Blog senza censure. Metto a nudo me stessa come se un Grande fratello tenesse puntate le sue telecamere nella mia anima ribelle, punk e borderline. Scriverò ogni dettaglio, più o meno sordido che sia, della mia vita che odora di libri, salsedine, peonie e torta al cioccolato, dove caos e autodistruzione lottano contro la morale dei benpensanti e dove fioriscono universi alternativi sotto un cielo di lamponi. Mi svendo raccontandolo, che interessi a qualcuno o no. And fuck everything else.
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giovedì 1 marzo 2012
1 Marzo
L'ennesimo marzo della mia vita. E non so che farci.
sabato 23 luglio 2011
Think things
Visto che sto rispolverando vecchie abitudini da casaliera solitaria
e che il caffè americano centellina il suo afrore piano piano piano...
come lo scorrere ovattato di questi minuti,
mi consento il lusso di formulare pensieri senza ragione,
senza senso,
senza fine alcuno,
di pensare solo per il gusto dipensare,
di girovagare e raggiungere luoghi che nessuno mai raggiunse....
e che il caffè americano centellina il suo afrore piano piano piano...
come lo scorrere ovattato di questi minuti,
mi consento il lusso di formulare pensieri senza ragione,
senza senso,
senza fine alcuno,
di pensare solo per il gusto dipensare,
di girovagare e raggiungere luoghi che nessuno mai raggiunse....
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Vivo per pensare
mercoledì 22 giugno 2011
Non togliete la campanella a Fini
Due ore della mia vita persa a guardare la seduta inutile (mai come in questo caso ha avuto senso la parola “inutile”) della Camera dei Deputati, quella inutilmente richiesta dal Presidente della Repubblica, per fare un inutile punto sulla situazione dopo i nuovi inutili spostamenti di pedine nella scacchiera dell’inutile Governo italiano. Per intenderci ora, l’unico cambiamento rispetto a prima, è che Tizio abbandona il compagnuccio Caio e si va a sedere vicino a Sempronio. Stop.
Governo, ovviamente, che non governa, altrimenti sarebbe utile e sai il guaio! Ma neanche parlamenta, visto che non c'è stata la proposta promessa dal Pd e che per due ore si è solo cianciato, rileggendo vecchi discorsi, ahinoi sempre attuali.
Quorum sfondato ai referendum? Tanto non cambia niente, come non avessimo votato.Le amministrative vinte dalla sinistra? Noooo "hanno votato le persone non la sinistra".
Un nuovo "14 dicembre"? Tanto poi Silvio li reingreggia quei poverini andati in crisi di fede, assicurandosi che le loro tasche siano ben ben piene stavolta, così che la follia eretica non si riaffacci nelle loro menti e non ricadano nel peccato.
Prima o poi non riuscirà a ottenere la fiducia? Eh ma sai, al Terzo polo mica conviene poi tanto.
Casini legge un chilometrico portfolio su quanto è figo e figa, di rimando, la sua carriera.
E poi c'è il povero Di Pietro che si sgola nell'ennesimo tentativo di risvegliare l'opposizione inneggiando niente altro che a una riunione, una sola, per capire il da farsi visto la crisi economica e la disoccupazione giovanile nel Paese. Risparmia il fiato Antonio, ti scoppieranno le coronarie prima che la sinistra Agisca in un qualsivoglia modo.
Bocchino delizia la platea con appunti di semantica: "libertà di mandato" o "volontà di poltrone"? Questo è il vero problema italiano. La gente non può mangiare, ma vuoi mettere?
La Lega svende orride cravatte verdi, organizza cerimonie in cui possano ricordarsi con maggior agio, gli uni agli altri, quanto sono fighi a essere i diretti discendenti degli dei celtici, rifiuta categoricamente di imparare il latino perché il latino è romano e "neanche i Ministeri ci devono stare a Roma" (tanto la figura di merda la fa Salvini in diretta scambiando il “casus BELLI” con un “BEL ministero”) e aspetta - e spera ardentemente lei stessa - che l'Italia rinsavisca e li sbatta tutti in manicomio, a farsi curare. Da uno bravo.
Bersani parla di niente, promette tutte le riunioni che vuole a Di Pietro (ma il poverino ancora arrossato e affannato, ricambia in una smorfia desolata, quella di chi ha perso ogni speranza) e poi, torna a parlare di niente.
Cicchitto insulta a destra e a manca, tanto per non perdere il vizio, e scambia sguardi d'amore con il Premier che solo ora che sente finalmente un rasposo leccare, schiude gli occhi e allenta le legnose mascelle in un sorriso di tenerezza.
Il resto della Camera si fa beatamente i cavoli propri, forte dei 20.000 euro che intascano ogni mese senza fare un cazzo: cellulari, libri, chiacchiere, giornali, passeggiate e la Bindi che pare avere una tarantola nel culo, non è stata ferma un attimo.
Tutti tranne lui, Fini lo stoico. Se vogliamo trovare una ragione ai soldi dei contribuenti spesi per questa farsa, è Fini e la sua campanella.
Manco ce l'avessero cucito a quella poltrona non fa una mossa che non sia istituzionalizzata, doveroso ogni suo cenno. Persino il vestito non ha una grinza. E il suo ruolo di presidente lo scandisce con ridondante orgoglio brandendo la campanella che pone ordine e fine agli interventi. La tiene amorevolmente in primo piano a portata di braccio, onde evitare che qualcuno gliela porti via. O forse per farsi perdonare, amante furioso, per averla quasi lanciata in testa a Cicchitto nella precedente riunione. Come una versione riveduta e corretta da Dolce&Gabbana, di un belloccio Quasimodo, si perde languido a disegnarne con lo sguardo la femminea siluette, mentre biascicano i suoi colleghi un inutile sottofondo.
Ci provino pure a fare cadere il governo, ci provino a scucire Fini dalla Camera dei Deputati, ci provino!
Tanto lui la campanella mica la molla…
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martedì 21 giugno 2011
La perfezione per un racconto
Il caffè americano è pronto e il suo odere di bronzo arabico riempie la stanza. La casa è vuota a parte i raggi del sole del solstizio d'estate che fanno a gara con il mogano della cucina. E me.
Sveglia dalla 6.00 senza una ragione effettiva, a riempire il silenzio della vita-che-si-sposta-altrove-per-vivere ricercando tracce blues nei primi Who e Led Zeppelin.
Ora finalmente ha smesso di trillare quella chioccia suoneria del cellulare che mia madre ha scordato a casa.
Aspetto questo momento da circa 10 giorni, l'ho volutamente prolungato perchè l'attesa amplifica il piacere, per aspettare che tutte le forze in gioco fossero unificate per rendere il momento perfetto.
Sto solo per leggere un fottuto racconto non sto per scoprire i segreti del misticismo storico mondiale. Ma.
Ma in questa fase della mia vita leggere questo racconto - che poi non è neanche un racconto intero ma solo delle parti estrapolate - non è solo molto importante e divertente, ma anche vitalmente indispensabile.
E me lo voglio godere. Voglio succhiare ogni parola e prenderne tutto tutto tutto quello che può dare. Agli occhi negli svolazzi delle lettere che si fondono nell'immagine di un senso, all'arecchio nel tracciare un battito sonoro, alla lingua che si arrotola per pronunciarle con la sacralità di una liturgia, al naso che ne trattiene l'aroma, al cuore dove arrivano pungendolo di energia, alla mente come linfa per carburare su strade inesplorate. All'anima per essere cullata dal bozzolo di un'esistenza sua/mia/vera/giustaperme: voglio vivere attraverso quelle parole...
Per questo, tutto deve essere perfetto, perchè dopo questo intermezzo, tornerò ai miei studi soffocanti, alla mia eccomisonoioesononiente. E ora lo è, perfetto. Penombra ambrata della mia stanza, suoni lontani e soffocati, ambiente fresco, l'aroma del caffè caldo, la torta di nocciole e mele da spiluccare tra una parola e l'altra, per afferrare meglio dolcezze per me, ancora, inusitate.
Sveglia dalla 6.00 senza una ragione effettiva, a riempire il silenzio della vita-che-si-sposta-altrove-per-vivere ricercando tracce blues nei primi Who e Led Zeppelin.
Ora finalmente ha smesso di trillare quella chioccia suoneria del cellulare che mia madre ha scordato a casa.
Aspetto questo momento da circa 10 giorni, l'ho volutamente prolungato perchè l'attesa amplifica il piacere, per aspettare che tutte le forze in gioco fossero unificate per rendere il momento perfetto.
Sto solo per leggere un fottuto racconto non sto per scoprire i segreti del misticismo storico mondiale. Ma.
Ma in questa fase della mia vita leggere questo racconto - che poi non è neanche un racconto intero ma solo delle parti estrapolate - non è solo molto importante e divertente, ma anche vitalmente indispensabile.
E me lo voglio godere. Voglio succhiare ogni parola e prenderne tutto tutto tutto quello che può dare. Agli occhi negli svolazzi delle lettere che si fondono nell'immagine di un senso, all'arecchio nel tracciare un battito sonoro, alla lingua che si arrotola per pronunciarle con la sacralità di una liturgia, al naso che ne trattiene l'aroma, al cuore dove arrivano pungendolo di energia, alla mente come linfa per carburare su strade inesplorate. All'anima per essere cullata dal bozzolo di un'esistenza sua/mia/vera/giustaperme: voglio vivere attraverso quelle parole...
Per questo, tutto deve essere perfetto, perchè dopo questo intermezzo, tornerò ai miei studi soffocanti, alla mia eccomisonoioesononiente. E ora lo è, perfetto. Penombra ambrata della mia stanza, suoni lontani e soffocati, ambiente fresco, l'aroma del caffè caldo, la torta di nocciole e mele da spiluccare tra una parola e l'altra, per afferrare meglio dolcezze per me, ancora, inusitate.
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I love...,
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Un tocco di magia
giovedì 16 giugno 2011
Preghiera all'Eclissi di Luna
Sei così bella, Luna d'Eclissi, che azzardo una preghiera:
Non è che potresti prestermi qualche stelo d'argento e zolfo per illuminare il sentiero?
La selva è troppo oscura e nessuno mi ha donato la luce per illuminare il cammino...
Non ruberesti per me al Sole anche un po' del suo calore?
Il buio è freddo e nessuno mi ha insegnato ad accendere un fuoco...
Puoi vedere da lassù snodarsi la mia strada?
Le briciole di pane le hanno mangiate e mi sono persa...
Cerchi un posto per me tra la penna e il foglio di una nuova favola?
Ho letto solo le favole di altri, troppo piene, senza spazio alcuno tra le parole fitte, per ospitarmi...
Stringi la mia tra la tua mano diafana, solo per un frammento infinitesimale della tua vita?
Sono sola. E ho paura.
Non è che potresti prestermi qualche stelo d'argento e zolfo per illuminare il sentiero?
La selva è troppo oscura e nessuno mi ha donato la luce per illuminare il cammino...
Non ruberesti per me al Sole anche un po' del suo calore?
Il buio è freddo e nessuno mi ha insegnato ad accendere un fuoco...
Puoi vedere da lassù snodarsi la mia strada?
Le briciole di pane le hanno mangiate e mi sono persa...
Cerchi un posto per me tra la penna e il foglio di una nuova favola?
Ho letto solo le favole di altri, troppo piene, senza spazio alcuno tra le parole fitte, per ospitarmi...
Stringi la mia tra la tua mano diafana, solo per un frammento infinitesimale della tua vita?
Sono sola. E ho paura.
domenica 5 giugno 2011
Shhhh
Combatto col silenzio attundente di parole mai dette, di questioni mai affrontate, di affetto mai esploso.
Imbatto in cinerei muri di volti camusi, plastici disprezzi espressi solo in accenni vitrei degli occhi, e sospiri stizziti.
M'infuoco col gelo che m'ingabbia. Non abbastanza da scioglierlo.
Sogno di paesi lontani dovo poter essere qualcun altro e così solo, trovare me stessa.
Imbatto in cinerei muri di volti camusi, plastici disprezzi espressi solo in accenni vitrei degli occhi, e sospiri stizziti.
M'infuoco col gelo che m'ingabbia. Non abbastanza da scioglierlo.
Sogno di paesi lontani dovo poter essere qualcun altro e così solo, trovare me stessa.
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L'insostenibile nullità del vivere,
La parolaia,
Vaffanculo
sabato 14 maggio 2011
Solo parole
Ti dicono tutti quello che già sai.
Non sarebbe malvagio se qualcuno, ogni tanto, ti dicesse quello che vuoi sentirti dire.
Non sarebbe malvagio se qualcuno, ogni tanto, ti dicesse quello che vuoi sentirti dire.
sabato 30 aprile 2011
Citazioni sbocconcellate
-"Ci sono molte cose da bambino normale che io non ho mai fatto".
-"Ci sono molte cose da bambina normale che vorrei non aver mai fatto".
da La mia vita a Garden State-"Ci sono molte cose da bambina normale che vorrei non aver mai fatto".
Che potere avrebbe l'inferno se coloro che vi sono imprigionati non potessero sognare il paradiso?
da Sandman Arthur Dent: Si può parlare di normalità quando riportiamo a casa il carro con i buoi.
Ford: Cos'è "Normale"?
Trillian: Cos'è "Casa"?
Zaphod: COS'È "BUOI"????
Ford: Cos'è "Normale"?
Trillian: Cos'è "Casa"?
Zaphod: COS'È "BUOI"????
Arthur Dent: Marv hai qualche idea?
Marvin: Ho milioni di idee: conducono tutte a morte certa.
da Guida Galattica per autostoppistiMarvin: Ho milioni di idee: conducono tutte a morte certa.
Più grande è il budget più piccole sono le idee, più piccolo è il budget meglio sono le idee.
Da Francis Ford Coppola...e volevo concludere in bellezza con gli acciacchi letterari di una mia coetanea plurilaureata, ma mi rimorde troppo la coscienza, perchè sono infinitamente buona, non si nota?
giovedì 28 aprile 2011
Scrivi questa lista in una delle tue note cambiando le mie risposte con le tue e pubblicala.
1. Sei stato chiamato così perchè qualcun altro si chiamava con questo nome?
Sì. Mia nonna. Non mi secca il mio nome mi paice, è che in famiglia siamo diverse a chiamarci così e questo non depone a favore della creatività dei genitori e dell'originalità, ma tant'è. Di originalità ne metto già in abbondanza di mio rispotto alle amonime
2. Quando è stata l'ultima volta che hai pianto?
Un paio d'ore fa. Piango spesso. Nella fattispecie avevo mal di testa e non studiavo,c osì mi sono vista un film che avevo in lista da tempo ma è triste e deprimente "Il settimo sigillo" conosci? E' degli anni '50. Così mi sono messa a pensare a cose e ho pianto. Come sempre. Raggomitolata sul letto.
3. Ti piace la tua calligrafia?
No, e peggiora sempre di più. Non la controllo più, sembrano geroglifici.
4.Qual è il tuo pasto preferito a base di carne?
Hamburger. E le polpettine. Ma sto cercando di diventare vegetariana. Non sono una gran mangiona di carne in realtà mi paice poco. Solo che un cheeseburger ogni tanto vorrei farmelo
5. Hai figli?
Ogni sogno che nutro è figlio mio. Bambini non ne ho. Sarebbe troppo bello e a me le cose belle non capitano mai. Quindi non mi illudo. No non sarebbe bello, sarebbe un sogno...
6. Se tu fossi un'altra persona, saresti amica di te stessa?
Eh...be' io sì, lo sarei, ma non credo che in molto sarebbero d'accordo visto che amici non ne ho.
7. Sei una persona ironica?
Molto.
8. Hai ancora le tue tonsille?
Sì, sì... E che tonsille!
9. Faresti Bungee Jumping
No.
10. Qual è il tuo cereale preferito?
Il muesli.
11. Ti sleghi le scarpe prima di togliertele?
Quelle da ginnastica no. Gli anfibi per forza.
13. Il tuo gelato preferito
Sì. Mia nonna. Non mi secca il mio nome mi paice, è che in famiglia siamo diverse a chiamarci così e questo non depone a favore della creatività dei genitori e dell'originalità, ma tant'è. Di originalità ne metto già in abbondanza di mio rispotto alle amonime
2. Quando è stata l'ultima volta che hai pianto?
Un paio d'ore fa. Piango spesso. Nella fattispecie avevo mal di testa e non studiavo,c osì mi sono vista un film che avevo in lista da tempo ma è triste e deprimente "Il settimo sigillo" conosci? E' degli anni '50. Così mi sono messa a pensare a cose e ho pianto. Come sempre. Raggomitolata sul letto.
3. Ti piace la tua calligrafia?
No, e peggiora sempre di più. Non la controllo più, sembrano geroglifici.
4.Qual è il tuo pasto preferito a base di carne?
Hamburger. E le polpettine. Ma sto cercando di diventare vegetariana. Non sono una gran mangiona di carne in realtà mi paice poco. Solo che un cheeseburger ogni tanto vorrei farmelo
5. Hai figli?
Ogni sogno che nutro è figlio mio. Bambini non ne ho. Sarebbe troppo bello e a me le cose belle non capitano mai. Quindi non mi illudo. No non sarebbe bello, sarebbe un sogno...
6. Se tu fossi un'altra persona, saresti amica di te stessa?
Eh...be' io sì, lo sarei, ma non credo che in molto sarebbero d'accordo visto che amici non ne ho.
7. Sei una persona ironica?
Molto.
8. Hai ancora le tue tonsille?
Sì, sì... E che tonsille!
9. Faresti Bungee Jumping
No.
10. Qual è il tuo cereale preferito?
Il muesli.
11. Ti sleghi le scarpe prima di togliertele?
Quelle da ginnastica no. Gli anfibi per forza.
13. Il tuo gelato preferito
Sundae vaniglia e caramello.
14. Cosa noti come prima cosa nelle altre persone?
L'insieme, credo.
15. Rosso o rosa?
Rosa.
16. Cos'è che ti piace meno di te?
Molte cose. L'insicurezza. Non mi fa vivere.
17. Cosa ti manca di più?
La vita che ho nei miei sogni.
18. Vorresti che tutti completassero questa lista?
E' una persona e se vuole....
9. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento?
Tenuta domestica: tuta in ciniglia con giacchetta e cappello viola.
21. Che musica stai ascoltando?
Ora niente, due secondi prima di scrivere la mail, Iris, Goo goo dolls
22. Se fossi un pastello che colore saresti?
Rosa pastello
23. Profumi preferiti?
Torta che cresce nel forno,cioccolato caldo, peonie, non ti scordar di me, iris, croissant alla crema e sciropo d'amarene.
24. Qual è stata l'ultima persona con cui hai parlato al telefono?
Un tipo.
25. Ti piace la persona che ti ha spedito questa cosa?
Me la so cercata da sola. Io mi piaccio? Quanto basta.
26. Sport preferito da vedere?
Nessuno. Anzi Lacross. Non so che diavolo è ma il nome mi è spere piaciuto.
27. Colore dei capelli?
Castagna
28. Colore degli occhi?
Nocciola
29. Indossi lenti a contatto?
No, ma li sceglierei viola o grigio-cielo-in-tempesta.
30.Cibi preferiti?
Patatine fritte e pizza
31. Film horror o a lieto fine?
Horror, no. LIeto fine...dipende comunque tra i due meglio il lieto fine.
32. Ultimo film visto?
"Il settimo sigillo" di Bergman.
34. Estate o inverno?
Autunno e Primavera.
35. Abbracci o baci?
Abbracci e baci.
37. Cosa vuoi fare da grande?
L'insieme, credo.
15. Rosso o rosa?
Rosa.
16. Cos'è che ti piace meno di te?
Molte cose. L'insicurezza. Non mi fa vivere.
17. Cosa ti manca di più?
La vita che ho nei miei sogni.
18. Vorresti che tutti completassero questa lista?
E' una persona e se vuole....
9. Di che colore hai i pantaloni e le scarpe in questo momento?
Tenuta domestica: tuta in ciniglia con giacchetta e cappello viola.
21. Che musica stai ascoltando?
Ora niente, due secondi prima di scrivere la mail, Iris, Goo goo dolls
22. Se fossi un pastello che colore saresti?
Rosa pastello
23. Profumi preferiti?
Torta che cresce nel forno,cioccolato caldo, peonie, non ti scordar di me, iris, croissant alla crema e sciropo d'amarene.
24. Qual è stata l'ultima persona con cui hai parlato al telefono?
Un tipo.
25. Ti piace la persona che ti ha spedito questa cosa?
Me la so cercata da sola. Io mi piaccio? Quanto basta.
26. Sport preferito da vedere?
Nessuno. Anzi Lacross. Non so che diavolo è ma il nome mi è spere piaciuto.
27. Colore dei capelli?
Castagna
28. Colore degli occhi?
Nocciola
29. Indossi lenti a contatto?
No, ma li sceglierei viola o grigio-cielo-in-tempesta.
30.Cibi preferiti?
Patatine fritte e pizza
31. Film horror o a lieto fine?
Horror, no. LIeto fine...dipende comunque tra i due meglio il lieto fine.
32. Ultimo film visto?
"Il settimo sigillo" di Bergman.
34. Estate o inverno?
Autunno e Primavera.
35. Abbracci o baci?
Abbracci e baci.
37. Cosa vuoi fare da grande?
"La scrittrice", come risponde Winona Ryder in Ragazze interrotte.
38. Se potessi tornare indietro nel tempo che faresti?
Darei un bacio a mio padre e direi alla me piccola di non aver paura a essere se stessa.
39. Che libro stai leggendo?
"Il condominio" di Ballard e per la tesi, tra gli altri, anche uno di narrativa "La misteriosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco.
40. Cosa c'è sul tuo tappetino del mouse?
Odio i tappetini non ne usoò
41.Cosa hai visto in TV ieri sera?
Tv eliminata volontariamente dalla mia vita. Mi guarderò un film.
42. I tuoi suoni preferiti?
La sigla iniziale di "2001: odissea nello spazio", gli assoli di chitarra, il calpestio delle foglie secche, lo sciabordio delle onde, lo schioccare di una bandiera al vento.
43. ROLLING STONES O BEATLES?
Non mi dispiacciono gli Stones, ma Beatlese, religiosamente Beatles.
44. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato?
Val d'Aosta.
45. Hai un talento speciale?
Sì.
46 Dove sei nato?
A Catanzaro. Purtroppo.
47. Chi speri assolutamente di incontrare nella tua vita?
Un amore splendido, per citare un altro film.
48 . Come hai incontrato la tua dolce metà?
"Il condominio" di Ballard e per la tesi, tra gli altri, anche uno di narrativa "La misteriosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco.
40. Cosa c'è sul tuo tappetino del mouse?
Odio i tappetini non ne usoò
41.Cosa hai visto in TV ieri sera?
Tv eliminata volontariamente dalla mia vita. Mi guarderò un film.
42. I tuoi suoni preferiti?
La sigla iniziale di "2001: odissea nello spazio", gli assoli di chitarra, il calpestio delle foglie secche, lo sciabordio delle onde, lo schioccare di una bandiera al vento.
43. ROLLING STONES O BEATLES?
Non mi dispiacciono gli Stones, ma Beatlese, religiosamente Beatles.
44. Qual è il posto più lontano da casa che hai visitato?
Val d'Aosta.
45. Hai un talento speciale?
Sì.
46 Dove sei nato?
A Catanzaro. Purtroppo.
47. Chi speri assolutamente di incontrare nella tua vita?
Un amore splendido, per citare un altro film.
48 . Come hai incontrato la tua dolce metà?
Non l'ho incontrata.
49. Cosa dove assolutamente avere la tua metà per essere tale?
Un cervello pari al mio.
50. Se dovessi scegliere in questo momento una canzone, un nome, un fiore, un libro e un film, cosa sceglieresti?
"This is love" Guns'n Roses; Renée; peonie; "Il paradiso deglo orchi" di Pennac; "The outsiders" di F. F. Coppola.
Odio vivifico 5, ovvero amici amici, amici 'u cazzu
Ho abbandonato lo sviluppo dei punti che mi ero riproposta di elaborare in questo post "Vivifico, rinvigorente, giustificato odio". Questo lo avevo un paio di mesi fa. Me l'ero scordato ma siccome ormai è scritto non lo butto mica via. E non è detto che nont rovi tempo e voglio per sviluppare gli altri due punti restanti nei prossimi mesi. Chissà.
5) i miei presunti amici, a cui avrei dato tutta me stessa e che non l’hanno voluta, nonostante si sforzassero di dire il contrario, avessero almeno le palle di dire che non mi vogliono come amica invece di fare i preziosi del cazzo.
P.S.: Prego notare la particolare velenosità dello scritto. Stavo davvero incazzata all'epoca. Che scema ero a prendermela tanto.
5) i miei presunti amici, a cui avrei dato tutta me stessa e che non l’hanno voluta, nonostante si sforzassero di dire il contrario, avessero almeno le palle di dire che non mi vogliono come amica invece di fare i preziosi del cazzo.
Mi hanno tutti sbattuto la porta in faccia fino a farmi cadere il naso e io a inseguire a cercare di capire ad ammettere i miei difetti a perdonare, per cosa?
Avere di nuovo la porta battuta sul naso.
S’impiccassero io non rincorro più nessuno. Non che a loro importi perché sono tanto presi da loro stessi da non accorgersi neanche della mia assenza, perché non hanno idea di cosa sia l’amicizia. Io ho avuto pochi amici ma sono stata per loro un amica vera, non perfetta per carità, magari sbagliando per carità, ma vera e sincera e ci sono sempre stata, cazzo, sempre. E loro lì, di volta in volta, di anno in anno, a inventarsi scuse e sparire. O a sparire senza scuse. Non c’è scusa che tenga: sei un fottuto babbeo che non ha più bisogno di me. Ecco la realtà dell’amicizia, che tuttila capiscano infine.
Per la mia amica che aveva il padre malato mi sono ricaricata il cellulare per chiamarla e distrarla, ora il padre sta bene e lei, sparita.
Per l’amico con cui ho parlato per anni ininterrottamente,per ore, che si è trovato la ragazza e a che gli servo io più?
Per il troglodita del cazzo che mi ha trattata di merda e a cui io non ho mancato mai neanche di fargli un augurio di buon compleanno nonostante lo stronzo non mi cagasse di striscio. E lui, fresca fresca questa eh, neanche mi ha risposto per ringraziarmi, sai…fare i preziosi piace tanto agli sfigati solo così si possono sentire Dio visto che in realtà sono cacca. Magari un dio di cacca, ma sempre merda sono.
Poi ci sono quelli che ti cagano solo quando hanno delle mire per poi dileguarsi immediatamente dopo.
Quelli che fanno i preziosi per darsi un tono e non ti contattavano aspettando che sia tu a farlo.
Quelli che s’inventano storie affinchè possano liberarsi di te con stile o almeno quello che nella loro testa bacata viene spacciato per stile.
Quelli che ti dicono che ti sono amici per non cagarti mai, sono i peggiori perché non hanno neanche una palla su due per dirti che non lo sono tuoi amici.
Addirittura quelli che ti giudicano, non bastando già parenti e universitari e avallano la pretesa di dirti come sei e perché lo sei e che a loro scoccia, altezzosi e pignoli che non sanno guardare i loro difetti e mettono in risalto quelli altrui per non sentirsi troppo scemi tutti insieme.
Il punto è che per me amicizia vuol dire una cosa e una sola, la interpreto solo in una maniera e la porto avanti così. Ho capito una cosa da tutti questi fallimentari rapporti di non-amicizia. Non che ognuno interpreta la sua personale idea di amicizia, magari fosse questo.
Nessuno vuole perdere tempo a essere davvero amico, amico nel mio senso, quello sincero, trasparente e totale. Amico serve a riempire il tempo, amico serve a uscire, amico serve se hai qualche mira nei suoi confronti. Quando l’amico non serve più o non riempie più i buchi adeguatamente, l’amico non serve più.
Io non mi posso adeguare a questo modo di vedere le cose. Perché io non sono così, grazie agli dei. Quindi facessero i preziosi e giudicassero e ignorassero quanto vogliono per quel mi riguarda, possono insudiciarsi di ego tronfio tutto il tempo, con me hanno chiuso: non mi piacciono amici così, non mi piacciono persone così, non mi piacciono scarafaggi e insetti così.
P.S.: Prego notare la particolare velenosità dello scritto. Stavo davvero incazzata all'epoca. Che scema ero a prendermela tanto.
domenica 10 aprile 2011
Misteri da web
Spulciando tra le statistiche sulle fonti di accesso al mio blog, mi sono accorta che diverse provenivano da un sito inglese di informazione focalizzata sulla donna. Mentre si attende il caricamento per l'accesso, invece della solita pubblicità, questi propongono una lista di cinque blog tenuti al femminile o tenuti da donne da visitare. E tra questi c'era il mio. Il perchè ci fosse il mio è un mistero visto che non sono mai stata su quel sito prima d'ora, nè il mio blog è scritto in inglese come invece tutti gli altri proposti.
Mi fa piacere? No non me ne frega molto, ma resta un mistero e se qualcuno passando per sbaglio sa perchè possa essere successo e fosse colto da un irrefrenabile desiderio di spiegarmelo, mi farebbe piacere. Ma mi fa ugualmente piacere se resta un mistero.
Mi fa piacere? No non me ne frega molto, ma resta un mistero e se qualcuno passando per sbaglio sa perchè possa essere successo e fosse colto da un irrefrenabile desiderio di spiegarmelo, mi farebbe piacere. Ma mi fa ugualmente piacere se resta un mistero.
mercoledì 30 marzo 2011
Commemorazione di un post mai pubblicato
Ok.
Avevo scritto un bellissimo post, molto poetico, ispirato, sottile, su un commento che ho letto su internet, scritto da una mia vicina idiota e vuota e idiota e vuota e così idiota e così vuota che non riesco a trovare altri aggettivi abbastanza calzanti per descriverla. E poi...
E poi l'ho riletto e mi sono accorta che era troppo cattivo, troppo intriso di odio e malevolenza e sapere che quella roba che spandeva odio e malevolenza l'avevo scritta io, mi ha fatto un effetto ripugnante e ho cancellato il bellissimo e ispirato post.
E così nessuno avrà mai l'opportunità di leggerlo.
Erà così profondo e intelligente che qualcuno, che ne so, un certo Tippete per esempio, passando di qua e leggendolo per sbaglio, ne avrebbe beneficiato. Quelle frasi supreme gli avrebbero sicuramente cambiato la vita, perchè parole così intuitive, argomentazioni così acute, non possono essere lette e lasciare persone e cose e storia invariate.
Oppure l'avrebbe letto un magnate dell'editoria, tipo Rupert Murdoch, e mi avrebbe ingaggiata per tenere una striscia di opinioni di carattere culturale e sociale su uno dei suoi magazine.
Ecco: la mia coscienza ha impedito che il mio brillante post mi cambiasse la vita. Fantastico! Davvero grandioso continuo a zapparmi i piedi da sola siccole le cose mi vanno già così bene, mi vanno...
Si intitolava "Cretina". Che titolo intuitivo. Quale esplicita pregnanza in una parola sola. E nonostante non lo pubblichi la cretina in questione, resta una cretina, questo è ovvio.....
Terribile, terribile perdita...
Avevo scritto un bellissimo post, molto poetico, ispirato, sottile, su un commento che ho letto su internet, scritto da una mia vicina idiota e vuota e idiota e vuota e così idiota e così vuota che non riesco a trovare altri aggettivi abbastanza calzanti per descriverla. E poi...
E poi l'ho riletto e mi sono accorta che era troppo cattivo, troppo intriso di odio e malevolenza e sapere che quella roba che spandeva odio e malevolenza l'avevo scritta io, mi ha fatto un effetto ripugnante e ho cancellato il bellissimo e ispirato post.
E così nessuno avrà mai l'opportunità di leggerlo.
Erà così profondo e intelligente che qualcuno, che ne so, un certo Tippete per esempio, passando di qua e leggendolo per sbaglio, ne avrebbe beneficiato. Quelle frasi supreme gli avrebbero sicuramente cambiato la vita, perchè parole così intuitive, argomentazioni così acute, non possono essere lette e lasciare persone e cose e storia invariate.
Oppure l'avrebbe letto un magnate dell'editoria, tipo Rupert Murdoch, e mi avrebbe ingaggiata per tenere una striscia di opinioni di carattere culturale e sociale su uno dei suoi magazine.
Ecco: la mia coscienza ha impedito che il mio brillante post mi cambiasse la vita. Fantastico! Davvero grandioso continuo a zapparmi i piedi da sola siccole le cose mi vanno già così bene, mi vanno...
Si intitolava "Cretina". Che titolo intuitivo. Quale esplicita pregnanza in una parola sola. E nonostante non lo pubblichi la cretina in questione, resta una cretina, questo è ovvio.....
Terribile, terribile perdita...
lunedì 28 marzo 2011
Fruit, Love e fondi di caffè
Per la seconda volta in una settimana, sul fondo della tazza da cui ho sorseggiato un qualche tipo di bevanda pseudo calda, ho rinvenuto una forma cuoriforme, presago di passioni devastanti.
O almeno mi illudo che sia così. D'altronde che male c'è a illudersi un po'? Certo dovrei vivere con i piedì più piantati in terra. Ma avere i piedi be piantanti in terra fa tanto terreste, Sancio Panza e business woman, insomma è una gran pizza! Preferisco appartenere ai Do Quijote di questo mondo, anche se siamo una stirpe misera, in estinzione.
E poi non è colpa mia non ho certo ideato io questa tradizione dell'interpretazione dei fondi delle tazze che siano caffè o foglie di tè. Mi limito semplicemente a prenderne atto e a reinterpretarli a modo mio. E non ci vuole un genio a interpretare un cuore, da sempre simbolo di passioni e lovvvvve. Secondo le mie tazze, quindi, mi si prospetta una primevare da sentimenti impazziti o un estate in amore... più probabile l'estate credo, spero... ora c'ho troppo da fare con esami e tesi. Non me lo godrei o forse se succedesse avrei una spinta in più per laurearmi e farla finita.
A meno che i miei fondi tazzi non stiano tenacemente e disperatamente cercando di avvertirmi sulla possobilità di un infarto prematuro. E io da bella sognatrice non mi fossilizzi sulla storia d'amore tanto desiderata. In effetti stanotte non ho chiuso occhio e avevo tachicardia... mi sa che è più probabile la seconda opzione... Ma sai che pizza anche questo. Meglio ignorarlo e continuare a sognare di baci appassionati e fughe nelle notti d'Oriente. Be' non che in Oriente versi molto bene la situazione in questi giorni, meglio optare per un saldo occidente va...finche regge l'occidente almeno.
Il tutto, ovviamente, sempre ammesso che siano passabili di vaticini futuri anche i fondi di una tazza di caffè americano piuttosto che quelli del caffè espresso e, al posto delle foglie di tè, quelli dell'infuso al lampone, vaniglia, ibisco, rosa canina, mela, aroma d’arancia e bacche di sambuco.
Una particolarità divertente a questo proposito è che l'infuso in questione appartiene alla linea "Fruit Love" (o "Heibe Liebe"), infusi aromatizzati e fruttatu della Pompadour. Una coincidenza che il fondo della tazza da cui ho sorsegiato per mezz'ora la tisana Fruit Love abbia generato un cuoricino nebbioso, ondulato, sdoppiato, dai colori ambrati e rosa lampone? Ci sanno fare questi della Pompadour!
O almeno mi illudo che sia così. D'altronde che male c'è a illudersi un po'? Certo dovrei vivere con i piedì più piantati in terra. Ma avere i piedi be piantanti in terra fa tanto terreste, Sancio Panza e business woman, insomma è una gran pizza! Preferisco appartenere ai Do Quijote di questo mondo, anche se siamo una stirpe misera, in estinzione.
E poi non è colpa mia non ho certo ideato io questa tradizione dell'interpretazione dei fondi delle tazze che siano caffè o foglie di tè. Mi limito semplicemente a prenderne atto e a reinterpretarli a modo mio. E non ci vuole un genio a interpretare un cuore, da sempre simbolo di passioni e lovvvvve. Secondo le mie tazze, quindi, mi si prospetta una primevare da sentimenti impazziti o un estate in amore... più probabile l'estate credo, spero... ora c'ho troppo da fare con esami e tesi. Non me lo godrei o forse se succedesse avrei una spinta in più per laurearmi e farla finita.
A meno che i miei fondi tazzi non stiano tenacemente e disperatamente cercando di avvertirmi sulla possobilità di un infarto prematuro. E io da bella sognatrice non mi fossilizzi sulla storia d'amore tanto desiderata. In effetti stanotte non ho chiuso occhio e avevo tachicardia... mi sa che è più probabile la seconda opzione... Ma sai che pizza anche questo. Meglio ignorarlo e continuare a sognare di baci appassionati e fughe nelle notti d'Oriente. Be' non che in Oriente versi molto bene la situazione in questi giorni, meglio optare per un saldo occidente va...finche regge l'occidente almeno.
Il tutto, ovviamente, sempre ammesso che siano passabili di vaticini futuri anche i fondi di una tazza di caffè americano piuttosto che quelli del caffè espresso e, al posto delle foglie di tè, quelli dell'infuso al lampone, vaniglia, ibisco, rosa canina, mela, aroma d’arancia e bacche di sambuco.
Una particolarità divertente a questo proposito è che l'infuso in questione appartiene alla linea "Fruit Love" (o "Heibe Liebe"), infusi aromatizzati e fruttatu della Pompadour. Una coincidenza che il fondo della tazza da cui ho sorsegiato per mezz'ora la tisana Fruit Love abbia generato un cuoricino nebbioso, ondulato, sdoppiato, dai colori ambrati e rosa lampone? Ci sanno fare questi della Pompadour!
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venerdì 18 marzo 2011
Odio vivifico 2, ovvero il giudizio sempiterno del parentado
2) i miei parenti che per buone ragioni o pessimi proponimenti hanno sempre finito per umiliarmi;
Non credo di essere l'unica ad avere subito disagi di qualsivoglia tipo da famiglia e parenti e dico ciò con dispiacere perchè mi piace da matti considerare me stessa diversa, speciale anche solo per le angustie subite. Poter quindi immedesimare la parte dell'incompresa ribelle che si rifugia nell'indifferenza e usa dardi di sarcasmo per controbattere critiche e mancanza di consensi.
Armi necessarie sarcasmo e indifferenza, ma non bastevoli quando devi continuamente rendere conto e se non rendi conto è peggio che se ne rendi. E la gente che non sa, la gente che non conosce e non capisce ti dice di ignorarli, ma non si può. Certo è la soluzione giusta. La gente che non sa ti sa dare ottimi consigli di solito. Ma è una soluzione irrealizzabile se i parenti sono parte costante della tua vita e della tua famiglia.
Tu puoi provarci e ci tenti perchè hai bisogno di sapere che un modo per zittirli deve esserci. Ti serve saperlo. Ma poi lo fai e ti rendi conto che è inutile.
Ho passato anni a dire a me stessa che non è colpa loro se io sono diversa e loro non lo capiscono, che non usano cattiveria nel stare continuamente a soppesare e giudicare ogni mia mossa e soprattutto, non mossa , nell'umiliarmi e ....io non ho le parole per spiegare come mi fanno sentire ok? Non lo so.
Mi hanno fatto stare male e li odio per questo, per tutto quello che mi hanno fatto passare in questi anni. Posso sentirmi in colpa perchè li odio e sì... mi sento dannatamente in colpa per questo ma li odio ...ed è patetico che continui a non ammetterlo solo per sperare di essere qualcosa di meglio di quanto non sia in realtà. Non sono niente di meglio e ogni persona che ho conosciuto me lo ha confermato con l'atteggiamento che ha usato nei miei confronti, ogni aspetto della mia vita è un lampante esempio di quanto non sia una persona neanche lontanamente decente.
Assodato ciò tutto il resto viene da sè.
Che cazzate sto scrivendo.... Sto solo girando intorno alla questione perchè in realtà non voglio trattarla se non in schietti termini.
Odio i miei zii materni perchè so che loro provano affetto per me, ma in realtà non sono io, Dafne, la ragazza per cui provano affetto. Non mi conoscono neanche. Loro si sono sempre aspettati che io facessi la cosa giusta, ma non hanno mai saputo cosa è giusto per me. Sono un'egoista del cazzo a pensare che la situazione in cui mi trovo sia il risultato di scelte impostemi dagli altri, della merda in cui sono stata spinta, della fiducia che nessuno mi ha dato, dell'affetto che per meritarmi ogni volta chissà che devo fare perchè nessuno me lo ha mai dato gratuitamente, non quello vero e sincero almeno, un affetto che fosse solo mio, dedicato a me, suscitato da me, e non da qualcuno che è figlia o nipote, che sia dedicato a me e non a chi è buona ora perchè vi intrattiene e non è più buona quando non sta abbastanza bene per essere allegra e frizzante. Egoistico o meno, questo penso e non posso, non voglio più, fare finta di non pensarlo.
Non ho voglia di parlare neanche dei parenti paterni. Pensano che tutti devono essere come loro, pensare come loro, agire come loro... insomma il peggiore degli atteggiamenti mentali, il più infino e triviale dei modi di essere. E io, che a proprio non sono così, sono stata passata sotto il loro giudizio...ma non è solo il giudizio, dannazione.... non riesco a spiegarmi oggi. L'unico è fare un esempio.
In quella fatidica giornata che ho trascorso, qualche settimana fa con quella mia zia che incarna il capostipite matriarcale dei parenti paterni (e di cui non ho ancora scritto perchè mi viene la nausea al solo ricordo), dopo una mattinata di noiose commissioni e discorsi con vecchie di turno sul punto a croce e punto mattino e punto giorno o come cavolo si chiamano i ricami che fanno (credo di aver desiderato una pistola per la prima volta in vita mia, il che la dice lunga su quanto incidano le persone che ci circondano nelle scelte estreme...), questa ha passato tre ore a sentenziare sulla vita degli altri. Le seguenti due ore sono trascorse nel paragonare le loro famiglie-scelte-vita alla sua di vita-scelte-famiglie, e ne è uscito che la sua è retta e giusta e amorevole e calda al confronto dell'ambiguo materialismo altrui. Mezz'ora è stata dedicata agli ex fidanzati di mia cugina e all'attuale ragazza di mio cugino, a quanto loro siano imperfetti per i suoi figli, in quanto non agiscono come farebbe lei e quindi come lei si aspetta.
Infine, finalmente, l'ora restante prima dell'arrivo dei figlio, è stata dedicata a me, come temevo e mi aspettavo, al fatto che io sono così, che sto in casa, che non partecipo alla vita di paese come loro fanno, che "non sono mai stata propositiva", che devo lasciare l'università visto che non riesco a finire e andare via, che mi la vita è breve e devo trovare qualcuno, tipo un uomo ("e tu ancora niente?"). Ovviamente evito di commentare perchè si commenta da solo. Mi sembra di sprecare parole inutilmente.
Il tutto nel tono propositivo e dolcificato, quasi affettuoso della zia preoccupata. Il brutto con lei è che - sia effettivamente così o pervenga così a me perchè sono oramai prevenuta e mi aspetto questi atteggiamenti da lei, non lo so giudicare - non manca mai di aggiungere seppur in tono dolcigno, seppur fingendo premura, un'accusa nei tuoi riguardi inappellabile.
"E' così con lei, è trattata male dal marito ma lei se l'è voluta"
"Sei bloccata in questa situazione all'università, ma sei statica non reagisci"
"Tua madre e tuo padre? Storia sfortunata, bella stodia d'amore? Sì, ma tuo padre aveva lasciato tua madre, poi ha fatto la cosa giusta"
Roba del genere e tralasciamo l'ultima frase... l'ha detta per qualche ragione lei non dice mai nulla a caso. O forse era solo un altro modo per glorificare la sua di storia perchè prima mi aveva fatto due palle così su lei e zio.
Questo post è confuso e inutile e senza senso e mal scritto. Tanto quanto la mia famiglia. Non ho intenzione di rigovernarlo.
Non credo di essere l'unica ad avere subito disagi di qualsivoglia tipo da famiglia e parenti e dico ciò con dispiacere perchè mi piace da matti considerare me stessa diversa, speciale anche solo per le angustie subite. Poter quindi immedesimare la parte dell'incompresa ribelle che si rifugia nell'indifferenza e usa dardi di sarcasmo per controbattere critiche e mancanza di consensi.
Armi necessarie sarcasmo e indifferenza, ma non bastevoli quando devi continuamente rendere conto e se non rendi conto è peggio che se ne rendi. E la gente che non sa, la gente che non conosce e non capisce ti dice di ignorarli, ma non si può. Certo è la soluzione giusta. La gente che non sa ti sa dare ottimi consigli di solito. Ma è una soluzione irrealizzabile se i parenti sono parte costante della tua vita e della tua famiglia.
Tu puoi provarci e ci tenti perchè hai bisogno di sapere che un modo per zittirli deve esserci. Ti serve saperlo. Ma poi lo fai e ti rendi conto che è inutile.
Ho passato anni a dire a me stessa che non è colpa loro se io sono diversa e loro non lo capiscono, che non usano cattiveria nel stare continuamente a soppesare e giudicare ogni mia mossa e soprattutto, non mossa , nell'umiliarmi e ....io non ho le parole per spiegare come mi fanno sentire ok? Non lo so.
Mi hanno fatto stare male e li odio per questo, per tutto quello che mi hanno fatto passare in questi anni. Posso sentirmi in colpa perchè li odio e sì... mi sento dannatamente in colpa per questo ma li odio ...ed è patetico che continui a non ammetterlo solo per sperare di essere qualcosa di meglio di quanto non sia in realtà. Non sono niente di meglio e ogni persona che ho conosciuto me lo ha confermato con l'atteggiamento che ha usato nei miei confronti, ogni aspetto della mia vita è un lampante esempio di quanto non sia una persona neanche lontanamente decente.
Assodato ciò tutto il resto viene da sè.
Che cazzate sto scrivendo.... Sto solo girando intorno alla questione perchè in realtà non voglio trattarla se non in schietti termini.
Odio i miei zii materni perchè so che loro provano affetto per me, ma in realtà non sono io, Dafne, la ragazza per cui provano affetto. Non mi conoscono neanche. Loro si sono sempre aspettati che io facessi la cosa giusta, ma non hanno mai saputo cosa è giusto per me. Sono un'egoista del cazzo a pensare che la situazione in cui mi trovo sia il risultato di scelte impostemi dagli altri, della merda in cui sono stata spinta, della fiducia che nessuno mi ha dato, dell'affetto che per meritarmi ogni volta chissà che devo fare perchè nessuno me lo ha mai dato gratuitamente, non quello vero e sincero almeno, un affetto che fosse solo mio, dedicato a me, suscitato da me, e non da qualcuno che è figlia o nipote, che sia dedicato a me e non a chi è buona ora perchè vi intrattiene e non è più buona quando non sta abbastanza bene per essere allegra e frizzante. Egoistico o meno, questo penso e non posso, non voglio più, fare finta di non pensarlo.
Non ho voglia di parlare neanche dei parenti paterni. Pensano che tutti devono essere come loro, pensare come loro, agire come loro... insomma il peggiore degli atteggiamenti mentali, il più infino e triviale dei modi di essere. E io, che a proprio non sono così, sono stata passata sotto il loro giudizio...ma non è solo il giudizio, dannazione.... non riesco a spiegarmi oggi. L'unico è fare un esempio.
In quella fatidica giornata che ho trascorso, qualche settimana fa con quella mia zia che incarna il capostipite matriarcale dei parenti paterni (e di cui non ho ancora scritto perchè mi viene la nausea al solo ricordo), dopo una mattinata di noiose commissioni e discorsi con vecchie di turno sul punto a croce e punto mattino e punto giorno o come cavolo si chiamano i ricami che fanno (credo di aver desiderato una pistola per la prima volta in vita mia, il che la dice lunga su quanto incidano le persone che ci circondano nelle scelte estreme...), questa ha passato tre ore a sentenziare sulla vita degli altri. Le seguenti due ore sono trascorse nel paragonare le loro famiglie-scelte-vita alla sua di vita-scelte-famiglie, e ne è uscito che la sua è retta e giusta e amorevole e calda al confronto dell'ambiguo materialismo altrui. Mezz'ora è stata dedicata agli ex fidanzati di mia cugina e all'attuale ragazza di mio cugino, a quanto loro siano imperfetti per i suoi figli, in quanto non agiscono come farebbe lei e quindi come lei si aspetta.
Infine, finalmente, l'ora restante prima dell'arrivo dei figlio, è stata dedicata a me, come temevo e mi aspettavo, al fatto che io sono così, che sto in casa, che non partecipo alla vita di paese come loro fanno, che "non sono mai stata propositiva", che devo lasciare l'università visto che non riesco a finire e andare via, che mi la vita è breve e devo trovare qualcuno, tipo un uomo ("e tu ancora niente?"). Ovviamente evito di commentare perchè si commenta da solo. Mi sembra di sprecare parole inutilmente.
Il tutto nel tono propositivo e dolcificato, quasi affettuoso della zia preoccupata. Il brutto con lei è che - sia effettivamente così o pervenga così a me perchè sono oramai prevenuta e mi aspetto questi atteggiamenti da lei, non lo so giudicare - non manca mai di aggiungere seppur in tono dolcigno, seppur fingendo premura, un'accusa nei tuoi riguardi inappellabile.
"E' così con lei, è trattata male dal marito ma lei se l'è voluta"
"Sei bloccata in questa situazione all'università, ma sei statica non reagisci"
"Tua madre e tuo padre? Storia sfortunata, bella stodia d'amore? Sì, ma tuo padre aveva lasciato tua madre, poi ha fatto la cosa giusta"
Roba del genere e tralasciamo l'ultima frase... l'ha detta per qualche ragione lei non dice mai nulla a caso. O forse era solo un altro modo per glorificare la sua di storia perchè prima mi aveva fatto due palle così su lei e zio.
Questo post è confuso e inutile e senza senso e mal scritto. Tanto quanto la mia famiglia. Non ho intenzione di rigovernarlo.
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martedì 15 marzo 2011
L'importante è avere un piano
Diventerò strega e taglierò la testa al toro.
Poi userò questa in una cerimonia wicca e troverò un prescelto che mi soddisfi.
Sessualmente e non.
Dopodichè insieme, voleremo sulle scope e vivremo felici e contenti con altre streghe a Hogwarts, mangeremo crostata al rabarbaro e gelatine tutti i gusti più uno.
Figlieremo e governeremo sugli essere fatati della foresta.
Poi userò questa in una cerimonia wicca e troverò un prescelto che mi soddisfi.
Sessualmente e non.
Dopodichè insieme, voleremo sulle scope e vivremo felici e contenti con altre streghe a Hogwarts, mangeremo crostata al rabarbaro e gelatine tutti i gusti più uno.
Figlieremo e governeremo sugli essere fatati della foresta.
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venerdì 11 febbraio 2011
Sulla spiaggia dai Supersantos flosci
Sole argenteo, criniera verdognaola del mare che scolora in blu smorto, arruffata da brividi di inverno e onde spigolose, distesa di spiaggia piatta e intonsa, gabbiani, anatre che migrano e fanno riposino lasciandosi cullare dalle acque dondolanti, qualche pescatore, vento forte che scompiglia ogni capello della mia criniera, rami, tronchi canne portati dalle onde che ornano la spiaggia lì su, molto in alto, fin dove il mare si è spinto durante le recenti mareggiate, insieme a vari generi di rifiuti portati dal mare ma che non dovrebbero trovarsi in esso, da stufe a scarpe a caschi integrali per moto (ho controllato dentro non c'èra alcuna testa e peccato almeno così avrei potuto avvertire la scientifica e magari mi avrebbero mandato qualche bel figaccione come l'agente speciale dell'FBI Seely Booth...)... Insomma, spiaggia d'inverno e sempre la solita, poetica per carità, ma solita solfa.
Non fosse per una piccola stravaganza. Piccola sì, ma strana forte in verità. Durante la mia brevissima camminata defaticante e animata, ahimè da presupposti meno politically correct del solito, mi sono imbattuta in ben tre, dico tre Supersantos*, quei palloni con cui tutti giocammo da piccoli o da meno piccoli, arancioni con ragnatele nere e irruviditi al tatto da centinaia di microbrividi che rivestono il sottile strato di plastica che li compone e che tende a forarsi per un nonnulla. Vabbè...quelli lì, avete capito.
La cosa strana è che non erano mica insieme 'sti palloni ma, tutti rimpiccioliti perchè sgonfi (immagino) e tutti semipieni di acqua sciabordante, erano lontani l'un dall'altro, spersi tra i rovi che segnano il punto in cui è giunto il mare. Perciò ho ipotizzato siano vittime prese in ostaggio durante l'estate dal mare e restituiti dalle clementi e ruggenti acque d'inverno.
Non è assurdo? Insomma quante probabilità ci sono che sulla stessa spiaggia, a distanza di qualche decina di metri ci siano tre palloni? E io che ho fatto?
Li ho ricalciati in mare.
Sono rimasta a guiardarli per un po' cullati dalle onde e lucidati dalla salsedine, guadagnare prestissimo l'orizzonte. Alla fine sono diventati tre pallini colorati a punteggiare stonanti la linea azzurra. E ho pensato che con quella velocità avrebbero raggiunto altre coste prestissimo, Puglia o magari Grecia. E ho pensato ancora che qualcuno, vedendoli veleggiare a distanza l'uno dall'altro, giocosi seppur sgonfi e non nel loro ambiente, sarebbe stato attratto dalla loro incoerenza e si sarebbe chiesto il perchè della loro presenza nel suo mare.
E allora, questo pugliese o greco (dubito possa trattarsi di un siciliano perchè andavano in tutt'altra direzione, ma non si sa mai) avrebbe costruito involontariamente, dei possibili scenari in cui, tre Supersantos flosci, giungono nel suo mare. Un miliardesimo della vita di questo sconosciuto, ipotetico individuo, sarà manipolato da un mio gesto che ha alterato lo status quo delle cose e questo, stranamente e inquietantemente, mi fa sentire incredibilmente viva.
Quando ho lasciato la spiaggia il sole calava alle mie spalle, prestando il suo mantello d'argento dorato ora, non più alla linea dritta del mare a est, ma ai bordi frastagliati dei monti a ovest.
I tra Supersantos erano scomparsi alla mia vista.
* In realtà trattasi di Due Supersantos. Il terzo era uno di quei palloni di plastica liscia, leggeri, da spiaggia per bambini, raffiguranti i personaggi del film Disney "Nemo". Ma non potevo certo intitolare il pezzo "Due Supersantos e un pallone Disney-Nemo flosci"! Ci vuole pure un qualcerto virtuoso equilibrio nelle scelte delle parole da usare in una storia e in un titolo. E se la verità più trasparente ne risulterà opacizzata, amen. E vabbè. Pace e bene. Questo e altro per il virtuoso equilibrio.
Non fosse per una piccola stravaganza. Piccola sì, ma strana forte in verità. Durante la mia brevissima camminata defaticante e animata, ahimè da presupposti meno politically correct del solito, mi sono imbattuta in ben tre, dico tre Supersantos*, quei palloni con cui tutti giocammo da piccoli o da meno piccoli, arancioni con ragnatele nere e irruviditi al tatto da centinaia di microbrividi che rivestono il sottile strato di plastica che li compone e che tende a forarsi per un nonnulla. Vabbè...quelli lì, avete capito.
La cosa strana è che non erano mica insieme 'sti palloni ma, tutti rimpiccioliti perchè sgonfi (immagino) e tutti semipieni di acqua sciabordante, erano lontani l'un dall'altro, spersi tra i rovi che segnano il punto in cui è giunto il mare. Perciò ho ipotizzato siano vittime prese in ostaggio durante l'estate dal mare e restituiti dalle clementi e ruggenti acque d'inverno.
Non è assurdo? Insomma quante probabilità ci sono che sulla stessa spiaggia, a distanza di qualche decina di metri ci siano tre palloni? E io che ho fatto?
Li ho ricalciati in mare.
Sono rimasta a guiardarli per un po' cullati dalle onde e lucidati dalla salsedine, guadagnare prestissimo l'orizzonte. Alla fine sono diventati tre pallini colorati a punteggiare stonanti la linea azzurra. E ho pensato che con quella velocità avrebbero raggiunto altre coste prestissimo, Puglia o magari Grecia. E ho pensato ancora che qualcuno, vedendoli veleggiare a distanza l'uno dall'altro, giocosi seppur sgonfi e non nel loro ambiente, sarebbe stato attratto dalla loro incoerenza e si sarebbe chiesto il perchè della loro presenza nel suo mare.
E allora, questo pugliese o greco (dubito possa trattarsi di un siciliano perchè andavano in tutt'altra direzione, ma non si sa mai) avrebbe costruito involontariamente, dei possibili scenari in cui, tre Supersantos flosci, giungono nel suo mare. Un miliardesimo della vita di questo sconosciuto, ipotetico individuo, sarà manipolato da un mio gesto che ha alterato lo status quo delle cose e questo, stranamente e inquietantemente, mi fa sentire incredibilmente viva.
Quando ho lasciato la spiaggia il sole calava alle mie spalle, prestando il suo mantello d'argento dorato ora, non più alla linea dritta del mare a est, ma ai bordi frastagliati dei monti a ovest.
I tra Supersantos erano scomparsi alla mia vista.
* In realtà trattasi di Due Supersantos. Il terzo era uno di quei palloni di plastica liscia, leggeri, da spiaggia per bambini, raffiguranti i personaggi del film Disney "Nemo". Ma non potevo certo intitolare il pezzo "Due Supersantos e un pallone Disney-Nemo flosci"! Ci vuole pure un qualcerto virtuoso equilibrio nelle scelte delle parole da usare in una storia e in un titolo. E se la verità più trasparente ne risulterà opacizzata, amen. E vabbè. Pace e bene. Questo e altro per il virtuoso equilibrio.
domenica 30 gennaio 2011
Ho visto...
.... una bottiglia di vetro nuda e tenace.
Come marchio, solo un nastro bianco a infiocchettarle il collo.
L'ho vista tuffarsi in liquidi cobalto e magnesio,
trastullarsi ondeggiando in simil pendolo
e trovare il suo equilibrio.
Lei.
L'ho vista incastonarsi semisommersa,
un gioiello rilucente,
sul dorso increspato e intonso del Grande Animale.
Che coraggio!
Lei.
L'ho vista rimpicciolire
cullata dal respiro lento e ritmico della Bestia,
alzarsi e abbassarsi,
amalgamarsi all'essere,
smettere di essere
pur essendo per essere qualcosa di più,
di molto.
Poi, ha veleggiato verso isole remote,
rabbrividendo libera.
Lei.
E io?
Qua.
Lontana, ha occhieggiato un saluto di luce per me.
Come marchio, solo un nastro bianco a infiocchettarle il collo.
L'ho vista tuffarsi in liquidi cobalto e magnesio,
trastullarsi ondeggiando in simil pendolo
e trovare il suo equilibrio.
Lei.
L'ho vista incastonarsi semisommersa,
un gioiello rilucente,
sul dorso increspato e intonso del Grande Animale.
Che coraggio!
Lei.
L'ho vista rimpicciolire
cullata dal respiro lento e ritmico della Bestia,
alzarsi e abbassarsi,
amalgamarsi all'essere,
smettere di essere
pur essendo per essere qualcosa di più,
di molto.
Poi, ha veleggiato verso isole remote,
rabbrividendo libera.
Lei.
E io?
Qua.
Lontana, ha occhieggiato un saluto di luce per me.
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giovedì 13 gennaio 2011
...e rinasco più bella (e implume) che mai
Risucchiata dal vortice delle feste, ho latitato per questa prima porzione di anno con la mente annebbiata. E’ arrivato ora il momento di riprendere le redini del comando su l’altra me e gestire i ribelli pensieri maligni che maledicono la mia esistenza.
Non facile.
Ero prigioniera dell’altra, ostaggio di ingordigia e baccanali peccaminosi, spersa tra i fluidi ammalianti delle festose coccarde che hanno liquefatto ogni mia forza di volontà, ogni tentativo di strenua resistenza.
Sto faticosamente cercando di ritrovare me stessa, ma tutto ciò che sono riuscita a racimolare è uno smunto e pallido riflesso di una me stanca, che arranca verso non sa più bene cosa e forse mai lo ha saputo.
Credo di aver capito perché rispetto agli altri miei coetanei io sono indietro, io resto sempre un passo o più sotto. Perché il mio percorso prevede ogni volta una lotta con me stessa che agli altri è, probabilmente, quasi sicuramente mi permetto di osservare, risparmiata. Io perdo tempo a ricostruirmi, dopo ogni sconfitta (e sono tante le sconfitte), dopo ogni scalfittura, pezzo per pezzo per pezzo, cercandolo nell’oblio che mi circonda e con mano tremante rimettendolo al proprio posto, mosaico dissestato, rigenerando l’asse di un equilibrio precario su cui arrancare ancora un po’, prima di sbriciolarmi nuovamente in migliaia di pezzi.
E questo richiede tempo. E io ne ho bisogno. Ma gli altri non capiscono. Nessuno può capire.
Ho veramente passato giorni e notti da incubo, sola sola sola dannatamente sola, tormentata da vicino dai miei demoni più caparbi. Stavo impazzendo e non riuscivo a trovare una via di fuga. L’unica che mi si è presentata, unica e scontata sempre lì valida e presente, è la solita mattinata sulla spiaggia semideserta. E un inverno che non c’è, africano e solo in parte veleggiato da un infido vento freddo, me lo ha concesso. In realtà anche ieri pomeriggio ho fatto una rapida sortita, ma il sole cala presto, la notte ombreggia il mare prima che i monti e ho solo rimediato un mal di testa per l’umidità e un vorace appetito stimolato dall’odore del mare.
Stamattina invece ci ho passato cinque ore nette nette.
E’ il mio mare, ritiratosi dopo giorni di mare grosso, dalla spiaggia disseminata di fiumiciattoli oblunghi, rami e tronchi, bottiglie e carte di dolci nonché rimasugli di botti di Capodanno. Devono aver festeggiato in spiaggia…beati loro. Me la immagino la mia spiaggia, deserta e percorsa solo da agenti atmosferici e qualche pennuto, ricca di baldoria e fuochi d’artificio, di baci, di coppie che si rincorrono, di falò che lambiscono il buio, di risa e tuoni artificiali. Posso solo gustarla nella mia immaginazione… così bella anche allora, così diversa…
E’ come un dipinto mai sbiadito, lo stesso mare che ho lasciato in autunno, stesso paesaggio con ogni elemento incastonato al punto giusto affinché ognuno di essi, in successione accurata, come i tasti di pianoforte premuti in esatta sequenza, scateni, suggerisca la stessa melodia di sensazioni. Non sono pescatori ottuagenari che solcano con lo sguardo stanco l’azzurro alterno delle loro stagioni, sono i miei ricordi che si attorcigliano alle loro reti, che scalano le loro canne come pesci fantasma e mi richiamano come sirene; non è il solito sub che audace esplora abissi in ogni stagione seguito pigramente dalla sua boa stinta, ma il mistero del mare che mi sommerge ad ogni sortita sulla costa; non la risacca che amplifica il suo sciabordare e lo ripete all’infinito al punto da farmi desiderare di aver portato con me l’mp3 per non doverlo ascoltare ancora e ancora e ancora, ma l’eco delle storie che si sono affacciate alla mia mente durante le passeggiate; non la bambina che svicola dal controllo materno e si dirige speranzosa verso le onde, ma i miei desideri che ridono musicali e fugaci; non la sabbia dorata, ma un deserto d’argento che restituisce i miei passi alla moria notturna della’alta marea; non i gabbiani in volo stridente e compatto, ma la mia solitudine accentuata dal loro vivere in simbiosi; non il mare ballerino e turchese, ma la malinconia di sempre; non lamine di luce che sfarfallano accecando la vista e impreziosendo il golfo dove il sole sbatte allo zenit, ma la speranza e la forza che metto in ogni passo, per superare il deserto di dune, per vedere se dietro una di queste c’è finalmente la terra promessa, assetata, affaticata, assonnata e stordita da un sole di Calabria troppo dorato, troppo alto, troppo caldo e troppo bello per essere un sole d’inverno, a illuminare una spiaggia ora deserta in ogni sua rientranza, tranne che per la mia inutile e trascurabilissima presenza.
giovedì 30 dicembre 2010
Questione di semantica
Mi è appena stata ricordata una genialata di imprescindibile semantica firmata me.
Non so come posso averla concepita, ma meglio inciderla da qualche parte prima che svanisca nei recessi più disastrosamente bui della mia memoria, ovvero quasi tutti i recessi visto che ho una memoria che fa acqua in ogni dove…mi è sempre piaciuto paragonarla a uno scolapasta, credo renda l’idea alla perfezione.
Ah sì, la genialata. Sintetizzabile così:
1. Il termine dispregiativo “sfigata” non ha motivo di esistere al femminile perché non si può attribuire alle donne.
2. Perché letteralmente “sfigato” significa “privo di figa” e:
a) le donne non sono generalmente interessate alle fighe altrui quindi esserne prive non è sinonimo di sfiga;
b) le donne hanno la figa quindi non possono essere sfigate.
Mi pare lapalissiano, ma non ci pensa mai nessuno…
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