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giovedì 23 febbraio 2012

WebCam ON: Change on going

Io in questa stanza ci devo vivere. 
Mmmm...no. Inesatto. Troppo pretenzioso, anche.

Io in questa stanza ci devo sopravvivere. E' il mio guscio. Mi protegge e mi intrappola.
E' la rosa. E le spine.
Il ventre di un serpente che non lascia fuggire la sua vittima, che la corrode, lentamente, dolorosamente.
Mi schiaccia e soffoca, ma mi protegge anche da quello che temo, da me stessa, dal mondo troppo diverso da me.
Non ho alternetive ora se non stare rinchiusa qui e cercare di fare un passo alla volta. Respirando piano, come fossi allergica all'ossigeno puro, come se io possa respirarlo solo dopo che i bagliori ambrati della stanza l'abbiano inquinato e reso adeguato ai miei anomali polmoni bollenti.
E a volte neanche basta perchè è troppo gelida l'aria, troppo diversa da me. Io troppo inadeguata ad essa.

Devo rendere questa stanza più mia possobile.
Non posso fare molto visto che mia madre scassa infinitamente e non mi consente drastiche modifice, ma qualcosa la posso sicuramente perfezionare.
Adesso.
Basta aspettare, basta rimandare e cullarsi finchè quello che dovrebbe essere il momento oppurtuno non è arrivato. Lo decido io quand'è il momento opportuno. E decido che sia ADESSO.

Pulizia e cambiamento. Se qui dovrò annaspare, quantomeno lo farò con stile. Il mio stile.
Certo questo prevederebbe la ritinteggiatura delle pareti. Le farei rosse. E la stanza piena di scritte di pensieri e poesie e citazioni e disegni, anche se non sono perfetti quest'ultimi, fa niente sarebbero miei.  L'albero della vita di Klimt svetterebbe sulla parte maggiore, sopra il mio letto e da ogni ramo penderebbe - foglia semisciolta - una foto, uno scritto, un disegno, un'immagine. Qualcosa di ME.

Questo è quello che vorrei fare ma non posso farlo. Dannazione.
Qualcosa comunque mi inventerò. Non so bene cosa.
Se poteste vedere nella mia camera, ora, se poteste stare qui con me, vedreste un tornado saltellante e rassettante e rivoluzionante. E io vorrei che ci foste. Vorrei che poteste mettere un po' di voi, laddove io metto un po' di me. Vorrei che ci fosse lui, in realtà. Più che voi.

Annusereste aria di cambiamento.
E ascoltereste con me, uno dei mie dischi e della mia musica! E' una cosa così normale e semplice, che mi sembra impossibile.
Mmmm vediamo....nella fattispecie oggi ho voglia di Cure o Deep Purple, direi.
Cure o Deep Purple, Cure o Deep Purple, Cure o Deep Purple.
Deep Purple.





mercoledì 31 agosto 2011

Il cambiamento comincia da un numero

E dopo più di dieci anni ho cambiato il mio numero di cellulare. E ora sto qui a rimuginare sulla portata degli eventi che mi hanno spianto a farlo.... Che sia il principio di un cambiamento reale?

venerdì 29 luglio 2011

Mai più "sbookkata"

Giornata di riposo trascorsa a fare assolutamente un cavolo di niente. Il che era esattametne quello che volevo. Svuotare la testa e coccolarmi.

Non parteciperò neanche al concorso di critica cinematografica perchè il termine è il 31 luglio e non c'ho una cazzo di voglia di scrivere di film.Il che mi spiace un po' ma non mi costringerò a scrivere, non in questo periodo.

Ciò che invece voglio voglio voglio spasmodicamente voglio, oltre a pomiciare rotto fronde d'autunno in estate con l'ormai famigerato marinaio in licenza, è riprendere la (in)sana abitudinre di leggere per ore, ignorande lo scorrere del tempo reale, ignorandoi le persone che mi scassano i cosiddetti nel tempo reale, ignorando la mia insulsa esistenza nel tempo reale, finchè i bulbi oculari noin si sciolgano invocanto pietà.

E solo allora chiudere il libro e andare a lavorare.

Perciò domani investirò la mia mattinata libera per andare in biblkioteca e fare incetta di classici da leggere e rileggere, riscuoterò entro la prossima settimana la mia carta prepagata per la biblioteca scegliendo oculatamente due libri da acuistare e attenderò la mia prima paga per comperare un lettore e-book e rifarmi di tutti il fantasy non letto negli ultimi anni.

Il restoè noia.

sabato 23 luglio 2011

Ripartire

Svegliarsi un sabato mattina e non dover andare a lavorare dopo due, dico due, settimane di giornate intere a fracassarsi qualsiasi parte della propria anima là dentro. Avere una giornata tutta per se stessi e godersene ogni attimo come fosse un bene prezioso e insostituibile, dà ai piccoli momenti della mia quotidianeità, una magia che era andata persa, da troppo troppo troppo...

Eh sì...perchè ora lavoro. Non il lavoro che volevo, ma pur sempre lavoro. Mi ammazzo, ma pur sempre lavoro. E mi sento viva e con le spalle coperte, perchè ora che lavoro, i malvagetti non possono toccarmi, le loro pungolate di malignità e invidia repressa, non mi sfiorano nemmeno.

I lati negativi sono che studio e altro ne risentono. Ma non importa, cercherò di trovare il tempo per tutto. Soprattutto per quei libri che ho troppo abbandonato e che ora mi chiamano urlanti, come le anime morte di Gogol.

Se riuscirò a scrivere su questoblog sarà solo qualche riga, qualche spezzone. Il tempo libero che riuscirò a racimulare sarà prezioso e lo dedicherò a quelle poche persone che amo e con cui parlare non mi dà l'impressione sgradevole di buttare tempo nel vuoto, a progetti che mi frullano in testa. E a me. A me e me e me e me. Ma cercherò di mantenere vivo questo blog, per quanto potrò.

E riparto. Da qui. Da oggi. Dal mio primo e forse unico giorno da qui ai prossimi due mesi.

sabato 11 giugno 2011

In attesa che il cellulare parli....

Tipo 12.000 curriculum lasciati in due città sperando che qualcuno riempia la mia estate di lavoro e qualche soldo, se non altro, anche se per forza di cosa sarà un lavoro di cacca. In realtà l'ultimo colloquio l'ho appena fatto al McDonalds e ne ho ricevuto in cambio ottime vibrazioni, ammesso che una catena di fast food possa esprimersi per vibrazioni.

Spero proprio mi chiamino lì, prima di tutto per la comodità nel raggiuingerlo, poi perchè tra tutti gli altri impieghi estivi disponibili mi sembra il più promettente, perchè ho sempre desiderato lavorarvici, perchè mi fa sentire una ragazza americana che studia e che lavora, perchè si lavorerebbe anche di notte cosa che nella dieta quotidiana delle mie giornate aride, sarebbe una bella botta di vita.
I lati negativi sarebbero due e inesorabili:
  1. Rischierei seriamente di prendere 90 kili in mezzo a tutte quelle leccornie americane;
  2. C'è un tipo che vi lavora che non sopporto: era l'amico di uno che mi piaceva quando ero alle medie e non mi ha mai cagato di striscio e ogni volta che entro al mac mi fissa e mi fissa e mi fissa e poi distoglie lo sguardo, ma che cazzo vuole? Almeno saluta no, deficiente....tutti questi uomini senza palle a me devono capitare tra i piedi. Il punto è che sta lì da un bel po' e se mi prendono sarei una specie di sua sottoposta. E sapete perchè non ho fatto prima di oggi il colloquio al Mac nonostante mi piacesse l'idea? Per lui, perchè mi faceva sentire giudicata e indegna dei loro ranghi, rispolverando vecchi tremori adolescenziali mai risolti.  E sapete perchè alla fine sono andata a farlo nonostante lui, il colloquio? Perchè non me ne frega un diavolo di niente ormai. E' un cazzone cretino e lo so che ha sparlato alle mie spalle, lo so perchè loro agiscono così, mi vedono come un'aliena e come mi notano seguono le mie mosse per capire quel che un'aliena vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare... ok attacco shakespiriano a parte, è vero. Ma si fotta. E' arrivato il momento che affronti a testa alta sto paese di coglioni perchè non ho niente di cui vergognarmi e in definitiva sono più sberta di sti quattro trogloditi!.
Tutto questo ovviamente non succederà se non mi prendono e considerato che siamo in tanti per 4 posti la cosa è molto probabile. Il tizio del colloquio mi ha detto che antro venerdì dovrebbero chiamarmi per un nuovo eventuale incontro o al più presto lunedì.
Entro mercoledì dovrebbe farsi vivo invece il responsabile del supermercato, altro colloqui della giornata. Prima mi ha detto che ha incentivi regionali solo per gli under 26, poi che visto che gli ho fatto un'ottima impressione dal momento che sono "molto sveglia e mi piaci credo, proprio che ti prenderò". In realtà mi guardava come un allupato ma vabbè.... si fotta.
Vorrei proprio farla questa esperienza al Mac. Mi stuzzica, mi piace come mi fa sentire, mi fa trepidare anche solo l'idea di ricevere la chiamata e ho bisogno di questo anche se è poco più di niente agli occhi di chi vive davvero, per me è molto. Il supermercato non mi riempie di gioia proprio... e siccome non succede mai ciò che voglio, mai ciò che potrebbe farmi stare meglio, chiamerà il quest'ultimo.

Non importa. Basta uscire da questa casa....

martedì 19 aprile 2011

Gli amici esistono solo a Pandalandia - epilogo

Alla fine il messaggio di auguri delle due pseudo amiche bastarde è arrivato.
Non so perchè ma me lo sentivo proprio.

Mi hanno entrambe scritto, una un minuto prima, l'altra immediatamente dopo (pure sull'orario dei messaggi da inviare si mettono d'accordo, ohibò), due messaggi con le stesse parole in posizione diversa. Pare che sentano la necessità di un chiarimento perchè per loro, l'affetto nei miei confronti, è rimasto inalterato. Pare. Dicono. Chissà che pensano, poi.

Una di loro mi ha chiamata, quella che non ha scritto il messaggio fatidico a settembre, forse quella che si è sentita più in colpa, non so. Mi ha detto che quello è stato un brutto momento per loro, è morto suo nonno, hanno litigato con altri amici loro e se la sono presa con me, ma hanno sbagliato e ora che le cose vanno meglio hanno capito e vogliono vedermi per chiarire. Ha detto che non ha neanche ricevuto i messaggi e le chiamate da parte mia, e ci credo poco, ma vabbè.

Di certo non ho intenzione di dimenticare tutto: resta il fatto che mi hanno detto di essere uscite con me solo per farmi la carità. Ma ho accettato di vederle precisando che, dopotutto, io sono sempre stata qui e disponibile al dialogo ma nessuna si è fatta viva.

Da una parte sono curiosa di vedere come evolverà la situazione, cosa si inventeranno, cosa diranno. Dall'altra sono indecisa se riprendere a uscire con loro... Ma d'altronde che scelta ho? Almeno non sto perennemente in casa. Vorrà dire che mi adeguerò alle loro pallose e borghesi serate pur di colorare un po' le mie giornate. Non è da me...ma sono disperata e non ho più molte persone con cui parlare. Almeno esco. Se poi mi rompo troppo posso sempre mollare.

Comunque non so. Se hanno litigato con gli altri amici questo è un avvicinamento calibrato e finalizzato ad avere qualcuno cn cui uscire come prima. E dopo le loro parole non è così scontato che riprenda a frequentarle. Per ora voglio chiarire. Ma non rischiare di restarci di nuovo male. Sono stanca di prenderla sempre in quel posto.

Vediamo che succede. Sarà come una telenovelas delle più scadenti dal titolo: "Gli amici esistono solo a Pandalandia". Aggiornerò con puntualità devota a ogni nuova svolta. E chi vorrà, saprà.

martedì 12 aprile 2011

Quando subentra la crisi

- 3 giorni al mio compleanno

...ma sto in crisi, tragica, funesta, furibonda crisi.
Ho finito di fare la schedatura di uno dei libri che mi servono per la tesi e mi sono partiti, praticamente gli occhi. Il punto è che ho solo un indirizzo molto impreciso su quelka che dovrebbe essere la mia tesi e questo mi ha portato a trascrivere molto, tantissimo.
Già sono solita trovare tutto incredibilmente importante per gli esami e sottolineo e studio quasi un libro per intero ogni volta. Ora, avendo solo un titolo approssimativo che coinvolge un vastissimo campo di indagine filosofica, tutto mi sembra importante.

Quantomeno però seguivo un filo logico e ben strutturato.
Il nuovo libro invece è confusionario e pieno di cose che potrebbero servire tutte e non servire nessuna. Se passo avanti ho l'impressione di tralasciare troppe cose e quindi ritorno indietro, e allora dovrei trascrivere tutto per seguire un discorso sensato, ma subentra immediata l'impressione che sia tutto superfluo e non ne esco fuori. In più il libro è anche molto ma molto difficile e molto, ma molto lungo.

Insomma sono andata in tilt, è arrivato, veloce come la sfiga, il solito senso di insufficienza delle mie capacità, di inadeguatezza ad ogni compito. Le idee hanno cominciate a confondersi, il petto a ostruirsi, il fallimeto netto e totale a gravare, il respiro a diventare affannoso. E ho concluso poco e niente. Ma davvero non riesco ad affrontare quel librone senza sapere davvero cosa mi serve.

L'ho presa male perchè mi ero stilata una mappa con il lavoro digradato nei giorni, e il positivo è che fino a oggi, e in maniera sorprendentemente inaspattata ed esclusiva per i miei canoni, ero riuscita a rispettare perfettamente la tabella di marcia, studiando molto ma anche riuscendo a fare altro.
Questo iato, questo fallo non ci voleva, più che altro a livello di umore che finisce di nuovo sotto i piedi e mi fa andare in crisi totale senza che nessuno venga ad arginarla. E io proprio non ce la faccio più a controllarle da sola le mie crisi.

Quindi, per limitare al minimo i danni, mi sono imposta la calma necessaria a guadagnare una lucidità che mi permetta di correre ai ripari e non gettare i prossimi giorni nel cesso dei giorni sprecati inutilmente.
Il risultato è questo rabberciato programma:
  1. Mettere da parte momentaneamente questo libro;
  2. Andare in libreria a comprare l'altro che, essendo un libro di narrativa piuttosto famoso, dovrebbe trovarsi;
  3. Sperare che ce l'abbiano nella versione econimica cosicché possa usufruire della tessera fedeltà per comprarlo praticamente gratis, altrimenti i soldi non li ho e ho un gran timore a chiederli a mia madre;
  4. Se trovo il suddetto libro, fare nei prossimi giorni la schedatura del detto, sperando che non mi crei problemi analoghi a quello che mollo per il momento: dopututto, non essendo un libro specificamente di filosofia, ma di letteratura con elementi semiotici e filosofici annessi, dovrebbe essere più piacevole, ma potrebbe crearmi diverse difficoltà per la stessa ragione;
  5. La seconda mossa prevede che io mi fiondi all'università il prima possibile, a parlare con la professoressa e definire meglio l'argometo di tesi così che possa non solo lavorare al libro difficile, scientemente, ma possa soprattutto iniziare a lavorare seriamente a una tesi definita. Ho quindi inviato mail ai tutor per farmi dare il ricevimento della prof., si muovessero a rispondermi....;
  6. Qualora non sia previsto ricevimento prima di Pasqua, allora le cose si complicano. Vorrà dire che userò questo tempo per lavorare sul libro che sto per compare (ammesso chelo trovi e per favore stelle, è la settimana dell'anniversario della mia nascita, girate bene almeno in questo periodo); che cercherò di trarre il massimo da quello complesso affrontandone un po' al giorno; che studierò per l'esame.
Il  piano c'è ed è anche abbastanza ricco. Ora devo rispettarlo. Sarà dura. Se le stelle girano e trovo il libro, sarà dura soprattutto non cadere in crisi nocive alla respirazione e alla salute mentale. Ma devo farcela...da sola come sempre, senza l'aiuto di nessuno. Affronterò tutto giorno per giorno e qualcosa riuscirò a portare a termine. Magari sarà poca roba e magari anche di scarso valore. Ma sarà. L'importante è che sia.

Senza tergiversare, visto che per oggi il lavorare sul computer è finito, esco subito. Ne approfitto per fare una corsetta, se riesco, comunque ci provo, ci sto andando tutti i giorni senza correre moltissimo ma va bene anche così. Basta provare. Basta correre un po' di più ogni giorno.
Quindi il programma immediato prevede:
  • chiudere il computer;
  • mettersi reggiseno sportivo e fuseaux e felpa; 
  • andare a piedi fino al lungomare;
  • correre finchè polmoni reggono, magari mi fermo e riprendo, per circa un'oretta;
  • andare a comprare il libro;
  • tornare in spiaggia per cominciare a studiarlo;
  • tornare a casa e fare una doccia;
  • poi scrivere e lavorare un po' sul computer o se sono troppo stanca, o continuare a leggere.
Basta vere un piano, no?

giovedì 31 marzo 2011

Patatrac aggirato

L'ho fatto.
Imprevedibile responso.
Mi ha tranquillizzata.
Per una serie di ragioni che non sono quelle che temevo e sono molto molto felice e sollevata per questo.
Che succederà?
Che farò?
I don't know. Ma davvero, I don't know.

Bastava solo che qualcuno mi dicesse che posso farcela per farmi stare meglio e rendermi serena.
Nessuno lo aveva fatto. Il che dovrebbe farmi riflettere.

Ovviamente nottata sveglia fino alle 4 del mattino. Come ai vecchi tempi e ora un gran mal di testa a ricordarmelo.
Ma fa parte del gioco.

mercoledì 2 marzo 2011

Follia e pateticità a livello di rotta

In brevis... senza stare qui a gingillarmi troppo, dopotutto non c'è assolutamente niente di entusiasmante nella mia vita, nè un avvenimento, nè un pensiero, degno di essere lasciato ai posteri, oggi:
  1. Ho sognato di essere pugnalata dalla Madonna e da un santo, forse San Giuseppe difronte una chiesetta diroccata. In realtà non erano loro ma dei matti che si credevano tali, non ricordo altro ma è esemplificativo dei livelli di follia che solitudine e studio mi stanno facendo raggiungere. Supererò il livello di follia dello scienziato pazzo del Rocky Horror Picture Show.
  2. Questo in quella scarsa oretta di sonno che sono riuscita a racimolare. Il resto della notte l'ho trascorso in bagno, piegata in due dai crampi allo stomaco. Ieri ho mangiato chiacchiere, castagnole e un dolce di carnevale tipico di queste parti la cui onomatopeia dovrebbe suppergiù essere "Cunurieddhi". Suppergiù. Solita storia: stomaco non più abituato al fritto pesante, anche se ne ho mangiati pochi e non ho mangiato altro tutto il giorno, ho visto le stelle.
  3. Il fatto più interessante della giornata, soprattutto perchè promette succulenti risvolti, è che ho preso il coraggio a due mani, ho chiamato la zia montaurese più chiacchierina che mi aveva invitato a passare una giornata con lei e le ho detto che accettavo l'invito per domani. Quindi passerà a prendermi alle 8.30 di mattina, faremo colazione, poi un giro e poi via felici e contenti in quella gabbia di parentame assatanato e pallume che è il paese dei miei. Certo non mi aspettavo che venisse a prendermi all'alba, che cavolo devo dirle dalle 8.30 di mattina fino alle 8.30 di sera? Già mi vedo servita il menu completo: nipote sciagurata fatta a pezzi dai parenti. Se ho accettato è solo perchè lei sta passando un brutto periodo per la storia della sua malattia, e siccome non sono in grado di fare altro, quantomeno posso accettare l'invito e soffrire un po' per la sua causa. Speravo quantomeno che venisse a prendermi dopo aver fatto quegli esami in ospedale, invece mi sa che andrò con lei; speravo di riuscire a vedermi tranquilla i due episodi di "Una mamma per amica" come faccio ogni mattina da quando li trasmettono su italia uno, sorseggiando la mia tazzona di caffè americano per rilassare i nervi e perdermi in un altra vita migliore della mia, prima di essere sbattuta sul ring, invece la zietta è mattiniera. Speriamo basti Pollon a distrarmi un po', ma non credo: domani sarò ipernervosa...
  4. Mia sorella si è fatta viva. Strano ma vero mi ha lasciato un link con una specie di gioco, non ho capito bene cosa perchè non sono ancora andata a vedere, che pare dovrebbe piacermi molto per chissà quale ragione. Mi ha fatto piacere. Dopo la lite della scorsa settimana non c'erano più stati contatti e il fatto che mi abbia scritto una cazzata del genere, significa che il senso di colpa le rimacina e che sente un po' la mia mancanza. Mi correggo: mi ha fatto molto piacere. Le risponderò senza troppi entusiasmi, perchè se sciolgo troppo presto il ghiaccio lei tornerà troppo in fretta a rivestire il ruolo della stronza con me. Meglio lasciarla in bilico un po'. Ma le risponderò: anche se sono ancora delusa e furiosa per quello che mi ha detto, mi è mancata molto anche lei a me.
  5. Oggi volevo evadere un po' dalla solita routine e fare un dolce, magari qualche specialità carnevalesca visto il periodo, così...per rimettere in gioco le mie ambizioni culinarie e sfogarmi un po'. Ma visto che non sto ancora bene dopo la mangiucchiata di ieri, credo che il dolce attenderà. Magari farò una torta per l'8 marzo (ogni data leggermente festiva è una buona scusa per fare qualcosa di diverso), quando credo mi concederò una pausa da...be' da me. 
  6. Da quando è saltato l'esame di Filosofia della mente, ho sempre studiato, quando più quando meno, quando lavorando alla tesi, quando concentrandomi sugli esami, quando entrambi. Oggi non ho toccato libro, un po' perchè sto ancora male, un po' perchè sono assonnata, un po' perchè continuo a temere e tremare per domani, un po' perchè non mi va granchè di studiare, un po' perchè ho una voglia matta parlare con chi so io, ma non posso. Considerato, però, che domani lo studio salta, devo almeno farla qualche paginetta di qualcosa. Sennò so' cazzi. Quindi vado e buono studio a me (prego notare come anche il livello di pateticità, oltre a quello di follia, sta in me raggiungendo vette inimmaginate neanche dai più fantasiosi, visto che sono costretta ad augurarmi "buono studio" da sola...).

domenica 27 febbraio 2011

Niente più lacrime e...lagne

Ho riletto qualche mio post passato e devo dire che col vittimismo ci do dentro. Abbastanza giustificato in realtà e comodamente esplicativo, ma pur sempre di vittimismo si tratta.
E ora basta.

Non mi vogliono come amica? Va bene, s'attaccassero a quelche altro tram.

Mi abbandonano tutti? Non dirò meglio sola perchè non lo penso, ma sicuramente meglio sola che con gente che dice di esserti davvero amica e che non se ne andrebbe mai e poi mai da te perchè non è come gli altri e poi lo fa e anche malissimo.

Non sono ancora riuscita a laurearmi? Questo è il mio percorso, malato, sfasato, desolato, annebbiato, merdoso, quel che è, ma è il mio e acquisterà un qualche senso prima o poi e se non lo fa gliene appiccicherò uno io. Sono brava a improvvisare sensi inesistenti, a svelarli e ammantarli di arcano.

Non ho dato l'esame questa sessione? Poco male inutile stare lì a rimuginarci, tanto comunque avrei dovuto darne un altro in giugno, non mi sarei tolta lo stesso il peso degli esami ed essendo modulo A e B dello stesso esame, meglio darli in un unico appello. Tanto più che anche se intervallato da attacchi di depressione, scoramento e panico, sto studiando tutto il giorno, tutti i giorni e paradossalmente, il fatto di essere stata ricusata da tutti, mi dà una malinconica forza per andare avanti e una rassegnata intolleranza verso internet e messenger. Niente di meglio. Perdere tempo su internet non mi sevre e non è più neanche soddisfacente. In questi terribili anni di solitudine e di smarrimento all'università, il fatto di aver conosciuto un pugno di persone a me simili, con cui parlare e non sentirmi una parto monco della vita, è stato bello e mi ha infuso una sorta di piccola stilla di speranza nel futuro e anche in me stessa. Se persone tanto meravigliose hanno i miei stessi dubbi e le mie rimostranze verso il sistema e mi vogliono come loro amica nonostante la loro vita non sia una nonvita come la mia, allora forse io non sono solo niente. Salvo poi, puntualmente rivelarsi tutti assolutamente diversi da me perchè io mai avrei abbandonato così uno di loro e questo mi spinge a credere che hanno solo finto di essere chi ho creduto fossero, oppure che hanno ben capito chi io sono e come sono e hanno realizzato che sprecare il loro tempo con una come me non era proficuo. Sono più propensa verso la seconda opzione anche se non escludo la prima per certi casi. E lo ammetto così, consapevole, in maniera oggettiva, senza disperazioni e lacrime di sorta. Quindi basta. Non farò più lo stesso errore, che senso ha aprirsi con qualcuno che ti chiuderà la mano in una sportiera non appena può? E poi se ne andrà...è una perdita di tempo e di affetto, non solo per loro ma anche, soprattutto per me.

Lo so che questa rassegnazione apparentemente serena si squarcerà presto nelle solite ricadute, ma per ora è così. Andrò avanti da sola con una piccola, microscopica in realtà, scintilla di speranza verso un futuro ancora lontano.
Amen.

sabato 26 febbraio 2011

Zittita

Un passo alla volta e comincio e respirare un po'. Sto ancora studiando filosofia della mente ma da domani comincio con la tesi.
Il senso di fallimento non mi abbandona ed è incentivato dal fatto che non c'è nessuno con cui possa parlarne che mi capisca senza giudicarmi.
Devo farcela, anche se sono così sola... sarà difficile, molto, ho bisogno di aiuto, ma non ne ho e non ne avrò. Se penso a tutto il grigiume questo mi si incolla al petto e mi tappa le vie respiratorie, quindi devo solo studiare il più possibile e il resto del tempo impiegarlo in qualcosa di costruttivo anche se è solo leggere un libro. Non ho intenzione di perdere più altro tempo su internet, anche perchè oltre che scrivere su questo blog non ho più molto altro da fare: non partecipo a forum, non ho molta gente con cui parlare e non sono io molto comunicativa in questo periodo. Non sento più neanche mia sorella dopo la lite dell'ultima volta e sono bloccata in uno schifo di paesucolo con vicini decerebrati e amebi al posto di persone che zombescano per strada inutilmente. Inutilmente per me.

Il punto è che non sto bene, sto male e tutto è uno schifo nella mia vita, ma a chi importa? Solo a me. Nessuno vuole ascoltarmi. Quindi io posso solo zittirmi.

domenica 30 gennaio 2011

Voglia di urlare


 Se ora cacciassi fuori l'urlo più dirompente mai udito, 
tale da frantumere tutte le superfici e gli oggetti di vestro di questo stupido paese, 
se io urlassi fino a sdoganarmi lamandibola e a frantumarmi le corde vocali, 
fino a svuotare di ogni atomo d'ossigeno i miei polmoni; 
se gridassi fino a farmi esplodere i timpani, 
se anche articolassi le più sacrileghe parole, 
le più scempie bestemmie che mondo e storia abbiano mai udito, 
nessuno mi sentirebbe.
L'urlo si frantumerebbe sulle pareti della campana di spesso acciaio in cui sono incapsulata 
e mi si ritorcerebbe contro in lamine mortifere. 
E nessuno lo saprebbe.
Proviamo?

sabato 15 gennaio 2011

Cose da fare nell'immediato futuro


1) Devo telefonare la psicologa. L’ ultimo appuntamento risale, oramai, agli inizi di dicembre. Mi aveva detto di chiamarla dopo gli esami, ma dopo gli esami ci sono state le feste e ora…ora non ho voglia di chiamarla. Senza contare che tra un po’ ci saranno nuovamente gli esami e devo rimettermi con furia a studiare.
Non ho voglia di sostenere altre sedute né di perdere tempo lì. In più l’ultima volta si era creata un’empasse che, se adesso riprendessimo… insomma non saprei tutt’ora come superarla. Per farla breve (molto breve), parlando dei miei blocchi e fallimenti universitari era fuoriuscita dalla conversazione, la mia autoproclamata “sentenza” di ragazza fallimentare e universitariamente inadeguata. E la doctor risolse la questione indicando il germe di questo fallimento o di questa sensazione di fallimento, in una PRESUNTA situazione, esperienza negativa vissuta da me nel passato, probabilmente nella prima adolescenza o nell’infanzia, inerente a questo ambito, quindi ambito scolastico, che mi abbia bloccata in qualche modo o insinuato questa convinzione poi col tempo radicatasi.
Il punto è che io l’ho cercata e non la trovo, la situazione. Non c’è.
Quindi, molto obbligata doctor, ma nel mio caso non credo proprio che risalga a un evento il senso di fallimento: fallisco, ergo c’è fallimento; c’è fallimento, ergo sono una stupida inadeguata cazzona fallimentare.
Non riesco proprio a chiamarla. So che ne avrei bisogno. Anche se finora non è che ne abbia racimolato molti vantaggi da queste sedute, ma col tempo potrebbero servirmi e io devo per forza fare qualcosa, non so per quanto tempo posso continuare a combattere demoni e non perdere.
Non ho ancora deciso se telefonarle o meno, se continuare o meno…non lo so non lo so non lo so…

2)Devo muovermi e riprendere a studiare. Febbraio è alle porte e Filosofia della mente è lungo e difficile. In realtà non è che proprio non ne abbia voglia, ma stavo aspettando di ricomporre bene i pezzi della me stessa frantumata, prima. Ma dovrò accorciare i tempi. Inoltre il famoso libro misteriosamente scomparso dalla biblioteca che mi serve per l’esame non ce l’ho ancora quindi prima di tutto andare a Cosenza per vedere se c’è, e preghiamo Dio, Buddha, Visnù e tutti gli dei precolombiani affinché questo venga trovato, sbuchi fuori e possa consultarlo sennò sono fo-ttu-ta.

3)Quindi appunto andare a Cosenza e già che ci sono, compilare e stampare quel cavolo di modello con tutti i dati. Veramente il programma prevedeva che uscissi oggi, andassi all’internet point locale, lo compilassi e lo stampassi, ma l’idea di inserire i miei dati nel computer pubblico del mio paese considerando poi che il proprietario dell’internet point è un troglodita maniaco, non mi sconfiffera del tutto. Vedrò di farlo a Cosenza.

4)Andare alla USL di C. per prendere un appuntamento con un medico specialista che rimando da mesi. Il punto è che per codesto paese ci sono solo due autobus: uno alle 7.30 per andare; l’altro alle 13.30 per tornare. Una mattinata persa. Maledetta Calabria.

5)Trovare il coraggio di andare dalla dietologa dopo i kili che sicuramente avrò preso a Natale, chi ce l’ha il coraggio di salire sulla bilancia?

6)Al solito: studiarestudiarestudiarestudiarestudiare….are are are are.

sabato 1 gennaio 2011

Capodanno, timpani e orgasmi

Tutta questa baldoria posticcia non mi fa alcun effetto.
Non mi fa alcun effetto non essere tra i muovichiappe tarantolati sparsi per locali sempre uguali dalle musiche onniperenni.
Non mi fanno effetto i botti che continuano a sparare e i fuochi pirotecnici, quando ormai è passata un'ora alla mezzanotte.
Non mi fanno effetto le solite telefononate dei parenti che ti danno gli auguri putuali ogni Natale, Pasqua, Capodanno, ma se ci siamo sentiti tre giorni fa che senso ha rifare gli auguri, falli una sola volta e amen, noooo!?
Non mi fanno alcun effetto le frasi fatte di augurio e i buoni propositi per l'anno nuovo, una formalità cui nessuno crede ma che si continua a perpetuare nonostante tutto, perfetta maschera di falsità indossata con sfoggio e cognizione.
Mi fa effetto la crema di whisky che ho bevuto avidamente, ambrata e dolce a infuocare gola e ventre.

Ho coniato l'augurio perfetto, magnifico, vero, quello che vorrei ricevere io. Lo dedico a quei pochi che leggeranno questo post, con tutto il cuore:

Vi auguro che i vostri timpani esplodano se durante il 2011 sarete costretti, come me stasera, a sorbirvi le canzoncine di repertorio stonate che ha proponito raiuno per la notte di San Silvestro. 
E soprattutto, auguro che ognuno di voi non debba provvedere da solo ai propri orgasmi per tutto il 2011. 
A happy new year