.:"Alla posta, c'erano bollette da pagare"
Tappè: "Ah allora qualcosa la fai ogni tanto"
Dafne: "Mmmm come?"
Tappè: "Ti disbrighi le cose al posto di tua madre"
Dafne: "....Sono appena tornata dalla posta"
[E seguono la povera Dafne nel portone fresco ("Grazie tante Dio eh....ci risentiamo in punto di morte")....chiacchiere di circostanza mentre svuoto le pentole con le verdure e la frutta che ci hanno portato dall'orto....]
Dafne: "...Ah a te le rape? A me i broccoli proprio non piacciono" [Tenta drammaticamente di evitare che la conversazione imbocchi strade a bordo di burroni roccosi. (Eh sìììì parlo dell'università! Cacchiolo se neanhce questo avete capito che mi leggete a fare?)]
Tappe :" Dovresti andare a mare"*
Dafne: "Per quale ragione "dovrei?"
Tappe: "Ma perchè non vai al mare hai tutto questo tempo libero!"
Dafne: "Veramente ho un sacco di cose da fare e non ci vado perchè mi annoio. Semplicemente"
Piccola illustrativa parentesi per l'eventuale lettore ignaro.
I parenti di Dafne la considerano una stolta nullafacente, stupida, asociale, che non studia, che non si laurea, che non è in grado di fare niente, che dovrebbe lasciare l'università e cercarsi un lavoro, malvagia, strana, inutile, che (prerogativa di una parente in particolare, almeno che lei sappia, ovvero: La Matriarca) non scriverà mai niente anche se è il suo sogno. Come Dafne sa questo? Quando le disse che le sarebbe piaciuto scrivere per lavoro, ma che visto che non si era ancora laureata (voluta discrepanza di causa-effetto) non era probabilmente in grado di laurearsi, la Matriarca fece il suo cenno affermativo del capo, un tocchetto di "Sì sì" quasi impercettibile che fa ogni volta che acconsente con l'interlocutore e poi sorrise soddisfatta. Che sia stata soddisfatta perchè temeva che veramente Dafne potesse decidere un giorno di riuscire a scrivere qualcosa?
Ma concludiamo.
Dopo un altro intermezzo di noiose ciance...
Dafne: "Sì grazie zia, poi ti faccio chiamare da mamma"
Tappè: "E tu fai le cose a casa. Pulisci e metti in ordine"
Dafne: "Lo faccio già zia"
Tappè: "Disbrigati tu le altre faccende e fai questo e fai quello, ma perchè non fai anche quell'altro?"
Dafne: "Perchè lo faccio già, zia"
[Ma anche dopo averglielo ripetuto, stranamente....]
Tappè: "Devi farle queste cose. DEVI. Ma perchè non le fai?"
Dafne, con le braccia in terra e il sopracciclio tremulo: "PERCHè - LO - FACCIO - GIà"
E' inutile. A tutti loro è talmente comodo che io sia questo che non accetteranno mai che non è vero. Anche se ce l'hanno davant agli occhi. E poi di che parlano quando si riuniscono a malignare tutti quanti? Chi utilizzerebbero come capro espiatorio? Chi sacrificherebbero sull'altare del loro compiacimento? Come potrebbero guardarsi allo specchio e sentirsi fieri se non si confrontassero con la nullafacente che loro credono che io sia?
Credono.
Ma non sanno...
...che un giorno li tramuterò tutti in pietra.
NOTE:
* Tappe mi ha posto questa domanda sul mare circa 5-6 volte all'anno, da 13 anni. Fate un po' il conto. Non so se è stupidità di quella grave, o un tentativo di capire cosa c'è nella testa dell'alieno-che-non-va-a-mare-d'estate.
A sostegno di quanto fin qui ripetuto fin alla più bieca noia, riporto una conversazione avvenuta in questa appiccicosa e mortalmente luminosa mattinata di 7 luglio.
Me ne stavo beatamente sgambettando verso casa, dopo aver pagato le bollette alla posta, orgogliosa del mio calcolato tempismo che mi aveva consentito di sbrigare la tediosa faccenda in non meno di 120 secondi. Un record nella posta del mio paese in estate.
Il sole picchiava come il fottuto inferno. Anche se erano appena le 9.00, non pareva esistere una pozza d'ombra neanche a pagarla oro. Tranne che nella mia casetta dove stava ad attendermi come un amante voglioso e sudato, una bottiglia ghiacciata di tè alla pesca.
Avevo calcolato tutto: arrivo a casa, mi svesto e sorbisco il tè con languido compiacimento, continuando a leggere quel racconto divertente, e poi mi fiondo a studiare. Ora che riesco a fare qualcosa senza sentire troppo spesso ansia e affanno, studiare non è poi così male.
Ma....
Ma.
Ma programmare fa male, soprattutto quando si vive a casa con famiglia, circondati da paesini che pullulano di parenti rompi. Soprattutto quando fa caldo, troppo caldo anche per le lucertole. Soprattutto quando si è me.
Infatti davanti casa chi ti vedo in sbirciante attesa?
Cugina! :-s.
Anzi di più: cugina con zia! 0_o
Ora che cerco di rivisualizzare la scena, mi vedo in mezzo alla strada, con un sottofondo di grilli in amore, il volto congelato in un sorriso congestionato, a metà tra smorfia e "cos'è questo odore? sento odore come di letame".
Buon viso a cattivo gioco. Vedo buste e ciotole, forse hanno portato qualcosa, me la danno e se ne vanno subito.
Mi avvicino. Il passo è pesante, come in un film epic western. Ogni zoccolata a terra è un tonfo.
Nella testa di Dafne:
"Ti prego Dio, so che sono stata una blasfena miscredente, ma se esisti fammi la grazia. E comunque sono sempre meglio di quelli che ti invocano solo in punto di morte, no?! Io ti invoco solo in punto di incipiente schizofrenia acuta! Non è codardia repentina. E' seria e indiscussa fifa!".
Davanti a Dafne:
Tappe e Tappè attendono grassocce e sudatice, col cipiglio che riluce nell'aura solare. Serie. 'Mmazza se so' serie! Sempre serie ste qua.
Dafne: "Ciao! E voi come siete giunte fin qui?"
Tappe: "Ciao. Meno male sei tornata."
Tappè: "Dove sei andata?"
Dafne.:"Alla posta, c'erano bollette da pagare"
Tappè: "Ah allora qualcosa la fai ogni tanto"
Dafne: "Mmmm come?"
Tappè: "Ti disbrighi le cose al posto di tua madre"
Dafne: "....Sono appena tornata dalla posta"
[E seguono la povera Dafne nel portone fresco ("Grazie tante Dio eh....ci risentiamo in punto di morte")....chiacchiere di circostanza mentre svuoto le pentole con le verdure e la frutta che ci hanno portato dall'orto....]
Dafne: "...Ah a te le rape? A me i broccoli proprio non piacciono" [Tenta drammaticamente di evitare che la conversazione imbocchi strade a bordo di burroni roccosi. (Eh sìììì parlo dell'università! Cacchiolo se neanhce questo avete capito che mi leggete a fare?)]
Tappe :" Dovresti andare a mare"*
Dafne: "Per quale ragione "dovrei?"
Tappe: "Ma perchè non vai al mare hai tutto questo tempo libero!"
Dafne: "Veramente ho un sacco di cose da fare e non ci vado perchè mi annoio. Semplicemente"
Piccola illustrativa parentesi per l'eventuale lettore ignaro.
I parenti di Dafne la considerano una stolta nullafacente, stupida, asociale, che non studia, che non si laurea, che non è in grado di fare niente, che dovrebbe lasciare l'università e cercarsi un lavoro, malvagia, strana, inutile, che (prerogativa di una parente in particolare, almeno che lei sappia, ovvero: La Matriarca) non scriverà mai niente anche se è il suo sogno. Come Dafne sa questo? Quando le disse che le sarebbe piaciuto scrivere per lavoro, ma che visto che non si era ancora laureata (voluta discrepanza di causa-effetto) non era probabilmente in grado di laurearsi, la Matriarca fece il suo cenno affermativo del capo, un tocchetto di "Sì sì" quasi impercettibile che fa ogni volta che acconsente con l'interlocutore e poi sorrise soddisfatta. Che sia stata soddisfatta perchè temeva che veramente Dafne potesse decidere un giorno di riuscire a scrivere qualcosa?
Ma concludiamo.
Dopo un altro intermezzo di noiose ciance...
Dafne: "Sì grazie zia, poi ti faccio chiamare da mamma"
Tappè: "E tu fai le cose a casa. Pulisci e metti in ordine"
Dafne: "Lo faccio già zia"
Tappè: "Disbrigati tu le altre faccende e fai questo e fai quello, ma perchè non fai anche quell'altro?"
Dafne: "Perchè lo faccio già, zia"
[Ma anche dopo averglielo ripetuto, stranamente....]
Tappè: "Devi farle queste cose. DEVI. Ma perchè non le fai?"
Dafne, con le braccia in terra e il sopracciclio tremulo: "PERCHè - LO - FACCIO - GIà"
E' inutile. A tutti loro è talmente comodo che io sia questo che non accetteranno mai che non è vero. Anche se ce l'hanno davant agli occhi. E poi di che parlano quando si riuniscono a malignare tutti quanti? Chi utilizzerebbero come capro espiatorio? Chi sacrificherebbero sull'altare del loro compiacimento? Come potrebbero guardarsi allo specchio e sentirsi fieri se non si confrontassero con la nullafacente che loro credono che io sia?
Credono.
Ma non sanno...
...che un giorno li tramuterò tutti in pietra.
NOTE:
* Tappe mi ha posto questa domanda sul mare circa 5-6 volte all'anno, da 13 anni. Fate un po' il conto. Non so se è stupidità di quella grave, o un tentativo di capire cosa c'è nella testa dell'alieno-che-non-va-a-mare-d'estate.
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mercoledì 6 luglio 2011
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
E' come nella canzone di di De Andrè, Il Cantico dei drogati.
Come potrò dire a mia madre che ho paura? Cantano i dannati di Faber.
Gran parte del problema però, per me, è proprio lei.
Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa io faccia o non faccia, comunque per lei sbaglio, comunque lei noterà e soprattutto mi farà notare, che sono io sempre e comunque, il problema. Dalle cose più stupide alle cose più serie, da quando ho ricordo. Non c'è scampo per me.
I miei guai al liceo? Sono io sbagliata, non importa se dopo di me tutta la sezione ha cambiato scuola, no io sbaglio.
Non ho trovato lavoro nonostante l'abbia cercato per un mese? Sono io che non so.
Ho lavato i piatti pieni di incrostazioni di tutte le sue stupide torte? Ma non importa, come se non avessi lavato niente meglio non lavare almeno... Perchè lei ha notato solo che io non ho pulito la macchinetta del caffè per giorni perchè non riuscivo ad aprirla era stretta troppo e oggi l'ha fatto notare a mio fratello e io le ho detto che ho provato e non ci sono riuscita e lei ha alzato il sopraccicllio e ha detto "si si, certo" come a dire "ehhh come no...la solita bugiarda, in realtà tu non fai mai niente".
Io sono andata da sola a turtte quelle lauree dei miei cugini anche se non volevo, anche se lo sapevo che sarebbero state una tortura per me. E ora che non posso andare a quella di mio cugino a Roma, perchè devo studiare, non va bene! Io sono cattiva egoista e invento scuse per non andare. Non importa se loro non sono venuti senza ragione alle altre lauree e ci sono andata io, da sola, importa solo che io non vada a questa.
Ed è meglio non toccare il tasto università....
Sono giorni che non riesco a leggere, a studiare, fare altro che non sia piangere.
Ogni volta che comincio a studiare perdo il controllo, divento apatica e tutto diventa nero e comincio a tremare.
Non so spiegarlo. E' come aver paura di qualcosa, ma non di qualcosa di concreto. E' più qualcosa che non puoi sfuggire, non puoi estirpare perchè ce l'hai dentro. Perchè sei tu.
Non importa niente di te. A nessuno. Tua sorella e tuofratello con cui cerchi continuamente di instaurare un discorso, ti ignorano, ti insuletano o ti dicono di andartene.
Allora perchè andare avanti? Perchè studiare? Perchè mangiare? Perchè piangere ancora e ancora, dopo tutti questi anni se senti la mancanza di qualcuno nonostante questo qualcuno chiaramente non ha mai davvero ricambiato amicizia, affetto o che altro nei tuoi confronti?
Come potrò dire a mia madre che ho paura? Cantano i dannati di Faber.
Gran parte del problema però, per me, è proprio lei.
Qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa io faccia o non faccia, comunque per lei sbaglio, comunque lei noterà e soprattutto mi farà notare, che sono io sempre e comunque, il problema. Dalle cose più stupide alle cose più serie, da quando ho ricordo. Non c'è scampo per me.
I miei guai al liceo? Sono io sbagliata, non importa se dopo di me tutta la sezione ha cambiato scuola, no io sbaglio.
Non ho trovato lavoro nonostante l'abbia cercato per un mese? Sono io che non so.
Ho lavato i piatti pieni di incrostazioni di tutte le sue stupide torte? Ma non importa, come se non avessi lavato niente meglio non lavare almeno... Perchè lei ha notato solo che io non ho pulito la macchinetta del caffè per giorni perchè non riuscivo ad aprirla era stretta troppo e oggi l'ha fatto notare a mio fratello e io le ho detto che ho provato e non ci sono riuscita e lei ha alzato il sopraccicllio e ha detto "si si, certo" come a dire "ehhh come no...la solita bugiarda, in realtà tu non fai mai niente".
Io sono andata da sola a turtte quelle lauree dei miei cugini anche se non volevo, anche se lo sapevo che sarebbero state una tortura per me. E ora che non posso andare a quella di mio cugino a Roma, perchè devo studiare, non va bene! Io sono cattiva egoista e invento scuse per non andare. Non importa se loro non sono venuti senza ragione alle altre lauree e ci sono andata io, da sola, importa solo che io non vada a questa.
Ed è meglio non toccare il tasto università....
Sono giorni che non riesco a leggere, a studiare, fare altro che non sia piangere.
Ogni volta che comincio a studiare perdo il controllo, divento apatica e tutto diventa nero e comincio a tremare.
Non so spiegarlo. E' come aver paura di qualcosa, ma non di qualcosa di concreto. E' più qualcosa che non puoi sfuggire, non puoi estirpare perchè ce l'hai dentro. Perchè sei tu.
Non importa niente di te. A nessuno. Tua sorella e tuofratello con cui cerchi continuamente di instaurare un discorso, ti ignorano, ti insuletano o ti dicono di andartene.
Allora perchè andare avanti? Perchè studiare? Perchè mangiare? Perchè piangere ancora e ancora, dopo tutti questi anni se senti la mancanza di qualcuno nonostante questo qualcuno chiaramente non ha mai davvero ricambiato amicizia, affetto o che altro nei tuoi confronti?
giovedì 30 giugno 2011
Cercando perle nella Bibbia
Ne ho trovto diverse tra il tragicomico e il vomitoso spinto. Ma questa bene o male le batte tutte. Non mi scomoderò a scriverla, non vorrei inficiarmi ancora gli occhi e poi rende meglio se visualizzata per intero, tra le sacre pagine del vetusto tomo e la sua puzza di polveroso sacrilegio d'altri tempi.
Levitico 15, 19.
Se volete sapere che c'è scritto, andate a cercarvelo. Sennò, attaccatevi al tram.
Levitico 15, 19.
Se volete sapere che c'è scritto, andate a cercarvelo. Sennò, attaccatevi al tram.
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domenica 19 giugno 2011
Parlare la lingua dei blasfemi
"Questo è il tuo compito, Ariete: parlare correntemente la lingua dei blasfemi, e qualsiasi altra lingua della ribellione. È arrivato il momento di farsi coraggio e di esprimere tutto quello che è inesprimibile, controverso e rivoluzionario."
Dall' oroscopo de "L' Internazionale" che non sbaglia mai un colpo! Parlare la lingua dei blasfemi e della ribellione!!!! Cosa che faccio da circaperlomenoquasi vent'anni!
Dall' oroscopo de "L' Internazionale" che non sbaglia mai un colpo! Parlare la lingua dei blasfemi e della ribellione!!!! Cosa che faccio da circaperlomenoquasi vent'anni!
venerdì 17 giugno 2011
Che io non voglia esserlo?
"La libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo"
giovedì 9 giugno 2011
Striduli comizi dopo orge incestuose
Le mie idiote-vicine-sorelle-minkione, pare non riescano a trovare altra soluzione di comodo nella loro raggiante esistenza, se non quella di passare pomeriggi interi (e serate annesse ora che la temperatura supera i 30) a strombazzare aciduli ammassi di atoni niente nel balcone di casa loro. Che poi non è neanche casa loro, è della madre. Ma pare che nessuna di loro abbia mai niente di meglio da fare che starsene qui a rompere i beneamati alla sottoscritta, considerato che il fottuto balcone in questione, dista da quello della mia camera mezzo metro.
Eppure, l'urgenza di accoppiarsi e congolare a sante nozze col beone pieno di soldi capitato a fagiolo, e casona ingiardinata a corredo ovviamente, lascerebbe supporre una qualcerta volontà latente di scappare verso lidi più cheti e più appassionati. Ma questo solo se non le si conosce.
Per aggiungere un tono burlesco al grottesco dell'unione "due sorelle spose di due fratelli", poi, e per avere un'occasione in più di strillettare gaieggianti, le due sorelle in questione sono entrambe incinte! Non solo si sono sposate due fratelli, non solo si sono sposate a distanza di mesi, ora anche i figli in accordo!
La loro prima notte di nozze deve essere stata interessante.... Potrebbero scambiarsi di coppia e far nascere bambini misti, nessuno se ne aggirgerebbe. Tanto il loro scopo è solo quello di avere una famiglia e una vita perfettamente borghesicizzata. Il resto è noia.
Chissà quando l'altra sorella allieterà tutto il quartiere con il lieto annuncio, sgallettato ai quattro venti, della sua gravidanza! Che sia stata esclusa dall'orgia per aver sposato un sangue alterno? Ohibò, che caduta di stile!
Nel frattempo, i cicalecci delle gran dame e dei consorti, continuano a triturare le mie orecchie e a sforacchiare la mia testolina che già sta messa di pezza perchè è alle prese con Filosofia della mente non so se mi spiego.... Ma tanto a loro non importa niente degli altri!!!! Anzi! Si realizzano solo se possono comportarsi da padroni! Teste d'uovo in salamoia andato male da 5 mesi che non sono altro!
Anche perchè, a sostenere il coro non potevano mancare i guaiti del cagnone che imperterrite continuano a portarsi appresso, nonostante ogni volta che mette zampa nel cortile del palazzo, inizino i guaiti dei cani residenti e non smettano se non quando le cazzone vanno via - dopo ore e ore e ore - portandosi il cane appresso.
E una poveranima come me, spera che capiscano che PROBABILMENTE, e ripeto probabilmente, i cani reagiscono male all'intrusione dell'estraneo nel loro territorio, che i latrati continui sono conseguenza di questo e che quindi sarebbe auspicabile non portarsi dietro la bestia.
Speranza sfiorita il giorno seguente quando ritornato tutte e tutti e bestia e latrati. Troppo princepesse per cedere a un dettame etico o troppo cretinescemedeficientimbecilli per capire che il caos lo generano loro?
Ai posteri l'ardua sentenza.
Eppure, l'urgenza di accoppiarsi e congolare a sante nozze col beone pieno di soldi capitato a fagiolo, e casona ingiardinata a corredo ovviamente, lascerebbe supporre una qualcerta volontà latente di scappare verso lidi più cheti e più appassionati. Ma questo solo se non le si conosce.
Per aggiungere un tono burlesco al grottesco dell'unione "due sorelle spose di due fratelli", poi, e per avere un'occasione in più di strillettare gaieggianti, le due sorelle in questione sono entrambe incinte! Non solo si sono sposate due fratelli, non solo si sono sposate a distanza di mesi, ora anche i figli in accordo!
La loro prima notte di nozze deve essere stata interessante.... Potrebbero scambiarsi di coppia e far nascere bambini misti, nessuno se ne aggirgerebbe. Tanto il loro scopo è solo quello di avere una famiglia e una vita perfettamente borghesicizzata. Il resto è noia.
Chissà quando l'altra sorella allieterà tutto il quartiere con il lieto annuncio, sgallettato ai quattro venti, della sua gravidanza! Che sia stata esclusa dall'orgia per aver sposato un sangue alterno? Ohibò, che caduta di stile!
Nel frattempo, i cicalecci delle gran dame e dei consorti, continuano a triturare le mie orecchie e a sforacchiare la mia testolina che già sta messa di pezza perchè è alle prese con Filosofia della mente non so se mi spiego.... Ma tanto a loro non importa niente degli altri!!!! Anzi! Si realizzano solo se possono comportarsi da padroni! Teste d'uovo in salamoia andato male da 5 mesi che non sono altro!
Anche perchè, a sostenere il coro non potevano mancare i guaiti del cagnone che imperterrite continuano a portarsi appresso, nonostante ogni volta che mette zampa nel cortile del palazzo, inizino i guaiti dei cani residenti e non smettano se non quando le cazzone vanno via - dopo ore e ore e ore - portandosi il cane appresso.
E una poveranima come me, spera che capiscano che PROBABILMENTE, e ripeto probabilmente, i cani reagiscono male all'intrusione dell'estraneo nel loro territorio, che i latrati continui sono conseguenza di questo e che quindi sarebbe auspicabile non portarsi dietro la bestia.
Speranza sfiorita il giorno seguente quando ritornato tutte e tutti e bestia e latrati. Troppo princepesse per cedere a un dettame etico o troppo cretinescemedeficientimbecilli per capire che il caos lo generano loro?
Ai posteri l'ardua sentenza.
giovedì 2 giugno 2011
François Truffaut
«mi misi a leggere i libri degli adulti (...). Arrivato a tredici o quattordici anni comprai, a cinquanta centesimi al pezzo, quattrocentocinquanta volumetti grigiastri, Les Classiques Fayard, e mi misi a leggerli in ordine alfabetico (...), senza saltare un titolo, un volume, una pagina»
«ma avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»
«avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»
Grazie alla comune passione per la letteratura e per il cinema, tra Lachenay e Truffaut nasce un'amicizia che durerà tutta la vita:«l'incomprensione che i suoi genitori manifestavano per lui era simile a quella dei miei. Ciascuno di noi non aveva che l'altro a far le veci della famiglia (...) Se non ci fossimo incontrati e sostenuti a vicenda, certamente ci saremmo avviati entrambi su una brutta strada»
«ma avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»
«avevo una pessima condotta, più ero punito più diventavo turbolento. A quel tempo venivo espulso molto di frequente e passavo da una scuola all'altra»
Grazie alla comune passione per la letteratura e per il cinema, tra Lachenay e Truffaut nasce un'amicizia che durerà tutta la vita:«l'incomprensione che i suoi genitori manifestavano per lui era simile a quella dei miei. Ciascuno di noi non aveva che l'altro a far le veci della famiglia (...) Se non ci fossimo incontrati e sostenuti a vicenda, certamente ci saremmo avviati entrambi su una brutta strada»
Sembra la mia storia, solo che io non ho oncontrato nessuno come me, nessuno con cui sostenersi a vicenda, condividere le stesse passioni, covare un'amicizia che durerà tutta la vita....altro piccolo insignificante cammeo nella mia inutile esistenza.
martedì 31 maggio 2011
Mo' basta
Ho passato mesi a macerarmi il fegato.
Mo' basta.
Basta cazzate,
basta con 'sti stronzi,
basta con chi è lontano da me anni luce.
Si fottano.
Basta.
Lo devo, quantomeno, al mio fegato.
Mo' basta.
Basta cazzate,
basta con 'sti stronzi,
basta con chi è lontano da me anni luce.
Si fottano.
Basta.
Lo devo, quantomeno, al mio fegato.
Il risveglio degli italiani?
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