venerdì 17 febbraio 2012

Una tempesta per respirare

... dopotutto il sonno è dei giusti. Come può albergare da queste parti?
C'è solo uno stanco sfarfallìo che ha il fruscio della carta scomposta, dei quaderni dentuti, dei fogli infiniti, tritati in un ammasso sbilenco e bloccati nell'attimo prima del loro frantumarsi, come in un sospiro prima della tempesta. Se un solo foglio cadesse, si porterebbe dietro ogni altro elemento di questo mondo fasullo, in un effetto domino devastante. E' un ambiente troppo incerto e precario, non può essere accettato dall'universo, saldo e preciso. Il primo alito lo sbriciolerà, e tutto il valore delle parole incise sui fogli che lo compongono, tutto quel peso d'inchiostro e aspettative, e speranze, e storie, svanirà.
E respirare - finalmente respirare! - coinciderà col morire.



E' troppo tardi, anche per la camomilla ormai gelida, anche per le stelle, anche per i Cure, anche per bruciare...
Tennessee Williams scrisse: " "Viviamo tutti in una casa che brucia. Nessun vigile del fuoco da chiamare. Nessuna via d'uscita. Solo la finestra del piano di sopra da cui guardare fuori mentre il fuoco divora la casa con noi intrappolati, chiusi dentro."
No. Brucia chi respira. Ma qui non c'è ossigeno. Solo il niente, un attimo prima della tempesta.

2 commenti:

  1. Blogspot non sbaglia. E' meglio se non leggi quello che scrivo...

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