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domenica 3 luglio 2011

Odi (et amo): l'estate

Motivi d'odio per l'estate:
  1. Il caldo afoso che annienta lo spirito e la mente, appiccica la pelle, non dà tregua neanche se ti fai dieci docce al giorno; non ti fa dormire; non ti fa concentrare, non ti fa respirare e riesci solo a pregare che qualcuno spenga quel maldetto sole;
  2. Le zanzare, luride stronze che divorano le mie carni bianche. Perchè poi tendano a mangiare me più degli altri, è un mistero;
  3. I turisti: nord-italiani, francesi, americani e tedeschi, soprattutto i tedeschi che sono ovunque con i loro capelli tutti dello stesso colore giallino, le spalle larghe e il culo stretto, dovunque ti giri senti e vedi crucchi. I primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. A ottobre a mare ci sono solo loro! E intasano le strade, e allungano chilometricamente le file ai supermercati, pare tutta la Germania si ritrovi qui, in estate;
  4. I parenti che arrivano da tutte le parti di Italia con i cuginetti vocianti, pucciosissimi il primo giorno, per carità, rompicoglioni per tutto il resto delle vacanze. E ovviamente l'intero parterre di fidanzete e fidanzati dei cugini più grandi, non sia mai si staccassero qualche giorno oh...vuoi mettere l'amore!? Per non parlare del carrozzone di parenti dei parenti, che vengono a stare a casa tua per aspettare che arrivino gli altri e tu lì a rigirarti i pollici e a cercare un argomento per infrangere l'imbarazzante silenzio. Come se non avessi già i miei guai, io! Ma perchè diavolo non vanno a farsi un giro invece di stare a rompere a me? Ma il peggio del peggio sono le domande: "E che fai? E come mai non vieni al mare con noi [perchè dopo dovrei piantarmi due aghi arrugginiti nelle vene e sai...sono ancora giovane, qualche altro annetto vorrei passarlo su questa terra, tu che dici?] E quando ti laurei? E perchè non sei ancora laureata? E il ragazzo ce l'hai?" Ma fatevi un gran pacco di cazzi vostri!
  5. Le discoteche che suonano tutte nello stesso momento, tutte le stesse canzoni a distanze ravvicinate tanto che ti pare quasi di vedere quelle onde di orrenda musica house, cozzare tra di loro per aria e respingersi, come le palle di un flipper, impazzite;
  6. E il fatto che tutti fanno le stesse cose, tutti vanno negli stessi locali, tutti in spiaggia alla stessa ora, tutti a gardare gli stessi fuochi, tutti allo stesso concerto e, quel che è peggio, tutti si aspettano che tu fai lo stesso.E se ti azardi a chiedere perchè ti guardano pure male. Perchè sì, ecco perchè? Che domande...;
  7.  Tutti vestiti allo stesso modo con la stessa mise, raggruppati per età ed estradizione sociale, a frequantare in branco gli stessi locali alla moda, al punto che non li distingui, vedi solo le stesse masse nebulose, sarebbero identici se non fosse per il codice fiscale che non esibiscono però come cartellino indentificativo. Sarebbe una buona idea... un marchio, come le vacche;
  8. E le file infinite alle gelateria che fanno il gelato artigianale più buono;
  9. E il fatto che tutti sono felici e contenti che sia estate e tu no;
  10. E il fatto che per te estate o inverno cambia poco.


    Colonna sonora per questo post:

domenica 10 aprile 2011

Misteri da web

Spulciando tra le statistiche sulle fonti di accesso al mio blog, mi sono accorta che diverse provenivano da un sito inglese di informazione focalizzata sulla donna. Mentre si attende il caricamento per l'accesso, invece della solita pubblicità, questi propongono una lista di cinque blog tenuti al femminile o tenuti da donne da visitare. E tra questi c'era il mio. Il perchè ci fosse il mio è un mistero visto che non sono mai stata su quel sito prima d'ora, nè il mio blog è scritto in inglese come invece tutti gli altri proposti.
Mi fa piacere? No non me ne frega molto, ma resta un mistero e se qualcuno passando per sbaglio sa perchè possa essere successo e fosse colto da un irrefrenabile desiderio di spiegarmelo, mi farebbe piacere. Ma mi fa ugualmente piacere se resta un mistero.

giovedì 31 marzo 2011

Intermezzo

Ho troppo mal di testa per ricodare e scrivere della sera della festa di laurea successiva alla seduta (La seduta), ma sfrutto l'ultimo post marzolino per aggiungere aspetti succulenti che ho omesso nella cronaca precedente.

  1. Primo aspetto, stranamente positivo della giornata listata a nero sul calendario, è la mezza mattinata che ho avuto per me. E me la sono goduta, con piccoli conforti e autococcole volti ad aiutarmi ad affrontare la laurea, la noia, i parenti, le formule, le parole vuote, e le foto. Se avessi saputo il numero di foto ad attendermi, mi sarei concessa qualche sfizio in più, ma non potevo essere pronta a tale scempio di fotocamere. Quindi ho girellato per negozi, mi sono comprata le calze velate nere con inserti argentei, ho letto al parco e mi sono sparata un frappè al lampone e una treccia danese con crema e amarena. Molto remunerativo. 
  2. Mi sono accorta che sorbirsi le sbrodolose lagne degli universitari degustando un frappè al lampone, è molto meno tediante e tanto più divertente che quando il frappè non ce l'hai. Mi sono seduta a sarcasticare tra me e me su chi mi passava davanti, alternando un sorrisetto sgembo a una ciucciata odorosa di lampone vanigliato e ho imparato parecchio sulla fauna locale. L'exploit l'ho raggiunto quando stavo ormai per alzarmi ed ero al culmine del livelli di sarcasmo e di insofferenza per quello che mi aspettava, quando mi passano davanti tre ragazze, emblema dell'universitaria e della banalità al femminile. E una gracchia con stridula vocetta: "Eh no eh...non mi dite che questo sabato ci chiudiamo in quel palazzo! Piuttosto mi taglio le vene!". Al che nella mia mente parte il previsto e non meditato commento: "Oh sì, ti prego, fallo". Non fosse che non era proprio nella mia mente, ma era sulla mia lingua e attraverso le mie labbra, sillabato e ben udibile dalle ragazzuole. Me ne accorgo solo perchè incrocio le loro espressioni sorprese e scioccate, tra l'indeciso se l'essere arrabbiate per tale faccia tosta, e l'incredulo per cotanto scandaloso azzardo. La cosa mi ha divertito parecchio in realtà e ho esposto una faccia alla "Peace&Love babies". E poi sono andata verso il calvario.
  3. Ultima annotazione, la certezza oramai consacrata di non essere io nel torto con quei miei zii e cugini e di certo non sono io la stupida. Perchè ho raccontato a diverse persone la mia divestentissima, esilarante gag dei fiori (che mi secco trascrivere però, restarà esilarante solo per l'etere) e hanno tutti riso di gusto. Poi l'ho raccontata a mia zia e mia cugina usando le stesse parole, le stesse pause enfatiche, mimando i momenti più eclatanti e...niente. Sono rimaste lì, imbambolate, a guardarmi basite e piene di ripugnanza, come se avessi torto il collo a un uccelletto appena nato proprio sotto il loro naso. Anzi, sono abbastanza sicura che questo le avrebbe scioccate di meno. E' affascinante come la loro espressione fosse identica, d'altronde nonostante si passino 26 anni si vestono anche nello stesso modo, si tingono i capelli dello stesso colore, fanno le stesse cose come lavorare a maglia. Stessa espressione di sconvolta intolleranza e disprezzo fintamente celato. Ma loro sono così: identiche e impegnate quotidianamente a giudicare ogni dettaglio dell'essere e del fare altrui, mai perfetto come il loro. Certo cementano il rapporto madre-figlia con affinità inusitate per i tempi che corrono. Sai che pizza.

Americani: creativi o disgustosi?

Entrambe le cose direi. Estendono la creatività fino ai limiti e degenerano spesso e volentieri. Ma a me questo modo di essere piace. Primo perchè li porta a sperimentare esperienze suggestive, disparate, estreme. Poi perchè li rendi mai banali, monotoni e prevedibili. Per questo credo che in America io ci starei da dio. Sempre meglio che in Calabria, il calabrese doc è il contrario dell'americano tipo: barboso, prevedibile e piatto.

Così loro imbastardiscono le culture altre e sperimentano sensazioni assurde. Prendiamo la nostra sacra e italianissima pizza. Loro la mangiano anche con i cereali o al gusto d'ananas, da noi sarebbe inconcepibile!
E in Alabama hanno addirittura un distributore di pizza!

Pizza con la pasta sopra...andiamo è geniale! Disgustoso ma geniale!


All'arancia, allo yogurt, alla pesca
Pizza fruit
Pizza al cheesecake

Pizza al gelato
Pizza noci e miele

Pizza broccoli uvetta e nocciole
Pizza muffin
Pizza brownies

E poi tantissime altre come quella al chili, alle polpette, la pizza dessert, ma un vero spasso è il pizza burger che ti intasa le coronarie sì, ma non deve essere niente male. Consiste nell'utilizzare la pizza come panino già condita e poi aggiungere quello che vuoi più l'hamburger.

Pizza con caramelle e cioccolata e al marshmallow!!!!








Questa al cioccolato e marshmallow la provo di certo!!!
Ce ne sono moltissime...il senso del tutto oltre che vivendo in america igrasserei come una balena, è che ho una voglia matta di pizza. Non si era capito?

domenica 20 febbraio 2011

Buon massacro di San Valentino a tutti


 Riflessioni postume sulla festa di San Valentino:

La cosa che maggiormente odio del giorno di San Valentino non è il commercio e le tecniche consumistiche che la giustificano e la tengono viva, non sono certo una di quella che si profonde in ottusi monologhi preformati sulle feste spenderecce architettate dalle major dei cioccolatini. Prima di tutto perché amo i cioccolatini e non posso far loro questo sarebbe un orrido tradimento da parte mia all'unica cosa sempre dolce e sempre pronta a risollevare la mia depressione nella mia vita; e poi perché credo che tutto sia votato al consumismo nella nostra società spudoratamente economica capitalistica, quindi...grazie al ciuccio che lo è anche San Valentino.

La cosa che maggiormente odio del giorno di San Valentino non sono pupazzi, palloncini, ammennicoli, portafoto e quant'altro possa assumere una forma cuoriciosa sbattuta in faccia impudicamente a chiunque di cuoricioso non abbia una mazza nella sua esistenza, né il fatto che sono un pugno in faccia al buon gusto e di un kitsch allucinante. D'altronde se l'amore è il fulcro della festa di San Valentino, se il simbolo dell'amore è un organo cardiaco bellamente stilizzato, che colpa ne hanno i produttori di oggettucoli inutili e ingombranti che presto verranno scaricate nelle già straripanti discariche della Terra?

La cosa che maggiormente odio del giorno di San Valentino non sono neanche i telegiornali che ogni anno, puntuali, ci sommergono di servizi su questo sacrosantizzato momento, ripetendo esattamente le stesse parole che compongono le stesse frasi dell'anno precedente, perché visto l'aria che tira in Italia ricordare che l'amore è bello e pieno di gioie immense oltre che di soffocanti doveri familiari da cui pare tutti sfuggano cercando sesso selvaggio e favorendo la prostituzione, serve a distrarre un momento dall'amara realtà che è appunto quella in cui l'amore è fasulleria al servizio dell'istituzione matrimoniale da cui tutti, appunto, sfuggono cercando sesso selvaggio e in alcuni, noti fatti, favorendo la prostituzione.

La cosa che maggiormente odio della festa di San Valentino non sono le promesse d'amore espresse in frasette sdolcinate che confezionano i poco creativi scrittori di aforismi per bigliettini di auguri e che i partner di entrambi i sessi fanno propri in un ridondate sproloquio annacquato e riproposto in ogni storia, perché anche i poco creativi (che, ahinoi) si credono creativi, hanno il diritto di lavorare e salvare coloro i quali non sono in grado di elaborare da soli i loro ex voto. Cosa che da un lato mi rende triste per loro (no sono seria non sono sarcastica, sono molto, molto, triste per lo scarso uso che questi cervelli fanno di neuroni e di sentimenti... un passo indietro nell'evoluzione umana, si ritorna a Neanderthal quantomeno...), dall'altro rende allegro e gioioso il mio lato perverso perché mi fa sentire meno triste per non aver mai veramente avuto una storia d'amore e consapevole che nonostante questo non sono verbalmente limitata o destinata ad accontentarmi di pulviscoli di sentimento preconfezionato e stantio.

La cosa che maggiormente odio di San Valentino non sono neanche le coppiette in amore, magari aggregate in doppia o multipla coppia che invadono ristoranti e pizzerie in cerca del pasto con mandolino in sottofondo, tovaglia a quadretti, lume di candela, con spaghetto condiviso alle estremità che si raccoglie e avvicina labbra fameliche e polpetta regalata con deferenza all’amata. D’altronde i ristoratori e i cliché pittoreschi e orfani di occasioni per realizzarsi, devono pur sopravvivere.

No. Quello che veramente, assolutamente e indiscussamente odio della festa di San Valentino è che io non ho idea di cosa significhi festeggiare una ricorrenza del genere, quindi le mie sono solo speculazioni posticce, non supportate da esperienza e ammorbate dall’invidia. Magari se vivi una storia d’amore, avere una scusa in più per fare qualcosa di speciale e per coccolare il valentino di turno è davvero un’occasione stimolante da non farsi scappare e da godere al cento per cento.
La odio poi perché, in fin dei conti, si tratta della celebrazione di un massacro, l’augurio più giusto dovrebbe essere “Buon massacro di San Valentino” altro che cuoricianti ciarlerie da sposi promessi!

Riflessioni terminate.

giovedì 13 gennaio 2011

Stelle&Stalle

Nessuno ha una via di fuga dal Natale. Esso è subdolo, ideato malignamente alla perfezione perché nulla sia lasciato al caso, perché nessuno possa slegarsi dalle sue brame succulenti, dalle luci fosforescenti che ammiccano invitanti celando sfarzo e squallore in egual modo, rendendo case e città più gioviali e vivibili, lontane dalla tristezza e dalla vita normale. Stelle&Stalle: un’alchimia perfetta.
Pare che sia stato il caso e il cristallizzarsi nel tempo di pratiche tradizionali e di boom economici ad aver attenuato la componente religiosa e umile del Natale, a favore di una più spendereccia e goliardica. Pare. Non sono certa che sia così.
Ad un’analisi più approfondita la cosa risulta perfettamente, dannatamente, paradossalmente normale e figlia del tempo. Per incastrare il Natale religioso alla nostra epoca fanatica, la vergine Mary (che non sono io, ma quell’altra, più famosa) ha dovuto allargare il suo ventre per accogliere non solo il seme dell’onnipotente, ma anche Babbi Natali, Befane, alberi di Natele, lucine, stelline, torroncini, pandorini e anche, per estensione, san Silvestri, calze fumanti dolciumi, cieli stellati di comete spaventate da caos di fuochi psichedelici e botti di capodanno. E cenoni, senza fine, e pranzi sontuosi in cui non c’è limite allo sperpero, e pacchi e regali senza fine.
Cosicché, coloro i quali sono interessati a festeggiare un Natale vecchio stampo tutto Chiesa e salamelecchi pregherecci, possono farlo adattandosi però d’obbligo anche a pratiche più pagane; per contro i festaioli immotivati, possono godere del più alto grado di concentrazione di banchetti e festicciole riconosciute (e, udite udite, con senso annesso, il che consente loro di sbizzarrirsi in veglioni e balletti senza l’insana sensazione che non ci sia uno straccio di ragione valida per dimenare le chiappone con conseguente mungitura di meningi per inventarsene una di ragione plausibile…) con una capatina forzata agli strali di bontà d’animo posticcia che il Natale richiede.
Inutile continuare a ripetere la solita manfrina del Natale troppo consumistico che ha perso i valori e bla bla.
No cicci! Tutto perfettamente incastonato e funzionale. 
Così sia, amen e arrivederci all’anno prossimo.

martedì 28 dicembre 2010

Il teatrino del Natale

Per ricreare l'illusione di un Natale normale non occorre granchè. L'ho testato sulla mia pelle e siccome io di normale non ho molto, se ci sono riuscita io, chiunque con una vita meno scapestrata può riuscirvi.
Basta avere ben visualizzata in testa l'idea festosa e posticcia del Natale, quello da pubblicità con tanto di Santa Claus che scivola dal camino sul morbido panettone che il bimbo pone nel punto dove le trabordanti chiappe del vegliardo in rosso dovrebbero atterrare. Roba, insomma, da mieleggiante film anni '80.
Associare a questo la certezza di un invito a cena per la sera della vigilia, che impedisca alla cullante sensazione di solitudine e abbandono, sotto le feste tendente alla decuplicazione, di esplodere incostrastata inficiando le bazzecolaggini di serenità a fortiori che un Natale impacchettato ad arte da alberi e frasette e presepelli e panettoni, presuppone.
Alla ricetta potete aggiungere quello che vi pare basta che delinei una visione di tradizionalistica festa in famiglia.Voi saprete che è un quadro, un presepe vivente, un'esposizione teatrale, una recitazione insomma. Altri beatamete lo ignoreranno, convinti di non impersonare un ruolo che gli è stato assegnato, ma se si divertono così chi diavolo siete voi per romper loro le uova nel paniere?
Non posso fare a meno di pensare a quanto il tutto sia dannatamente subdolo. Chi fu a costruire questo scadente teatrino natalizio e a riproporlo sul palcoscenico ogni dicembre? Arriva il Natale e ognuno si comprende nella parte da recitare, come fa il resto dell'anno per carità, ma con una condiscendenza e una mancanza di opposizione che sconvolge.
Per quanto mi riguarda la mia recita è stata ineccepibile e straordinriamente divertente: soppesare ogni tassello e ogni dannata battuta e vedere come i miei coprotagonisti reagissero ammiccanti e stuzzicati, contenti di avere la risposta perfetta, esatta, giusta al contesto. Come un copione stampato, tutti a interpretare il proprio ruolo, senza sgarro. E' stato un piacevole diversivo devo ammetterlo. Solitamente alle mie battute rispondono sguardi perplessi e sconcerteti... La gente tende a uniformarsi perchè è straordinariamente semplice e rinfrancante. Non l'avevo mai vista sotto questo punto di vista. Il mio retaggio da pecora nera mi aveva oscurato i lati positivi del belare a coro.
E allora ho incartato regali, alacremente arricciato i fiocchetti dei pacchetti, sgranocchiato mandorle caramellate e sniffato il caldo aroma speziato di quanto di più natalizio il nostro forno ha partorito in questi giorni (povero forno e povera corrente quanto spreco!). Intendo gli omini di pan di zenzero, per carità preferisco scordare l'orrido sentore di pesce che da noi si mangia alla vigilia per tradizione.
Tutto molto Christmas. Quanto davvero Merry, devo ancora valutarlo...

venerdì 26 novembre 2010

Un mondo di Kit Kat



Pare che in Giappone amino alla follia il Kit Kat, al punto da produrlo in decine di gusti svariati, azzardando anche accostamenti improponibili, come cioccolato, wafer e wasabi. Io li proverei tutti e non solo perchè sono belli e colorati ma anche perchè saranno golosissimi. E la mia anima ha bisogno di guatare golosità.
Il mio palato è stanco dei soliti gusti italiani ha voglia di trasgressioni esotiche e audaci. Patate e burro! Ve lo immaginate in Italia un kit kat patate e burro? Nessuno lo capirebbe nemmeno! Comunque sono esterefatta una fantasia maniacale nei gusti scelti, impensabili, assurdi. Qui il massimo che hanno saputo propinarci è il Kit Kat dark e quello al cioccolato bianco che ho provato e non è neanche sto granchè...visto che solo l'ivolucro è di cioccolato bianco.la crema interna è sempre la stessa, sai che sforzo.
Siccome ho perso una giornata a piegarmi per il mal d'ovaie e non ho concluso nulla, cerchèerò di darle un senso andando alla ricerca di tutti i gusti disponibili di Kit Kat. Che senso migliore potrei trovarvi?

Prima di proseguire cncededetimi una precisazione: io li amo i Giapponesi per la loro fantasia che non conosce ostacoli realizzativi, in confronto gli italiani per certe cose, sono limitati come aringhe.
Precisazione finita.
P.S.: Le immagini sono necessarie oltre a far venire l'acquolina, a credere che effettivamente esistono. E a far vedere quanto sono belli. Sono gusti assurdi, centinaia e ne ho lasciati fuori alcuni dalle immagini intraovabili come al cetriolo o "ai biscotti per adulti"o variegati di altri gusti come cookies plus, caramel and nutes e tutti i variegati al caramello sennò non finivo più.


Kit Kat Sakura (Fiori di Ciliegio)

Kit Kat Bianco

Kit Kat al Tè verde


Kit Kat al Caramello e Sale


Roasted Sweet Potato KitKat

Kit Kat al Kinako (polvere di soia grigliata)


Kit Kat Waguri (castagne giapponesi)


Kit Kat alla mela



Kit Kat mela e carota

Kit Kat all’arancia (vari tipi)


Kit Kat al kiwi


Kit Kat alla fragola


Kit Kat alla pesca


Kit Kat al melone


Kit Kat ai frutti di bosco


Kit Kat al mango

Kit Kat Raspberry and passion fruit


Kit Kat agli azuki


Kit Kat all’uva verde da moscato



Kit Kat variegato al caramello
 Kit Kat Caramello macchiato
Kit Kat Budino al caramello



Kit Kat al vino rosso


Kit Kat Caffè e Latte (con il latte di Hokkaido)

Kit Kat Gold (con una copertura di cacao morbido e cioccolato in polvere)

Kit Kat Cookie and Milk

Kit Kat royal milk tea

Kit Kat Akoe Yogurt
Kit Kat aceto di mele 
Kit Kat banana




Kit Kat zucchero di barbabietola



Kit Kat Mandorle amare



Kit Kat Black Tea



Kit Kat mirtilli

Kit Kat Blueberry Cheesecake
 Kit Kat Bubblegum



Kit Kat Black sugar kinako


Kit Kat caco 61% e 72%


Kit Kat Calpis (un tipo di latte credo)


Kit Kat cappuccino


Kit Kat Carb Alternatives e c'è anche low carb(non so cosa sia)


Kit Kat chocolate and banana


Kit Kat chocolate overload


Kit Kat cola and lemon squash

Kit Kat Pepe e agrumi

Kit Kat cookies and chocolate


Kit Kat cookies and cream



Kit Kat budino di crema

Kit Kat daigakuimo


Kit Kat european cheese
Kit Kat exotic Kansai



Kit Kat fine dark



Kit Kat Torta al lampone


Kit Kat gelato con panna e frutta


Kit Kat ginger ale

Kit Kat nocciola


Kit Kat Houjicha
Kit Kat iced tea (ma come può essere???)
Kit Kat Jasmin tea
Kit Kat Jyagaimo (patate e burro!)
Kit Kat Kobe Pudding (budino di kobe?...boh)



Kit Kat kokuto (zucchero nero)


Kit Kat lemon cheescake


Kit Kat lemon vinegar (aceto di limone)


Kit Kat sciroppo d'acero


Kit Kat mild bitter (amaro delicato)




Kit Kat Milky white


Kit Kat Mint


Kit Kat miso




Kit Kat mixed juice (succhi di frutta mix)
 Kit Kat noce


Kit Kat chili pepper


Kit Kat ananas


Kit Kat zucca


Kit Kat lemon soda


Kit Kat rose


Kit Kat tè verde e sakura 


Kit Kat sapore semidolce


Kit Kat arancia acida


Kit Kat salsa di soya


Kit Kat sports drink


Kit Kat spumante alla fragola


Kit Kat fragola e mirtillo rosso


Kit Kat latte e fragole


Kit Kat cheesecake alle fragole (anche da bere)


Kit Kat tiramisu
Kit Kat tiramisù al tè verde


Kit Kat triple berry

Kit Kat ume soda


Kit Kat vanilla bean (fagiolo di vaniglia?)


Kit Kat cocomero e sale

Kit Kat Wasabi





Kit Kat white chocolate

Kit Kat sweet corn (anche roasted corn)


Kit Kat yuzu



Basta. Non ce la faccio più, speravo di poterli elencare tutti ma anche wikipedia ha delle lacune, ho evitato di elencare i gusti ripetitivi con le varie aggiunte sennò faccio notte. Notte l'ho fatta. Provo a continuare domani ma già così rende l'idea...fin troppo.

Riprendiamo solo po' poi studio...giuro...

Kit Kat Passion fruit 
 
Kit Kat caramel cheesecakes
Kit Kat Strawberry cheesecakes (anche da bere)

Kit Kat Muscat of Alexandria


Kit Kat chocolate and caramel




Kit Kat Chunky caramel



Kit Kat Mint and chocolate


Kit Kat grande amaro




Kit Kat cinnamon
Kit Kat coffee



Kit Kat Caffè espresso



Kit Kat caffèlatte

Kit Kat Cookie dough




Kit Kat budino di crema



Kit Kat earl grey



Kit Kat caramel fudge

Kit Kat senses (anche da noi)
Kit Kat caramel senses
Kit Kat seville orange
Kit Kat ananas
Kit Kat  Honeycomb
Kit Kat burro di noccioline (anche versione chunky)
Ne ho lasciati molti per strada ma non posso più indugiare devo andare a studiare studiare studiareareareare...
Mi parrà di essere insieme a chiunque, in qualsiasi parte del mondo osserva, divora o gusta questi kit kat bislacchi, tra i loro pensieri mentre li addentano, come una voce incorporea assetata di sensazioni.